Il dolore
ALLARME AMBIENTE
Discariche sparse fra il verde
Angelica D'Agliano
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Materassi abbandonati fuori dai cassonetti, sacchi di immondizia fra il verde: flash di degrado scovati in più punti della nostra campagnaRischiano la galera e multe da migliaia di euro, rovinano uno dei paesaggi più belli e rinomati d'Italia e purtroppo spesso la fanno franca. Sono i vandali ecologici, la nuova frontiera della delinquenza che deturpa Lucca e la Piana con materassi, plastica, oggetti ingombranti, ma anche carcasse di elettrodomestici, amianto
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LUCCA. Rischiano la galera e multe da migliaia di euro, rovinano uno dei paesaggi più belli e rinomati d'Italia e purtroppo spesso la fanno franca. Sono i vandali ecologici, la nuova frontiera della delinquenza che deturpa Lucca e la Piana con materassi, plastica, oggetti ingombranti, ma anche carcasse di elettrodomestici, materiale infiammabile, amianto.
I vandali agiscono quando nessuno può notarli (la notte o la mattina presto) si addentrano nelle campagne lucchesi e abbandonano, magari in un canalone o in una fossa, ciò che a loro non serve più. Il risultato è un vero e proprio scempio ecologico che non potrà mai essere condannato abbastanza.
In questo senso anche la legge è molto severa. Il Decreto Ronchi per l'abbandono di rifiuti sul suolo pubblico prevede multe che vanno da 25 a 1.550 euro e nei casi più gravi (art. 51) si può arrivare anche all'arresto da tre a dodici mesi e una maxi ammenda da 2.582 a 25.822 euro.
Eppure tutto ciò sembra insufficiente per fermare l'inciviltà delle persone nemiche dell'ambiente. Per convincersene basta una gita fuori porta nei comuni della Piana lucchese, o magari sulle colline. Se la situazione lungo le strade è pressoché sotto controllo, la stessa cosa non può dirsi passeggiando lungo i sentieri e nelle parti più nascoste della campagna.
Le tipologie di oggetti abbandonati sono le più varie: dai rifiuti ingombranti, ai contenitori di farmaci, ai sanitari, per arrivare ai purtroppo classici materassi. E se non fosse abbastanza, si aggiunge all'elenco una black-list dei materiali pericolosi, primo fra tutti l'amianto.
Il guaio è che spesso questi oggetti sono gettati in luoghi inaccessibili, come crepacci o canaloni. Una volta lì, anche volendo mettere in opera un'azione di recupero e di smaltimento, le cose si fanno davvero complicate. Le conseguenze, come al solito, le paga l'ambiente: un giornale impiega da 4 mesi a 1 anno per decomporsi; gli avanzi di un pasto dai 15 giorni ai 3 mesi; una gomma da masticare circa 5 anni; una lattina un secolo; una carta magnetica mille anni.
Smaltimento corretto. In realtà la cittadinanza ha a disposizione un servizio di smaltimento dei rifiuti funzionale ed efficiente: quello dell'Ascit, azienda che fornisce servizi ambientali ai comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica. Ad esempio, per lo smaltimento di oggetti come frigoriferi o lavatrici (ingombranti ad alimentazione elettrica), ci sono tre vie da seguire. Nel caso in cui l'utente compri un oggetto analogo, l'azienda che consegna a domicilio il nuovo è tenuta a ritirare gratuitamente il vecchio. Se invece non c'è nessun acquisto, Ascit offre un servizio a domicilio: su appuntamento l'azienda ritira fino a tre oggetti (o 2 metri cubi). Infine, il cittadino può decidere di conferire autonomamente i rifiuti alle stazioni ecologiche nel proprio comune di riferimento (ad esempio, a Capannori c'è quella di Colle di Compito).
Eternit. Diverso il caso delle sostanze come l'amianto, per le quali è necessario l'intervento di ditte specializzate nella rimozione e nello smaltimento di questi materiali. Nel caso di lastre di eternit abbandonate, l'invito è di allertare l'ufficio ecologia del proprio Comune, che provvederà a ritirare il materiale.
I vandali agiscono quando nessuno può notarli (la notte o la mattina presto) si addentrano nelle campagne lucchesi e abbandonano, magari in un canalone o in una fossa, ciò che a loro non serve più. Il risultato è un vero e proprio scempio ecologico che non potrà mai essere condannato abbastanza.
In questo senso anche la legge è molto severa. Il Decreto Ronchi per l'abbandono di rifiuti sul suolo pubblico prevede multe che vanno da 25 a 1.550 euro e nei casi più gravi (art. 51) si può arrivare anche all'arresto da tre a dodici mesi e una maxi ammenda da 2.582 a 25.822 euro.
Eppure tutto ciò sembra insufficiente per fermare l'inciviltà delle persone nemiche dell'ambiente. Per convincersene basta una gita fuori porta nei comuni della Piana lucchese, o magari sulle colline. Se la situazione lungo le strade è pressoché sotto controllo, la stessa cosa non può dirsi passeggiando lungo i sentieri e nelle parti più nascoste della campagna.
Le tipologie di oggetti abbandonati sono le più varie: dai rifiuti ingombranti, ai contenitori di farmaci, ai sanitari, per arrivare ai purtroppo classici materassi. E se non fosse abbastanza, si aggiunge all'elenco una black-list dei materiali pericolosi, primo fra tutti l'amianto.
Il guaio è che spesso questi oggetti sono gettati in luoghi inaccessibili, come crepacci o canaloni. Una volta lì, anche volendo mettere in opera un'azione di recupero e di smaltimento, le cose si fanno davvero complicate. Le conseguenze, come al solito, le paga l'ambiente: un giornale impiega da 4 mesi a 1 anno per decomporsi; gli avanzi di un pasto dai 15 giorni ai 3 mesi; una gomma da masticare circa 5 anni; una lattina un secolo; una carta magnetica mille anni.
Smaltimento corretto. In realtà la cittadinanza ha a disposizione un servizio di smaltimento dei rifiuti funzionale ed efficiente: quello dell'Ascit, azienda che fornisce servizi ambientali ai comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica. Ad esempio, per lo smaltimento di oggetti come frigoriferi o lavatrici (ingombranti ad alimentazione elettrica), ci sono tre vie da seguire. Nel caso in cui l'utente compri un oggetto analogo, l'azienda che consegna a domicilio il nuovo è tenuta a ritirare gratuitamente il vecchio. Se invece non c'è nessun acquisto, Ascit offre un servizio a domicilio: su appuntamento l'azienda ritira fino a tre oggetti (o 2 metri cubi). Infine, il cittadino può decidere di conferire autonomamente i rifiuti alle stazioni ecologiche nel proprio comune di riferimento (ad esempio, a Capannori c'è quella di Colle di Compito).
Eternit. Diverso il caso delle sostanze come l'amianto, per le quali è necessario l'intervento di ditte specializzate nella rimozione e nello smaltimento di questi materiali. Nel caso di lastre di eternit abbandonate, l'invito è di allertare l'ufficio ecologia del proprio Comune, che provvederà a ritirare il materiale.
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