Attenzione
I RIMEDI ALLA CRISI
Degrado, 2 multe e poi la chiusura
Ilaria Bonuccelli
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Degrado arredi urbani in via FillungoDue sanzioni e poi la revoca dell'autorizzazione. La chiusura dell'attività, per periodi più o meno lunghi. Tutto dipenderà da quanto grave sarà la violazione alle norme sul decoro urbano. Marco Chiari, assessore al centro storico e all'arredo urbano, concorda con le categorie che la città sta diventando brutta
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LUCCA. Due sanzioni e poi la revoca dell'autorizzazione. La chiusura dell'attività, per periodi più o meno lunghi. Tutto dipenderà da quanto grave sarà la violazione alle norme sul decoro urbano. Marco Chiari, assessore al centro storico e all'arredo urbano, concorda con le categorie che la città sta diventando brutta. Ma fino a quando non ci sarà il nuovo regolamento sull'arredo e il decoro «sarà difficile prendere provvedimenti più drastici, di cui, invece, c'è bisogno».
Per arrivare alla chiusura di attività che non rispettano le norme sul decoro, insomma, c'è ancora da aspettare. Non moltissimo, però, assicura l'assessore. Chiari, infatti, vorrebbe portare in consiglio comunale il nuovo regolamento entro fine mese, in modo da stabilire regole severe anche per la fascia intorno alle Mura «almeno nel raggio di un chilometro intorno al centro storico.
Assessore Chiari, perché la città si sta imbruttendo, come sostengono le categorie economiche preoccupate dalla crisi del commercio e del turismo?
«Semplice: fino a quando i regolamenti in vigore consentono interventi discutibili, non possiamo fare nulla per vietarli. Perciò è necessario intervenire sui regolamenti che tutelano l'immagine della città. Credo, comunque, che gli assessorati competenti si stiano già muovendo. Anche perché le categorie hanno ragione: la città è sempre più brutta».
Un regolamento sul decoro urbano, però, già esiste. E stabilisce i limiti agli interventi concessi, con tanto di sanzioni per chi trasgredisce. È stato, forse, ignorato?
«Non direi. Proprio in base alle norme in vigore abbiamo effettuato un monitoraggio del centro, individuando situazioni irregolari. Questa fase è ultimata: ad esempio, abbiamo fotografato tutta via Fillungo e verificato con attenzione quello che è successo nelle varie strade. Abbiamo anche già sanzionato chi non era in regola. In città abbiamo fatto 52 multe, ma molto oltre non possiamo andare. Almeno non fino a quando avremo approvato il nuovo regolamento per il decoro».
Perché che cosa cambierà con il nuovo regolamento?
«Dopo due sanzioni potremo procedere alla revoca dell'autorizzazione all'attività commerciale. La potremo chiudere. Dobbiamo ancora definire con le categorie i tempi di sospensione dell'attività, ma c'è molta disponibilità da parte delle associazioni a trattare l'argomento. Che è vasto, visto che riguarda targhe, insegni, gazebo, tende. Il dato singolare, però, è che da una parte i commercianti si lamentano delle brutture, ma dall'altra sono i primi a non rispettare le regole».
Allora quando intende approvare questo nuovo regolamento?
«Entro la prossima settimana al massimo voglio convocare un incontro, che spero sia conclusivo, con le categorie economiche, mentre il regolamento farà il suo iter nelle varie commissioni. La mia ambizione sarebbe di portarlo in discussione in consiglio comunale entro la fine di marzo. Se questo non sarà possibile, farò iniziare la discussione almeno in commissione».
Le regole varranno solo per il centro storico?
«No. Lucca, infatti, ha una periferia che è diventata un centro urbano. Entro un chilometro dalle Mura siamo sempre nel raggio di influenza della città e considerando come questa fascia sia molto urbanizzata possiamo dire che le nuove regole del decoro riguardino buona parte del territorio comunale. In particolare gli assi di accesso alla città che sono il nostro biglietto da visita e versano in condizioni terribili. Viale Europa, ad esempio, sembra una strada dell'Est Europa di 50 anni fa. Viale Castracani è in una condizione pietosa. Anche lì i commercianti si lamentano e chiedono la qualificazione della zona, ma come si propongono soluzioni, ad esempio che intacchino i posti auto, subito si pongono dei veti. Nel contrasto al degrado urbano, il problema è proprio questo: gli interessi particolari, di singoli, diventano ostacoli insormontabili».
Per arrivare alla chiusura di attività che non rispettano le norme sul decoro, insomma, c'è ancora da aspettare. Non moltissimo, però, assicura l'assessore. Chiari, infatti, vorrebbe portare in consiglio comunale il nuovo regolamento entro fine mese, in modo da stabilire regole severe anche per la fascia intorno alle Mura «almeno nel raggio di un chilometro intorno al centro storico.
Assessore Chiari, perché la città si sta imbruttendo, come sostengono le categorie economiche preoccupate dalla crisi del commercio e del turismo?
«Semplice: fino a quando i regolamenti in vigore consentono interventi discutibili, non possiamo fare nulla per vietarli. Perciò è necessario intervenire sui regolamenti che tutelano l'immagine della città. Credo, comunque, che gli assessorati competenti si stiano già muovendo. Anche perché le categorie hanno ragione: la città è sempre più brutta».
Un regolamento sul decoro urbano, però, già esiste. E stabilisce i limiti agli interventi concessi, con tanto di sanzioni per chi trasgredisce. È stato, forse, ignorato?
«Non direi. Proprio in base alle norme in vigore abbiamo effettuato un monitoraggio del centro, individuando situazioni irregolari. Questa fase è ultimata: ad esempio, abbiamo fotografato tutta via Fillungo e verificato con attenzione quello che è successo nelle varie strade. Abbiamo anche già sanzionato chi non era in regola. In città abbiamo fatto 52 multe, ma molto oltre non possiamo andare. Almeno non fino a quando avremo approvato il nuovo regolamento per il decoro».
Perché che cosa cambierà con il nuovo regolamento?
«Dopo due sanzioni potremo procedere alla revoca dell'autorizzazione all'attività commerciale. La potremo chiudere. Dobbiamo ancora definire con le categorie i tempi di sospensione dell'attività, ma c'è molta disponibilità da parte delle associazioni a trattare l'argomento. Che è vasto, visto che riguarda targhe, insegni, gazebo, tende. Il dato singolare, però, è che da una parte i commercianti si lamentano delle brutture, ma dall'altra sono i primi a non rispettare le regole».
Allora quando intende approvare questo nuovo regolamento?
«Entro la prossima settimana al massimo voglio convocare un incontro, che spero sia conclusivo, con le categorie economiche, mentre il regolamento farà il suo iter nelle varie commissioni. La mia ambizione sarebbe di portarlo in discussione in consiglio comunale entro la fine di marzo. Se questo non sarà possibile, farò iniziare la discussione almeno in commissione».
Le regole varranno solo per il centro storico?
«No. Lucca, infatti, ha una periferia che è diventata un centro urbano. Entro un chilometro dalle Mura siamo sempre nel raggio di influenza della città e considerando come questa fascia sia molto urbanizzata possiamo dire che le nuove regole del decoro riguardino buona parte del territorio comunale. In particolare gli assi di accesso alla città che sono il nostro biglietto da visita e versano in condizioni terribili. Viale Europa, ad esempio, sembra una strada dell'Est Europa di 50 anni fa. Viale Castracani è in una condizione pietosa. Anche lì i commercianti si lamentano e chiedono la qualificazione della zona, ma come si propongono soluzioni, ad esempio che intacchino i posti auto, subito si pongono dei veti. Nel contrasto al degrado urbano, il problema è proprio questo: gli interessi particolari, di singoli, diventano ostacoli insormontabili».
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