Proteste
L'Imt eccellenza per la città
Alessandro Petrini
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Passera con Cattani e la sala gremita per l’inaugurazione dell’anno accademico (Vip)Il primo anno accademico di Imt dopo la fase iniziale di start-up parte con le migliori intenzioni da parte degli enti locali lucchesi. A queste si aggiunge la benedizione di Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa San Paolo, a Lucca per la lezione inaugurale
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LUCCA. Il primo anno accademico di Imt dopo la fase iniziale di start-up parte con le migliori intenzioni da parte degli enti locali lucchesi. A queste si aggiunge la benedizione di Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa San Paolo, a Lucca per la lezione inaugurale. «L'onore di essere qua è mio - spiega- per me è molto bello avere l'opportunità di essere presente all'inaugurazione dell'anno accademico». Che la città abbia intenzione di continuare a investire in Imt si capisce già dalla platea di personalità e istituzioni presenti nella cappella Mansi assieme ai 45 nuovi studenti e ai neodiplomati. Solo la metà di loro sono italiani e tanti di loro sono italiani di ritorno dopo esperienze universitarie all'estero con Imt che si conferma come una delle strade percorribili per tamponare la fuga di cervelli all'estero. Un progetto pensato tra il 2003 e il 2004 che di fatto ha iniziato l'attività nel luglio del 2006 con l'approvazione del nuovo statuto e di un nuovo livello di governance. Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione lucchese per l'alta formazione e la ricerca ora pensa al futuro dopo che la scuola ha passato con successo il suo periodo costitutivo. La fondazione è il punto di sintesi del territorio grazie alla partecipazione della Provincia, del comune di Lucca, delle due fondazioni bancarie, degli Industriali e della Camera di Commercio. «I problemi alle porte - spiega Lattanzi - sono il consolidamento dell'area di ricerca con la realizzazione di nuovi laboratori, il completamento dell'organico e dell'area logistica a supporto dell'attività di Imt». C'è voglia di investire nei giovani talenti per dare un messaggio di speranza e fiducia nel futuro. Lo dice il presidente della Provincia Stefano Baccelli che parla di scelte non facili fatte a monte per costituire l'istituto e sostenerne poi una lunga e faticosa fase di start-up: «Non è stato semplice anche per i tagli per gli enti locali ma i fondi a sostegno alla scuola non sono mai stati messi in discussione. Crediamo in questa eccellenza del territorio così come sosteniamo Campus». Di sfida a lungo termine e di impegno considerevole parla anche il sindaco Mauro Favilla, «una sfida portata avanti nella convinzione di riuscire ad avere questo prestigioso istituto». «Abbiamo un'università vicina che in un'idea iniziale poteva consentire solo distaccamenti parziali con il rischio di creare una cultura monosettoriale da parte dei nostri giovani visto che sarebbe potuta nascere la tentazione di invitare i lucchesi a studiare tutti la stessa disciplina. Qui invece abbiamo tecnici qualificati che partono da Lucca e non pensano solo alla realtà locale ma si innestano in tutto il mondo. Pensiamo che il ministero dovrebbe apprezzare ulteriormente i nostri sforzi per rafforzare ancora questa istituzione». «Un obiettivo sentito e voluto da Giurlani - come spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Giovanni Cattani -. Noi abbiamo sempre sostenuto l'Imt consentendogli di essere un centro di eccellenza di studi per la ricerca e lo sviluppo. Un sostegno pieno e convinto che ha consentito di realizzare un complesso di strutture di grande rilievo estetico e funzionale come la biblioteca di San Ponzano, l'ex Boccherini e il complesso della Stecca».
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