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CRISI

Upim licenziai dipendenti e non riapre più

Barbara Antoni
L’ex Upim in via Roma, nel cuore del centro storico (Vip)
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L’ex Upim in via Roma, nel cuore del centro storico (Vip)

Tutti a casa i sedici dipendenti del grande magazzino Upim in via Roma. Tutti licenziati: la nuova proprietà - il gruppo Coin Oviesse, intenzionata fino a pochi giorni fa a riaprire il punto vendita nel centro storico con marchio Oviesse - ha deciso di lasciar perdere l'affare sulla piazza lucchese

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LUCCA. Tutti a casa i sedici dipendenti del grande magazzino Upim in via Roma. Tutti licenziati: la nuova proprietà - il gruppo Coin Oviesse, intenzionata fino a pochi giorni fa a riaprire il punto vendita nel centro storico con marchio Oviesse - ha deciso di lasciar perdere l'affare sulla piazza lucchese. La motivazione ufficiale, come si evince dalla nota dettagliata trasmessa ai sindacati (ancora con Upim come mittente, ma del vecchio gruppo rimane solo il marchio), è che i sedici dipendenti «addetti alla unità produttiva sita in Lucca, via Roma 13, sono strutturalmente esuberanti rispetto alle esigenze della società».

All'origine del clamoroso passo indietro della neo proprietà sembra in realtà esserci dell'altro: il mancato accordo fra le parti (gruppo Coin Oviesse e lavoratori, rappresentati, nel caso lucchese, solo dal sindacato di categoria Filcams Cgil) su una questione di orari e tempi di lavoro.

«Licenziano perché non abbiamo accettato il loro modello organizzativo aziendale - spiega Massimiliano Bindocci della Filcams -, nel quale venivano introdotte come lavorative tutte le domeniche e per tanti lavoratori l'orario veniva ridotto. Questo è il vero motivo dei licenziamenti: la proprietà dice che non è stata soddisfatta la necessità di armonizzare il modello organizzative preesistente a quello applicato nei negozi del gruppo Coin. Credo che si tratti di un vero e proprio ricatto occupazionale: se non accetti le mie condizioni ti licenzio. Ma nessuno dei lavoratori ha voluto firmare, perché sarebbe equivalso a rinunciare a propri diritti. E si è aperta la procedura di mobilità».

Questa la situazione allo stato attuale. La proprietà dice nella sua comunicazione di licenziamento (all'ufficio provinciale del lavoro, ai sindacati e a Confcommercio) che «la cessazione dei rapporti di lavoro per la messa in mobilità delle 16 unità sarà effettuata entro la data di chiusura definitiva del Pdv, compatibilmente con i tempi previsti dalla presente procedura». Ma da parte sindacale si pensa che questa sia «un'azione di forza per imporre il proprio modello. Questo fatto è preoccupante - dice infatti Bindocci -, ma credo che ora si vada a una trattativa davvero decisiva. Credo che si possa recuperare».
Il grande magazzino lucchese, nei piani - in base alle informazioni di due settimane fa, quando ha chiuso i battenti come Upim, e infatti ora è chiuso e in ristrutturazione - doveva essere il primo degli Upim in Italia a trasformarsi in Oviesse, mentre l'ex Upim di Pisa sarà il primo a essere trasformato in Coin.

Chiuso il 28 febbraio, il punto vendita in via Roma doveva riaprire come Oviesse dopo quattro - cinque settimane al più tardi.
Stando agli ultimi eventi non sarà più così per il grande magazzino lucchese: aperto oltre quaranta anni fa come Rinascente, ha sempre rappresentato un punto di riferimento storico per il commercio del centro storico, sia come servizio per la gente che come faro per i negozi vicini.

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