Il Tirreno

Lucca

Nelle materne di Picciorana e Tempagnano i lavori promessi non sono stati eseguiti

Scuola, genitori all'attacco

Nadia Davini

«Vogliamo soluzioni concrete. I bimbi vivono un disagio quotidiano»

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 LUCCA. Promesse disattese. Informazioni poco chiare. E tanta confusione. Le scuole dell'infanzia di Tempagnano e Picciorana restano un bel nodo da sciogliere. Sia per il Comune, inizialmente propenso a ristrutturare la scuola di Tempagnano (chiusa due mesi fa per inagibilità e problemi al tetto), prevedendo la fine dei lavori a dicembre 2010, e ora invece sempre più convinto del contrario.  Sia per i genitori, in attesa di soluzioni. «Le dichiarazioni e le promesse fatte a noi - spiegano i genitori della scuola di Tempagnano e il comitato Operazione Scuola -, sono state velocemente disattese. Siamo siamo venuti a sapere dalla stampa che la volontà dell'assessore alla pubblica istruzione Donatella Buonriposi è di non ristrutturare l'edificio di Tempagnano, diversamente da quanto ci aveva detto un mese fa. Avremmo dovuto essere informati dal dirigente scolastico, Marco Orsi, di tutte le decisioni dell'amministrazione». «Vorremmo sapere - continuano -, il motivo tecnico di questa decisione, come sia stato possibile venir meno alla parola data».  Neppure la teoria della mancanza di fondi sembra convincerli: il sindaco Mauro Favilla «ci aveva assicurato che avrebbe reperito i soldi dai fondi utilizzabili per altre opere pubbliche». «Il nuovo plesso scolastico interessa a tutti, per primi a noi genitori - dicono -, ma avendo tradito la nostra fiducia crediamo che si tratti di un'ulteriore falsa promessa: la grande opera pubblica che avrà tempi geologici per realizzarsi».  E i lavori nella scuola di Picciorana? Fu proprio il dirigente dell'ufficio scuola, Giovanni Marchi, a dire che nel plesso di Picciorana erano necessari diversi interventi: fissaggio della bussola di ingresso affiché la porta rimanesse sempre aperta, sistemazione dell'impianto anticendio, realizzazione dell'uscita di sicurezza. I lavori, sempre secondo i tecnici, dovevano essere conclusi prima delle vacanze di Pasqua. Senza considerare l'esterno, bisognoso di interventi urgenti, come si legge nella relazione del geometra Marco Massimo Pardini del Provveditorato delle opere pubbliche: accurata pulizia del sottotetto, rimozione di tutto il materiale sul controsoffitto; rimozione e smaltimento del cassone in eternit; rimozione dell'ex deposito di acqua situato nel sottotetto sopra le scale; fissaggio dell'armadietto dei medicinali; rimozione dell'intonaco ammalorato; muratura dei telai delle prese d'aria; fissaggio dei giochi e delle panchine del giardino; sostituzione dei tombini rotti. Ma niente è stato fatto.  «È vergognoso - concludono i genitori -. Stiamo parlando di bambini che hanno da tre a sei anni che ogni giorno vivono nel disagio più completo. Segno della assoluta mancanza di attenzione del Comune verso i cittadini che amministra e dai quali è pagata con le tasse. Scarsa attenzione quantomai evidente nell'ultimo episodio avvenuto nella scuola di Picciorana: un nonno ha notato una grossa crepa sul ballatoio delle scale. Il muratore, giunto a scuola dopo diverse segnalazioni, ha rilevato la gravità della crepa, consigliando alle maestre di far scendere le scale ai bambini accostati al muro e non vicino alla ringhiera. Doveva essere un nonno a notare il pericolo?». I genitori aspettano risposte concrete

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