Il dolore
LA SPACCATURA
Pdl spaccato in tre gruppi
Alessandro Petrini /
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Franco Fabbri (a sinistra) e Fava con Lotti (in piedi) e Baudone (a destra)L'annuncio della costituzione del gruppo unico del Pdl rischia di spaccare la maggioranza in consiglio comunale e al momento crea tre gruppi riconducibili al centrodestra
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LUCCA. L'annuncio della costituzione del gruppo unico del Pdl rischia di spaccare la maggioranza in consiglio comunale e al momento crea tre gruppi riconducibili al centrodestra. Se infatti il nuovo gruppo nasce sulla falsariga di quanto è accaduto a livello nazionale, con la fusione tra Forza Italia e An, a livello lucchese la mossa somiglia più a una presa di posizione di alcuni.
Da tempo i vertici dei due partiti a Roma invitavano infatti ad aspettare e a continuare a procedere con due gruppi distinti che camminano su binari paralleli. L'operazione politica lascia peraltro per strada tre consiglieri, Fabbri e Torri per Forza Italia, e Agnitti per An, che per il momento preferiscono non aderire, annunciando di voler rimanere all'interno dei loro gruppi di origine.
L'annuncio della svolta in consiglio lo dà Lido Fava con una breve comunicazione. È lui il capogruppo scelto per la nuova formazione del Pdl, mentre il suo vice è Roberto Lotti. Assieme a loro ci sono Marco Modena, Marco Baccelli, Maurizio Dinelli, Marco Andreoni, Giacomo De Luca, Benedetto Stefani, Giuliana Baudone, Fabrizio Petri e Marco Martinelli.
«Il gruppo è aperto a chi non ha ancora aderito e a tutti coloro che avessero l'intenzione di iscriversi - spiega Fava -. Poi mi preme sottolineare un'altra cosa: da più parti è stato detto che la costituzione del gruppo unico del Pdl è finalizzata a destabilizzare l'amministrazione. Io lo smentisco perché quest'operazione ha lo scopo di rafforzarla. Se qualcuno avesse l'intenzione di creare disagi all'amministrazione, prima dovrà passare sopra la mia persona e lo denuncerò in quest'assemblea».
Una mezza accusa che però non viene esplicitata e che solleva gli interventi dell'opposizione: «Sarebbe utile che i messaggi cifrati che circolano in consiglio fossero chiariti - chiede il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini - perché questa assemblea è concepita proprio per far venire a galla le cose sommerse». Sulla stessa linea anche Andrea Taglasacchi, che invoca chiarezza a prescindere dai ruoli, e Antonio Sichi che chiede se quest'operazione sia ammessa dal regolamento.
Intanto chi del centrodestra è rimasto fuori dall'operazione dice di non essere stato coinvolto: «Non sono stato messo a conoscenza di quest'iniziativa - spiega Franco Fabbri - per cui, non avendo partecipato al dibattito intorno a questa fusione, ritengo che in questa fase, finché non avrò chiarito con gli organi di partito se la volontà di unificazione sia orientata a creare discriminazioni all'interno della maggioranza, non mi resta che rimanere insieme a coloro che non hanno sottoscritto e rappresentare il gruppo di Forza Italia verso il Pdl come da regolamento».
Anche Marco Agnitti ammette di essere venuto a conoscenza della fusione solamente durante il consiglio comunale: «Io mi sono candidato alle elezioni con An e faccio parte di quel gruppo consiliare, poi auspico quello che in realtà è avvenuto e credo che la direzione che è stata presentata sia corretta». Parlando poi da presidente del consiglio chiarisce che nei prossimi giorni sarà vagliata la legittimità ai termini del regolamento di quest'operazione.
Da tempo i vertici dei due partiti a Roma invitavano infatti ad aspettare e a continuare a procedere con due gruppi distinti che camminano su binari paralleli. L'operazione politica lascia peraltro per strada tre consiglieri, Fabbri e Torri per Forza Italia, e Agnitti per An, che per il momento preferiscono non aderire, annunciando di voler rimanere all'interno dei loro gruppi di origine.
L'annuncio della svolta in consiglio lo dà Lido Fava con una breve comunicazione. È lui il capogruppo scelto per la nuova formazione del Pdl, mentre il suo vice è Roberto Lotti. Assieme a loro ci sono Marco Modena, Marco Baccelli, Maurizio Dinelli, Marco Andreoni, Giacomo De Luca, Benedetto Stefani, Giuliana Baudone, Fabrizio Petri e Marco Martinelli.
«Il gruppo è aperto a chi non ha ancora aderito e a tutti coloro che avessero l'intenzione di iscriversi - spiega Fava -. Poi mi preme sottolineare un'altra cosa: da più parti è stato detto che la costituzione del gruppo unico del Pdl è finalizzata a destabilizzare l'amministrazione. Io lo smentisco perché quest'operazione ha lo scopo di rafforzarla. Se qualcuno avesse l'intenzione di creare disagi all'amministrazione, prima dovrà passare sopra la mia persona e lo denuncerò in quest'assemblea».
Una mezza accusa che però non viene esplicitata e che solleva gli interventi dell'opposizione: «Sarebbe utile che i messaggi cifrati che circolano in consiglio fossero chiariti - chiede il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini - perché questa assemblea è concepita proprio per far venire a galla le cose sommerse». Sulla stessa linea anche Andrea Taglasacchi, che invoca chiarezza a prescindere dai ruoli, e Antonio Sichi che chiede se quest'operazione sia ammessa dal regolamento.
Intanto chi del centrodestra è rimasto fuori dall'operazione dice di non essere stato coinvolto: «Non sono stato messo a conoscenza di quest'iniziativa - spiega Franco Fabbri - per cui, non avendo partecipato al dibattito intorno a questa fusione, ritengo che in questa fase, finché non avrò chiarito con gli organi di partito se la volontà di unificazione sia orientata a creare discriminazioni all'interno della maggioranza, non mi resta che rimanere insieme a coloro che non hanno sottoscritto e rappresentare il gruppo di Forza Italia verso il Pdl come da regolamento».
Anche Marco Agnitti ammette di essere venuto a conoscenza della fusione solamente durante il consiglio comunale: «Io mi sono candidato alle elezioni con An e faccio parte di quel gruppo consiliare, poi auspico quello che in realtà è avvenuto e credo che la direzione che è stata presentata sia corretta». Parlando poi da presidente del consiglio chiarisce che nei prossimi giorni sarà vagliata la legittimità ai termini del regolamento di quest'operazione.
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