Lutto
La super domenica di VerdeMura
Barbara Antoni
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VerdeMura gli espositori erano oltre 100 all’edizione 2010 di questa manifestazione che ha avuto forte richiamoLa passeggiata fra piante rare ed essenze ha attirato a VerdeMura molto pubblico da fuori porta, arrivato da Massa, Pisa e altre zone d'Italia, oltre che stranieri di passaggio. Unico neo: i 6 euro del biglietto, «un po' caro» per i frequentatori
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LUCCA. La passeggiata fra piante rare ed essenze ha attirato a VerdeMura molto pubblico da fuori porta, arrivato da Massa, Pisa e altre zone d'Italia, oltre che stranieri di passaggio. Unico neo: i 6 euro del biglietto, «un po' caro» per i frequentatori. È il commento di Paola e Tosca, due signore lucchesi, amiche, che passeggiano sulle Mura, curiosando fra gli espositori e già cariche di borse piene di piantine. «Veniamo tutti gli anni - dicono -. Non cambia molto da un'edizione all'altra, ma è sempre una passeggiata piacevole. Non va bene il biglietto di sei euro, troppo caro». Idem il signor Bujar Crumi, albanese residente in città, con la moglie, secondo i quali «tanti non entrano per via del biglietto. Se si entra in due, come noi, sono dodici euro. Se entra una famiglia?». Ma pensano che VerdeMura sia un appuntamento da non perdere, specie «per chi, come mia moglie, è appassionata di piante», dice il signor Crumi. Appassionati e passaparola. Altre due amiche, Elisabetta e Franca, due signore di Filettole. Arrivate di domenica a VerdeMura «perché lavoro a Lucca e sapevo della manifestazione. Vengo tutti gli anni. Mi piace, la trovo molto varia». Invece i signori Ulisse, marito e moglie, vengono a VerdeMura direttamente da Roma. «Io sono di origine lucchese - dice la signora -: approfittiamo di una visita ai nostri parenti per vedere anche la mostra, siamo appassionati della natura». Tutti accomunati da un aspetto: di VerdeMura hanno saputo perché si sono interessati, perché la seguono dall'inizio, o perché ne hanno sentito parlare, magia del passaparola. Una super domenica. Famiglie, coppie, gruppi di amici. Ma anche molti estimatori e appassionati di piante rare: questa, secondo Chiara Dalle Mura e Olga Narducci (guida ambientale la prima e addetta alla biglietteria della mostra mercato la seconda) allo stand dell'Orto Botanico. Anche loro, come diversi espositori sentiti, giudicano che l'ultimo giorno (ieri, domenica, ndr) sia stato il migliore per l'affluenza alla manifestazione (che, dai dati del Comune, nella prima giornata e mezzo, venerdì e sabato mattina, aveva già raggiunto 3.500 visitatori). Espositori. «Un bel giro, oggi soprattutto (domenica, ndr) - dice Michele Vernaccini della azienda agricola Pacini di Pisa -, ma la gente commenta che sei euro è troppo per il biglietto di entrata. A Pisa, dove fra due settimane si tiene "Pisa in fiore", il biglietto sarà di due euro». Seduto fra le sue innumerevoli erbacee perenni, il signor Tullio dell'Erbaio della Gorra (Torino), espositore dalla prima edizione di VerdeMura, dice «che la manifestazione è andata migliorando. La gente compra. Il mio è un pubblico di appassionati, che non vengono di domenica. Per me infatti le giornate migliori sono state le prime due». Davide Picchi del vivaio La casina di Lorenzo di Capannori è come minimo entusiasta: perché VerdeMura gli ha portato, oltre che compratori durante la manifestazione («la massa cerca cose usuali, gli amatori le cose più complicate»), anche «interessi per piantumazioni». Ovvero lavoro, anche per le prossime settimane. Ci tiene a sottolineare il suo «ottimo rapporto con Lucca» Antonella Borato della ditta Raziel (Padova) che vende 2mila diverse specie di bulbi. «Vengo tutti gli anni, anche a Murabilia. Ho qui molti clienti». Le zucche di Lucca. Non ultimo, il club "Le zucche di Lucca", rappresentato da Elio Angelini, Marcello Berchiolli, Marlene Arcangioli. Nei giorni di VerdeMura il club ha fatto proseliti, anche in termini di associati. Ma le ambizioni - per questo gruppo che vanta già molti primi posti nazionali per la zucca più grande e una varietà di circa 250 zucche, provenienti anche da fuori Italia - sono altre, compresa una finalità culturale: «Creare a Lucca - dice Angelini - il polo di questo ortaggio, finora usato solo per zuppe e minestroni, mentre noi invece lo utilizziamo per fare anche pane, dolci, marmellate, sformati, liquori».
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