Sicurezza
LE RICERCHE
Scappa di casa dopo il rimprovero
Una bizza dopo la sgridata della mamma per l'uso eccessivo del Game Boy ha messo in apprensione i genitori di un bimbo di 8 anni che abita in periferia. Dopo il rimprovero il piccolo è riuscito infatti a sgattaiolare fuori dalla porta di casa, a fuggire in giardino e da lì a scavalcare la siepe e a dileguarsi nei campi
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LUCCA. Una bizza dopo la sgridata della mamma per l'uso eccessivo del Game Boy ha messo in apprensione i genitori di un bimbo di 8 anni che abita in periferia. Dopo il rimprovero il piccolo è riuscito infatti a sgattaiolare fuori dalla porta di casa, a fuggire in giardino e da lì a scavalcare la siepe e a dileguarsi nei campi. Due ore più tardi il bambino è stato trovato dai carabinieri che lo hanno riportato a casa.
Una storia a lieto fine con i familiari che ringraziano i militari, i volontari del 118, i vigili del fuoco e tutte le persone che si sono prodigate nella ricerca del bambino mostrando grande umanità e sensibilità. Merce rara di questi tempi. L'incubo finisce alle 14,50 quando la macchina dei carabinieri sbuca nel parcheggio del condominio dei genitori. Con loro c'è il piccolo alunno.
È in braccio a un appuntato che lo avvolge nel giubbotto e lo consegna a babbo e mamma che lo attendono sulla soglia di casa. I genitori e il bambino scoppiano in un pianto liberatorio e si abbracciano. È un momento toccante.
L'ALLARME Mezzogiorno e mezzo. Al 118 arriva una telefonata. È una mamma che chiede aiuto. Il suo bambino di 8 anni, da lunedì in vacanza da scuola per le festività pasquali, è scappato. Indossa una tuta e una felpa. È stato rimproverato e ha reagito in modo inaspettato riuscendo ad eludere la sua sorveglianza, infilando le scale e scappando fuori. La donna se n'è accorta, l'ha inseguito, gli ha implorato di fermarsi. Ma il piccino ha scavalcato una siepe e si è dileguato attraverso i campi scomparendo alla vista.
I SOCCORSI L'allarme è immediato. Sul posto si precipitano pattuglie dei carabinieri guidate dal capitano Tiziano Marchi e dal tenente Andrea Senes, un mezzo dei vigili del fuoco e, per ogni evenienza, l'automedica. Viene allertato anche l'elicottero dell'Arma che sorvola la zona per più di mezz'ora. Tutti vengono assaliti dal timore che il bimbo sia scivolato in qualche fossato o abbia raggiunto la strada provinciale, con il rischio di attraversarla di corsa ed essere travolto.
LE RICERCHE Ogni viuzza, ogni pertugio, ogni zona agricola nel raggio di un chilometro viene setacciata palmo a palmo. I minuti sono interminabili per i genitori che vivono momenti d'angoscia, temendo per la sorte del loro figlio. Sono le 14,15 quando una pattuglia dei carabinieri del radiomobile di Cortile degli Svizzeri e una della stazione di Pieve di Compito giungono nelle vicinanze di una carrozzeria abbandonata, a 500 metri dalla casa del bambino. Lì ci sono tre auto: due carbonizzate e una vecchia Punto. I militari si avvicinano e, rannicchiato nell'utilitaria, trovano il bimbo. Piange, singhiozza, si dispera, chiama la mamma. Un appuntato si china verso di lui. Accarezza la sua chioma bionda, lo abbraccia, lo chiama per nome. Lui, docile e tranquillo, si lascia sollevare. È tutto finito, si torna a casa.
L.T.
Una storia a lieto fine con i familiari che ringraziano i militari, i volontari del 118, i vigili del fuoco e tutte le persone che si sono prodigate nella ricerca del bambino mostrando grande umanità e sensibilità. Merce rara di questi tempi. L'incubo finisce alle 14,50 quando la macchina dei carabinieri sbuca nel parcheggio del condominio dei genitori. Con loro c'è il piccolo alunno.
È in braccio a un appuntato che lo avvolge nel giubbotto e lo consegna a babbo e mamma che lo attendono sulla soglia di casa. I genitori e il bambino scoppiano in un pianto liberatorio e si abbracciano. È un momento toccante.
L'ALLARME Mezzogiorno e mezzo. Al 118 arriva una telefonata. È una mamma che chiede aiuto. Il suo bambino di 8 anni, da lunedì in vacanza da scuola per le festività pasquali, è scappato. Indossa una tuta e una felpa. È stato rimproverato e ha reagito in modo inaspettato riuscendo ad eludere la sua sorveglianza, infilando le scale e scappando fuori. La donna se n'è accorta, l'ha inseguito, gli ha implorato di fermarsi. Ma il piccino ha scavalcato una siepe e si è dileguato attraverso i campi scomparendo alla vista.
I SOCCORSI L'allarme è immediato. Sul posto si precipitano pattuglie dei carabinieri guidate dal capitano Tiziano Marchi e dal tenente Andrea Senes, un mezzo dei vigili del fuoco e, per ogni evenienza, l'automedica. Viene allertato anche l'elicottero dell'Arma che sorvola la zona per più di mezz'ora. Tutti vengono assaliti dal timore che il bimbo sia scivolato in qualche fossato o abbia raggiunto la strada provinciale, con il rischio di attraversarla di corsa ed essere travolto.
LE RICERCHE Ogni viuzza, ogni pertugio, ogni zona agricola nel raggio di un chilometro viene setacciata palmo a palmo. I minuti sono interminabili per i genitori che vivono momenti d'angoscia, temendo per la sorte del loro figlio. Sono le 14,15 quando una pattuglia dei carabinieri del radiomobile di Cortile degli Svizzeri e una della stazione di Pieve di Compito giungono nelle vicinanze di una carrozzeria abbandonata, a 500 metri dalla casa del bambino. Lì ci sono tre auto: due carbonizzate e una vecchia Punto. I militari si avvicinano e, rannicchiato nell'utilitaria, trovano il bimbo. Piange, singhiozza, si dispera, chiama la mamma. Un appuntato si china verso di lui. Accarezza la sua chioma bionda, lo abbraccia, lo chiama per nome. Lui, docile e tranquillo, si lascia sollevare. È tutto finito, si torna a casa.
L.T.
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