Il Tirreno

Lucca

Cibo ai bisognosi

Cibo ai bisognosi

Sulle tavole dei poveri e dei bimbi immigrati le porzioni non usate delle mense scolastiche

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 CAPANNORI. Perché buttare via il cibo inutilizzato delle mense scolastiche e non darlo alle persone bisognose?  È da questa domanda che il comune di Capannori, la Caritas diocesana e la Società Italiana di ristorazione Eudania, con la collaborazione dell'Asl 2, hanno deciso di dar vita al progetto "Moltiplicare pani e pesci va a scuola". Grazie a questa iniziativa le confezioni in esubero ancora sigillate contenenti le porzioni di pasto per i bambini vengono inviate a due mense gestite dai volontari del Gvai (gruppo volontari accoglienza immigrati) e della Caritas. Qui sono messe a disposizione di circa 90 persone.  Il progetto, che già nel 2009 ha riscosso ampi consensi, è partito, per il secondo anno, negli scorsi giorni.  Sette sono le scuole coinvolte: quelle dell'infanzia e le primarie di Capannori, Lammari e Lunata e la primaria di Marlia.  «Un progetto importante - sottolinea il vice sindaco Luca Menesini - grazie al quale si destina a uno scopo sociale il cibo che altrimenti sarebbe sprecato e gettato. Un piccolo gesto di solidarietà da parte nostra che diventa di grande importanza per gli utenti delle mense destinatarie, che sono gestite da volontari e che spesso devono far fronte a budget ridotti».  Al termine della giornata alcuni volontari provvedono al ritiro dei cibi cotti e crudi, ancora non utilizzati, come verdure, formaggi e salumi e del pane. Le vaschette vengono etichettate con i dati relativi alla data di produzione, tipologia di prodotto, modalità di conservazione e riattivazione e con l'indicazione della data di scadenza. Le vaschette vengono poi caricate su furgoni e portate a circa 30 minori ospiti dei Centri di accoglienza immigrati e a circa 60 utenti della mensa serale di Lucca.

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