Sicurezza
Mille euro al mese per l'acqua in casa
Nicola Nucci
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IL SALASSO Mille euro per avere lacqua nella propria abitazione non essendo allacciati allacquedotto comunale La protesta di un abitante di Chiatri: «Bolletta salatissima»
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LUCCA. Una spesa mensile di mille euro per avere l'acqua nella propria abitazione. Una bolletta salatissima quella che Dennis Bullentini, residente a Colle Paradiso, nella frazione di Chiatri, dovrebbe pagare a Sistema Ambiente per il trasporto delle autocisterne da 5 metri cubi l'una (5 mila litri). L'acquedotto comunale, infatti, non arriva fino alla sua casa dove vive con la moglie dal 1996. Ma Geal, il gestore dell'acqua per il territorio, non vuole saperne di prolungare la rete idrica. Ed ora Bullentini è stufo di pagare cifre spropositate per un bene di prima necessità. «E' assurdo pagare un conto del genere per un bene di vitale importanza che dovrebbe essere accessibile a tutti - racconta - purtroppo è da quasi 14 anni che conviviamo con questo problema che ci ha creato molti disagi e fatto spendere molto. La nostra casa fa parte di complesso di due unità abitative, in una abitiamo noi, mentre nell'altra vive saltuariamente un'altra famiglia. In tutto 4-5 persone. Abbiamo segnalato il problema a Geal. La risposta dell'ente è stata che possono mettere solo il contatore, mentre dobbiamo provvedere a nostre spese alla stesura del tubo per l'allacciamento alla nostra abitazione. Per due unità abitative, secondo loro, non vale la pena fare passare l'acquedotto lungo la strada che collega la frazione a Chiatri». Il prezzo della fornitura dell'acqua è aumentato a dismisura dal settembre 2009. «Prima la spesa era di 7 euro grazie ai contributi del Comune che sono stati aboliti lo scorso anno. Adesso 5 mila litri costano 95 euro. Così abbiamo sospeso il pagamento. Non siamo intenzionati a sborsare questa cifra esorbitante per la consegna dell'acqua che oltretutto non è potabile e possiamo usarla solo per lavarci. E non vogliamo sostenere un ulteriore spesa per il depuratore. Speriamo di risolvere tutto entro l'estate». Interpellata sulla questione la Geal, tramite l'amministratore delegato Paolo Saccani, risponde alla famiglia Bullentini. «Non eravamo a conoscenza di questo caso al quale sicuramente ci interesseremo in tempi brevi. Ad ogni modo se la rete idrica non arriva fino a quelle abitazioni è perché questo tipo di intervento non rientra nei programmi del Comune, oppure la famiglia vive in una strada privata dove non è possibile intervenire con dei lavori». Sistema Ambiente, per bocca del suo direttore Roberto Paolini, spiega l'aumento del prezzo come una conseguenza della privatizzazione del servizio idrico e della strategia dell'azienda. «Il Comune non applica più una tariffa agevolata per gli utenti delle frazioni non allacciate all'acquedotto. Cinque euro era un prezzo "politico" che è stato mantenuto in vigore fino al 2008, nella transizione verso la privatizzazione del servizio idrico affidato a Geal. La fornitura di acqua non potabile, pur non essendo un servizio prioritario per la nostra azienda, continua ad essere offerto, ma logicamente ad un costo industriale. Una fornitura per mezzo di una autobotte della capienza di 5 metri cubi costa 95 euro, Iva compresa. Poi ovviamente dipende dai consumi della singola famiglia».
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