Proteste
ECONOMIA E TURISMO
C'è crisi, aperti a Pasqua
Barbara Antoni
A Pasqua e Pasquetta ristoranti tutti aperti; quasi tutti aperti si annunciano i bar. Le categorie non ci mettono punti interrogativi: con la crisi degli ultimi mesi - che ha portato alcuni bar perfino a ridimensionare la quantità di personale dipendente o quando è andata meglio il suo orario di lavoro
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. A Pasqua e Pasquetta ristoranti tutti aperti; quasi tutti aperti si annunciano i bar. Le categorie non ci mettono punti interrogativi: con la crisi degli ultimi mesi - che ha portato alcuni bar perfino a ridimensionare la quantità di personale dipendente o quando è andata meglio il suo orario di lavoro -, i pubblici esercizi aspettano in gloria la prima festa (e il primo ponte) dell'anno.
I segnali più positivi arrivano dai ristoranti: Benedetto Stefani, rappresentante dei ristoratori di Ascom, anticipa che il 70% dei posti nei locali suoi associati è già prenotato per il giorno di Pasqua, per un pranzo a menù fisso con i prezzi congelati rispetto alla Pasqua 2009. Soprattutto clienti locali o comunque del territorio toscani arriveranno per il pranzo della festa; menu libero invece per la cena e il giorno successivo, quando i ristoratori aspettano in maggioranza avventori forestieri.
La sostanza di un viaggio tra i rappresentanti della ristorazione, di bar, gelaterie e altri pubblici esercizi mirato alle tendenze delle aperture per il ponte di Pasqua si riassume in questi concetti, che quindi farebbero pensare ormai appartenente al passato l'immagine di Lucca chiusa per festa a Pasqua, con i turisti costretti a vagare per la città alla ricerca di un semplice caffè.
«Con la tristezza che c'è in giro - aggiunge Stefani - figuriamoci se i ristoratori se non sono aperti a Pasqua e Pasquetta. La crisi c'è ma noi siamo ottimisti: sta nel dna dei ristoratori essere portatori di tranquillità per il cliente. Il 70% dei posti nei nostri ristoranti è prenotato per il pranzo pasquale a menu e prezzo fisso. In prevalenza sono gente del posto o della Toscana. Di stranieri non ne ho sentito. Una parte di prenotazioni è arrivata da internet, ma l'importante, per occasioni come questa, sono le persone che tornano di anno in anno, che scelgono lo stesso ristorante come loro casa».
«Con l'aria che tira credo che i ristoranti saranno tutti aperti per Pasqua - dice Stefano De Ranieri, presidente dei ristoratori di Confesercenti -. Un bar può essere meno motivato, ma un ristorante lo è di certo. Un po' di prenotazioni ci sono, per Pasqua, da gente che già ci conosce, di Pisa, Livorno, Lucca. I prezzi per il pranzo tradizionale a menu fisso, con agnello, tordelli, pasta fatta a mano e altro, sono invariati rispetto alla Pasqua 2009, non si aumenta di un centesimo».
«I bar rimarranno sicuramente aperti. In un periodo come questo, con il lavoro che è diminuito dal 20 al 25% nei bar del centro storico, c'è grande attesa per la Pasqua - dice Enrico Ragghianti, presidente dei pubblici esercizi di Confesercenti -. Sarà un indicatore per vedere se e come il lavoro riparte. Stare aperti a Pasqua è nel nostro interesse, oltre che un servizio di accoglienza per i turisti».
«I pubblici esercizi hanno necessità di lavorare - continua Ragghianti -; in questo momento la priorità è il lavoro. Questa crisi ha due componenti fondamentali: il tempo atmosferico non favorevole e la crisi. Non quella finanziaria, che come dicono è passata, ma quella reale, nella quale siamo dentro fino al collo». La gente, conferma Ragghianti, fa economia anche sui piccoli piacere quotidiani: dal cappuccino e dalla brioche al gelato e via di seguito.
Identico il pensiero di Endro Lucchi, rappresentante dei pubblici esercizi di Ascom. «Siamo in una crisi spettacolare - dice -, credo che parecchi esercizi saranno aperti a Pasqua. Nelle ultime settimane molti bar sono stati chiusi per ferie anche per prepararsi alla Pasqua. Un atteggiamento in controtendenza col passato, anche perché ci sono molte gestioni nuove. Il settore è in movimento».
«Pasqua è l'inizio ufficiale della stagione turistica - commenta il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini -. Non c'è l'obbligo di apertura, ma credo che in prevalenza gli esercizi saranno aperti. Negli hanni ha preso campo l'idea di una città turistica, quindi la mentalità degli esercenti si è spostata verso l'apertura a Pasqua».
Ademaro Cordoni, direttore di Ascom, ritiene che «non essendo la terza domenica del mese, è probabile che qualcuno non sia aperto. Ma quegli esercizi che la domenica sono abitualmente aperti lo saranno anche a Pasqua. Credo che la città sarà ospitale, si può prevedere che sarà aperto tra il 70 e l'80% di esercizi. Chi ha tavoli fuori senz'altro starà aperto. Nei prossimi giorni comunque Ascom partirà con una campagna di sensibilizzazione all'apertura per Pasqua».
I segnali più positivi arrivano dai ristoranti: Benedetto Stefani, rappresentante dei ristoratori di Ascom, anticipa che il 70% dei posti nei locali suoi associati è già prenotato per il giorno di Pasqua, per un pranzo a menù fisso con i prezzi congelati rispetto alla Pasqua 2009. Soprattutto clienti locali o comunque del territorio toscani arriveranno per il pranzo della festa; menu libero invece per la cena e il giorno successivo, quando i ristoratori aspettano in maggioranza avventori forestieri.
La sostanza di un viaggio tra i rappresentanti della ristorazione, di bar, gelaterie e altri pubblici esercizi mirato alle tendenze delle aperture per il ponte di Pasqua si riassume in questi concetti, che quindi farebbero pensare ormai appartenente al passato l'immagine di Lucca chiusa per festa a Pasqua, con i turisti costretti a vagare per la città alla ricerca di un semplice caffè.
«Con la tristezza che c'è in giro - aggiunge Stefani - figuriamoci se i ristoratori se non sono aperti a Pasqua e Pasquetta. La crisi c'è ma noi siamo ottimisti: sta nel dna dei ristoratori essere portatori di tranquillità per il cliente. Il 70% dei posti nei nostri ristoranti è prenotato per il pranzo pasquale a menu e prezzo fisso. In prevalenza sono gente del posto o della Toscana. Di stranieri non ne ho sentito. Una parte di prenotazioni è arrivata da internet, ma l'importante, per occasioni come questa, sono le persone che tornano di anno in anno, che scelgono lo stesso ristorante come loro casa».
«Con l'aria che tira credo che i ristoranti saranno tutti aperti per Pasqua - dice Stefano De Ranieri, presidente dei ristoratori di Confesercenti -. Un bar può essere meno motivato, ma un ristorante lo è di certo. Un po' di prenotazioni ci sono, per Pasqua, da gente che già ci conosce, di Pisa, Livorno, Lucca. I prezzi per il pranzo tradizionale a menu fisso, con agnello, tordelli, pasta fatta a mano e altro, sono invariati rispetto alla Pasqua 2009, non si aumenta di un centesimo».
«I bar rimarranno sicuramente aperti. In un periodo come questo, con il lavoro che è diminuito dal 20 al 25% nei bar del centro storico, c'è grande attesa per la Pasqua - dice Enrico Ragghianti, presidente dei pubblici esercizi di Confesercenti -. Sarà un indicatore per vedere se e come il lavoro riparte. Stare aperti a Pasqua è nel nostro interesse, oltre che un servizio di accoglienza per i turisti».
«I pubblici esercizi hanno necessità di lavorare - continua Ragghianti -; in questo momento la priorità è il lavoro. Questa crisi ha due componenti fondamentali: il tempo atmosferico non favorevole e la crisi. Non quella finanziaria, che come dicono è passata, ma quella reale, nella quale siamo dentro fino al collo». La gente, conferma Ragghianti, fa economia anche sui piccoli piacere quotidiani: dal cappuccino e dalla brioche al gelato e via di seguito.
Identico il pensiero di Endro Lucchi, rappresentante dei pubblici esercizi di Ascom. «Siamo in una crisi spettacolare - dice -, credo che parecchi esercizi saranno aperti a Pasqua. Nelle ultime settimane molti bar sono stati chiusi per ferie anche per prepararsi alla Pasqua. Un atteggiamento in controtendenza col passato, anche perché ci sono molte gestioni nuove. Il settore è in movimento».
«Pasqua è l'inizio ufficiale della stagione turistica - commenta il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini -. Non c'è l'obbligo di apertura, ma credo che in prevalenza gli esercizi saranno aperti. Negli hanni ha preso campo l'idea di una città turistica, quindi la mentalità degli esercenti si è spostata verso l'apertura a Pasqua».
Ademaro Cordoni, direttore di Ascom, ritiene che «non essendo la terza domenica del mese, è probabile che qualcuno non sia aperto. Ma quegli esercizi che la domenica sono abitualmente aperti lo saranno anche a Pasqua. Credo che la città sarà ospitale, si può prevedere che sarà aperto tra il 70 e l'80% di esercizi. Chi ha tavoli fuori senz'altro starà aperto. Nei prossimi giorni comunque Ascom partirà con una campagna di sensibilizzazione all'apertura per Pasqua».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
