Sicurezza
il comitato
Una discarica sotto il sito del fitodepuratore
Barbara Antoni /
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La zona delle Cateratte (archivio)Ci sono dai tre ai quattro metri (in altezza) di materiali di riporto (ghiaia, mattoni e resti di plastica) nel punto in cui il Comune vuole realizzare il fitodepuratore, in località Le Cateratte a Nozzano. Dirlo oggi è quasi una scoperta: in realtà a questa conclusione giunse, nel 1988, uno studio stratigrafico
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LUCCA. Ci sono dai tre ai quattro metri (in altezza) di materiali di riporto (ghiaia, mattoni e resti di plastica) nel punto in cui il Comune vuole realizzare il fitodepuratore, in località Le Cateratte a Nozzano. Dirlo oggi è quasi una scoperta: in realtà a questa conclusione giunse, nel 1988, uno studio stratigrafico compiuto dai geologi Barsanti e Sani sul sito alle Cateratte, già allora individuato per ospitare il fitodepuratore che poi non è stato (finora) costruito.
Il documento è noto al Comune perché rientra fra gli allegati al piano strutturale. Lo sottolinea il comitato anti depuratore. E, con le parole di Carlo Lenzi, un suo componente, considera che «il materiale di riporto è costituito anche da resti di plastica. È da ritenere ragionevolmente che il sito, dove prima sorgeva una pioppeta, oltre ad aver subito un'alterazione morfologica, perché rialzato di 3-4 metri rispetto al passato, sia diventato anche una discarica, aggravata nel tempo e, comunque, da caratterizzare. La zona è ad alta vulnerabilità: la discarica potrebbe essere pericolosa per i pozzi vicini».
«Supponiamo - continua Lenzi - che i materiali che alzano la quota del sito del depuratore provengano dal terrapieno dell'autostrada. Pensiamo che, riempiendo la cassa di laminazione, esercitino una pesante pressione sul rio Castiglioncello».
«Certo che siamo a conoscenza che ci sono inerti nel sito del fitodepuratore - non si scompone il vicesindaco Giovanni Pierami (con delega all'ambiente, segue in prima persona l'iter amministrativo verso il fitodepuratore) -, del resto su quel terreno in passato c'era una cava. Gli inerti non costituiscono una pregiudiziale per il fitodepuratore, non danno alcun fastidio». E annuncia che «la giunta sta scegliendo i soggetti che a breve daranno parere sulla Vas (valutazione ambientale strategica, ndr)» per l'impianto.
Gli inerti sotto il fitodepuratore non rappresentano invece un fatto irrilevante per Silvano Gattiglio, direttore dell'Ato 1, ente che - come la Provincia - sarà chiamato a esprimere un parere (vincolante) sul fitodepuratore. Anche Gattiglio conosce lo studio stratigrafico del 1988: «Lo devo esaminare in dettaglio - dice -. Farò un sopralluogo nella zona in settimana, per vedere le condotte fognarie che devono andare a Pisa (relativamente al progetto, in corso di attuazione, di collegare l'Oltreserchio al depuratore di San Jacopo a Pisa: motivo per il quale il fitodepuratore di Cateratte, del costo preventivato di due milioni almeno, sarebbe già di per sé un impianto a scadenza, ndr), nel tratto fra Cateratte e Vecchiano. Nell'occasione andrò a vedere dove dovrebbe ricadere il fitodepuratore del quale il Comune dovrà presentarci un progetto esecutivo. Ad oggi non conosciamo che un'ipotesi progettuale».
E quanto al collegamento con San Jacopo, Gattiglio conferma che per Acque spa (la società pisana del servizio idrico) i lavori saranno ultimati per fine 2014. «Per i lavori di collegamento tra Cateratte e San Giuliano - conclude - sarà necessaria una variante».
Il documento è noto al Comune perché rientra fra gli allegati al piano strutturale. Lo sottolinea il comitato anti depuratore. E, con le parole di Carlo Lenzi, un suo componente, considera che «il materiale di riporto è costituito anche da resti di plastica. È da ritenere ragionevolmente che il sito, dove prima sorgeva una pioppeta, oltre ad aver subito un'alterazione morfologica, perché rialzato di 3-4 metri rispetto al passato, sia diventato anche una discarica, aggravata nel tempo e, comunque, da caratterizzare. La zona è ad alta vulnerabilità: la discarica potrebbe essere pericolosa per i pozzi vicini».
«Supponiamo - continua Lenzi - che i materiali che alzano la quota del sito del depuratore provengano dal terrapieno dell'autostrada. Pensiamo che, riempiendo la cassa di laminazione, esercitino una pesante pressione sul rio Castiglioncello».
«Certo che siamo a conoscenza che ci sono inerti nel sito del fitodepuratore - non si scompone il vicesindaco Giovanni Pierami (con delega all'ambiente, segue in prima persona l'iter amministrativo verso il fitodepuratore) -, del resto su quel terreno in passato c'era una cava. Gli inerti non costituiscono una pregiudiziale per il fitodepuratore, non danno alcun fastidio». E annuncia che «la giunta sta scegliendo i soggetti che a breve daranno parere sulla Vas (valutazione ambientale strategica, ndr)» per l'impianto.
Gli inerti sotto il fitodepuratore non rappresentano invece un fatto irrilevante per Silvano Gattiglio, direttore dell'Ato 1, ente che - come la Provincia - sarà chiamato a esprimere un parere (vincolante) sul fitodepuratore. Anche Gattiglio conosce lo studio stratigrafico del 1988: «Lo devo esaminare in dettaglio - dice -. Farò un sopralluogo nella zona in settimana, per vedere le condotte fognarie che devono andare a Pisa (relativamente al progetto, in corso di attuazione, di collegare l'Oltreserchio al depuratore di San Jacopo a Pisa: motivo per il quale il fitodepuratore di Cateratte, del costo preventivato di due milioni almeno, sarebbe già di per sé un impianto a scadenza, ndr), nel tratto fra Cateratte e Vecchiano. Nell'occasione andrò a vedere dove dovrebbe ricadere il fitodepuratore del quale il Comune dovrà presentarci un progetto esecutivo. Ad oggi non conosciamo che un'ipotesi progettuale».
E quanto al collegamento con San Jacopo, Gattiglio conferma che per Acque spa (la società pisana del servizio idrico) i lavori saranno ultimati per fine 2014. «Per i lavori di collegamento tra Cateratte e San Giuliano - conclude - sarà necessaria una variante».
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