Il Tirreno

Lucca

L'esperienza di Alce può continuare anche senza creare energia

Francesco Poggi

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 La nostra valle, per conformazione orografica e densità abitativa, è fortemente vulnerabile per le emissioni inquinanti. Lo dimostrano i vari indici della qualità dell'aria, dai licheni dallo stato di salute della popolazione residente. Se la trasformazione della Alce in centrale termoelettrica a biomasse migliorerà alcuni parametri, non sembra la scelta migliore per garantire un definitivo miglioramento come richiesto dalla direttiva 96/62/Ce. Lo studio che abbiamo commissionato al dottor Federico Valerio, dell'Istituto tumori di Genova SS Chimica Ambientale, conferma la delicatezza dello scenario. La combustione delle biomasse determina elevate concentrazioni di polveri sottili, la presenza sulle polveri di inquinanti organici e diossine. È certo che alte concentrazioni di polveri incidano sulla salute. Inoltre, va rilevata la scarsa efficienza energetica del progetto che "spreca" energia rinnovabile, disperdendo calore. Nel confronto tra vecchia e nuova Alce si passa a un +47% di emissione di polveri che deriva dalla sostituzione di metano (pulito) con biomasse legnose (più sporco). L' esperienza Alce potrebbe continuare, con più efficienza energetica e sicurezza per la salute, affiancando alla produzione del tannino l'utilizzo del metano come unico combustibile. Per le biomasse derivanti dal legno detannizzato un uso alternativo alla combustione è la produzione di combustibili liquidi per autotrazione (bio-etanolo e bio-diesel) o di combustibili gassosi da fermentazione anaerobica (bio-gas e bio-metano). Ci sono poi gli sbocchi commerciali del cippato detannizzato. Non esiste obbligo all'uso energetico delle biomasse solo per produrre elettricità. È una scelta imprenditoriale. L'unica variabile indipendente è l'occupazione, che va difesa e salvaguardata. Qualsiasi sia la decisione della conferenza dei servizi, il territorio dovrà farsi carico dell'emergenza lavorativa. Gli enti dovranno vigilare. Salute e lavoro sono le stelle polari del nostro lavoro di amministratori. Qualsiasi sia il progetto che partirà, il Comune di Borgo a Mozzano vuole entrare nell'azionariato della nuova società. Per controllo ma anche per partecipare alle decisioni che il futuro di questa azienda chiederà. Un'impresa è "un organismo vivente di cui devono giovarsi tutti: lavoratori, consumatori, cittadini dei luoghi dove risiede...". Anche l'imprenditore è chiamato a un salto di qualità. Sindaco di Borgo a Mozzano

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