Il dolore
Confronto sull'impianto ai Poderacci
Arianna Bottari /
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La protesta nella zona dei Poderacci Faccia a faccia sulla localizzazione tra comitato e commissione ambiente
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CAPANNORI. Incontro tra la commissione ambiente del comune di Capannori e i rappresentanti del comitato paesano "Salviamo il centro" che non vuole l'impianto di compostaggio ai Poderacci. La riunione si è tenuta ieri mattina in municipio, ad un giorno dall'assemblea pubblica organizzata dal comitato per questa sera nella sala parrocchiale del capoluogo. Lungo il confronto tra i rappresentanti di maggioranza, opposizione e del comitato. Quest'ultimo ha ribadito la contrarietà alla localizzazione scelta dall'amministrazione comunale. È soddisfatto del confronto il presidente della commissione ambiente Guido Angelini. «È fondamentale proseguire sulla via del confronto nel trattare un argomento di tale importanza». Queste le sue dichiarazioni al termine della riunione con il comitato Salviamo Capannori, presente con tre dei suoi rappresentanti. «Molti i punti che abbiamo toccato - spiega Angelini -. Come prima cosa ho illustrato i documenti a nostra disposizione, ovvero gli studi che hanno portato a scegliere la località la Lista per la realizzazione dell'impianto. Proprio su questo primo punto vorrei insistere, non stiamo parlando de i Poderacci, ma di un'area assai più vasta che arriva fino a via Rossi. Per di più dobbiamo aggiungere che siamo ancora in una fase di studio del progetto e abbiamo solo indicazioni di massima. L'unico dato certo è che l'impianto dovrà essere da 50mila tonnellate. La localizzazione è stata decisa in base a studi ben precisi - prosegue Angelini -, portati avanti da Ambiente Italia. È una zona agricola, è vero, ma come la maggior parte degli altri siti presi in considerazione. Dal punto di vista del rischio idrogeologico, invece, la situazione è migliore rispetto ad altri siti, con addirittura uno o due punti di differenza rispetto alle tabelle fissate dall'Ato». Il comitato ha però sollevato anche altri dubbi. Primo fra tutti l'aumento del traffico nella zona centrale e la necessità di nuove strade. «Secondo la maggioranza della commissione - dice Angelini -, questo non è un problema. Ma per il comitato rimane uno dei punti di maggior preoccupazione. Così come la questione legata alle risorgive presenti ai Poderacci, dalle quali nasce il rio Frizzone. Anche in questo caso, però, ho illustrato ai membri del comitato che dagli studi fatti non sembra esserci un impatto notevole. Ripeto che, comunque, siamo ancora in fase di studio e che i dettagli sono tutti da definire. Così come da definire rimane la questione della tipologia dell'impianto stesso, se aerobico o anaerobico. Personalmente devo dire che la seconda soluzione mi sembra la migliore perché ci sarebbe la possibilità di produrre anche biogas, oltre chiaramente al compost». Fermo sulla sua posizione, invece, il comitato Salviamo il centro, che continua a chiedere che venga scelta una localizzazione alternativa. Da sottolineare tuttavia che il comitato non è contrario all'impianto come progetto, ma solo al sito scelto. Sulla stessa linea di pensiero Gaetano Ceccarelli, capogruppo dell Udc e membro della commissione ambiente: «Il sito è sbagliato, non ci sono dubbi. Le nostre perplessità rimangono anche dopo questa riunione. Speriamo che nella maggioranza si apra una fase di discussione franca e approfondita, nell'interesse dei cittadini». Ha chiesto un consiglio comunale straordinario sull'argomento, invece, Gianfranco Rosi, consigliere di opposizione (Capannori Insieme), che ha sottolineato la necessità di discutere su un progetto tanto importante per Capannori.
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