«Se.Ver.A. in crisi» allarme dei sindacati per i posti di lavoro
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CASTELNUOVO. Le rappresentanze sindacali aziendali chiedono un incontro ai sindaci soci di Se.Ver.A. spa per capire la situazione molto critica che l'azienda sta vivendo. «Il termovalorizzatore di Castelnuovo è fermo da giorni. Se.Ver.A. intende chiedere la cassa integrazione in deroga per i 14 addetti all'impianto di Belvedere. E intanto comunica agli operai che la cooperativa Aurora, che svolgeva alcuni tipi di raccolte differenziate, ha cessato il lavoro per morosità dell'azienda. Si sono liberati posti di lavoro che potrebbero essere occupati dai dipendenti dell'impianto, previo accordo per il cambio temporaneo delle mansioni». Da questo quadro, delineato dalle Rsa, si capisce che le cose non vanno affatto bene. È per questo che i rappresentanti sindacali si rivolgono ai sindaci non solo come proprietari dell'azienda ma anche come amministratori della zona che dovrebbero preoccuparsi dell'occupazione dei propri cittadini. «Se Se.Ver.A. ha problemi economici e finanziari - dicono le Rsa - non è colpa dei lavoratori che hanno indici di produttività allineati se non superiori ad altre aziende del settore, semmai le responsabilità vanno cercate in scelte aziendali passate sulle loro teste. Il nostro interesse è lavorare. E 750 euro di cassa integrazione in deroga, pagati dopo diversi mesi, non sono una buona prospettiva. Non possiamo permetterci di rifiutare la proposta di occupare i posti vacanti finora occupati dalla Aurora; attendiamo di formalizzare l'accordo con l'azienda anche se comporterà un peggioramento sensibile delle nostre condizioni lavorative». Questione da affrontare. Che l'impianto di Belvedere sia fermo non riguarda solo gli addetti al termovalorizzatore ma l'intero settore "smaltimento" dell'azienda, quindi anche operai e impiegati. «Significa - affermano le Rsa - ripercussioni su un numero di lavoratori assai maggiore a 14; a essere ottimisti quasi il doppio. Il problema va preso in seria considerazione perché non arrivi inaspettato fra qualche mese». Coop Aurora. «Otto lavoratori sono a casa - affermano le Rsa - e noi dovremmo prendere il loro posto. Ma sono lavoratori come noi, anche loro hanno una famiglia. Possiamo silenziosamente sostituirli? Lo faremo nella logica che c'è sempre un più debole, ma di questo fatto i sindaci devono sapere». Le prospettive. «Sapere cosa se ne sarà di noi tra qualche mese cambierebbe le carte in tavola». È ciò che dicono i rappresentanti sindacali dell'azienda che aggiungono: «Comprendiamo che certezze non ce ne sono e non possiamo pretenderle dai sindaci in questo momento. Ma vorremmo sapere come gli amministratori la pensano su alcuni punti. Sul futuro del termovalorizzatore gravano due problemi: la situazione economica di Se.Ver.A. e le politiche ambientali di gestione dei rifiuti che si intendono percorrere. Se ci sono debiti garfagnini, devono essere ripagati dai garfagnini ma non vuol dire che le politiche inerenti la Valle debbano invece essere scelte altrove. Secondo noi l'ente controllore applica due pesi e due misure: verso il termovalorizzatore Veolia di Falascaia, che aveva manifestato problemi maggiori ai nostri, sono state messe in atto politiche più collaborative, permettendo sperimentazioni e collaudi che vanno avanti da tempo ma che, a quanto pare, non sono permesse per l'impianto Se.Ver.A». I rifiuti. Attualmente i rifiuti della Garfagnana finiscono all'impianto di Pioppogatto che poi rifornisce di materiale secco il termovalorizzatore di Falascaia. «E questo - sostengono i rappresentanti sindacali - - a prezzi ben maggiori di quelli di mercato che derivano da vecchi contratti in essere in Versilia. In pratica, stiamo aiutando i comuni versiliesi a pagare meno lo smaltimento dei propri rifiuti. Ci sembra che ancora una volta la Garfagnana stia buttando via la possibilità di sviluppo ed autonomia con il rischio concreto che di fronte a un fallimento Se.Ver.A. arrivino da fuori altre società che applicheranno le proprie politiche e le proprie tariffe prelevando profitti e lasciando ben pochi benefici alla Valle».
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