Italia
Impianto a biomasse, diffida dei comitati
Claudia Ponziani /
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Una manifestazione dei comitati «Non risponde ai requisiti di legge e non può essere autorizzato»
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BORGO A MOZZANO. Diffida dei comitati ambientalisti contro l'impianto a biomasse nell'area dell'Alce nei confronti del responsabile del procedimento per la concessione delle necessarie autorizzazioni. I comitati obiettano una serie di requisiti che a loro giudizio non sono rispettati e ritengono che non possano essere rilasciati permessi sulla base «base di mere valutazioni politiche». Per i comitati nella pratica «è evidente il non allineamento del progetto con le finalità della legge (con assoluta sproporzione tra le dimensioni dell'impianto progettato e la disponibilità di biomassa nella zona, tanto che esso dovrebbe attingere all'intero bacino toscano e oltre, e la mancata cogenerazione che utilizzi in maniera ottimale il calore residuo)» e contestano il fatto che «Alce spa non ha tra le sue finalità statutarie la produzione di energia elettrica, cosicché l'impianto potrebbe essere autorizzato solo come modifica strumentale all'impianto già gestito da Alce spa». Per questo i comitati diffidano dal rilasciare l'autorizzazione «ad un impianto palesemente sovradimensionato rispetto alla disponibilità di biomassa nella zona ed oggettivamente non funzionale all'impianto esistente di Alce». Pronti ricorsi per via giudiziaria nel caso la diffida non venisse presa in considerazione. Di questo si è parlato nell'assemblea informativa organizzata nella sala delle Feste dai Comitati ambiente e salute di Bagni di Lucca, Fornoli, Borgo a Mozzano, Diecimo e Valdottavo per "fare il punto della situazione" sulla centrale di Fornoli e sulle prospettive per il futuro. «L'inceneritore a biomasse dell'Alce potrebbe diventare, a breve, un inceneritore di rifiuti industriali e urbani. È di questi giorni la notizia che la centrale a biomasse di Scarlino, in provincia di Grosseto, è stata autorizzata ad usare combustibile da rifiuti» è stato detto dai comitati durante l'incontro. Sono stati anche distrinuiti volantini in cui tra l'altro si dice: «Le grandi centrali a biomasse che i privati stanno proponendo agli enti locali, per lucrare con i certificati verdi, non rispondono a logiche di filiera e il loro proliferare conduce inevitabilmente al reperimento sul mercato estero del legno da bruciare e all'utilizzo di combustibili da rifiuti». Si fa riferimento anche all'impianto di Bando d'Argenta in provincia di Ferrara: «È recente la conclusione del processo a carico della centrale a biomasse legnose di Bando d'Argenta per emissioni fuori legge, combustione non autorizzata di rifiuti e falsificazione di dati sulle emissioni (...). Anche per questi motivi - sostengono i comitati - diciamo no alla centrale dell'Alce». Ci sono state parole dure nei confronti della Provincia «che, a distanza di sette mesi dall'avvio del procedimento, non ha ancora deciso se si tratta di nuovo impianto o di una riconversione». Il pubblico ha chiesto chiarimenti e ha fatto proposto di coinvolgere il comune di Borgo a Mozzano, oltre alla popolazione tutta, nella ipotesi che si dovesse ricorrere al Tar e alla magistratura. Sotto accusa da parte dei comitati anche l'amministrazione comunale di Bagni di Lucca «finora sorda alle legittime richieste dei cittadini che hanno dovuto autorganizzarsi per la difesa della salute». Due infine gli appuntamenti imminenti sulla questione: il consiglio comunale aperto che si terrà martedì alle 21 nella ssala delle Feste di Borgo a Mozzano e la manifestazione organizzata dai comitati per le vie del centro storico di Lucca sabato pomeriggio.
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