Il Tirreno

Lucca

Sciopero alla Kme «L'azienda minaccia di spostare attività»

Lo stabilimento della Kme
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Lo stabilimento della Kme

La rsu dell'azienda Kme Italy di Fornaci ha proclamato un'ora di sciopero per oggi. All'origine della protesta una comunicazione aziendale che ipotizzerebbe spostamenti di lavorazioni in assenza di determinati livelli produttivi

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FORNACI. La rsu dell'azienda Kme Italy di Fornaci ha proclamato un'ora di sciopero per oggi. All'origine della protesta una comunicazione aziendale che ipotizzerebbe spostamenti di lavorazioni in assenza di determinati livelli produttivi.  Alla Kme alla fine di aprile scadrà la cassa integrazione straordinaria per i 700 dipendenti. «L'azienda - dice il segretario Fiom Cgil, Massimo Braccini - ha convocato le maestranze di importanti reparti interni per comunicare che, se non avessero rispettato un certo livello produttivo, avrebbero potuto anche spostare il lavoro in altri stabilimenti». La Fiom Cgil ritiene il comportamento aziendale preoccupante, grave e scorretto. «Oltre che illegale, poiché, di fatto, è teso ad intimidire i lavoratori, con il probabile scopo di indurli a "lavorare di più" e, nello stesso tempo, è teso a mettere in discussione la funzione della libertà sindacale».  «L'azienda - dice Braccini - non è libera di esercitare i suoi poteri direttivi, gestionali ed organizzativi in modo tale da condizionare o influenzare i lavoratori e, quando un'impresa va oltre le normali relazioni sindacali ed il rispetto dei ruoli, abbiamo il dovere di contrastarlo, anche legalmente, perché lede la libertà e la dignità dei lavoratori. La gestione della fase richiederebbe grande responsabilità, invece, notiamo da tempo un certo "nervosismo aziendale". Sarebbe opportuno che la Kme si rapportasse correttamente con la Rsu e presentasse un chiaro piano per chiarire la reale situazione aziendale, quali sono i carichi di lavoro e, se la cassa integrazione, che è costata un caro prezzo ai lavoratori, è servita a far superare il periodo di crisi.  «Se l'azienda invece pensasse di fare forzature o adottare una gestione non corretta nei confronti dei lavoratori e del sindacato - conclude Braccini - se ne dovrebbero assumere tutta la responsabilità e troverà da parte nostra una forte e determinata risposta, sia in termini sindacali che legali».

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