Trasporti
PAURA A SPIANATE
Rapina un negozio e picchia un cliente
Gabriele Allidi
◗
Il negozio di alimentari rapinato a SpianatePer poche centinaia di euro non esita a puntare una pistola alla tempia di un cliente di un negozio di generi alimentari sferrando un calcio ai genitali a un altro che tergiversa nel consegnare il denaro che ha nel portafogli. Un segnale evidente che la criminalità ormai agisce con inaudita violenza pur sapendo che potrà ricavare soltanto pochi spiccioli
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LUCCA. Per poche centinaia di euro non esita a puntare una pistola alla tempia di un cliente di un negozio di generi alimentari sferrando un calcio ai genitali a un altro che tergiversa nel consegnare il denaro che ha nel portafogli. Un segnale evidente che la criminalità ormai agisce con inaudita violenza pur sapendo che potrà ricavare soltanto pochi spiccioli. È quanto accade l'altra sera poco dopo le 19,30 all'antica bottega di alimentari e tabacchi in via Ponte ai Pini a Spianate nel comune di Altopascio.
I FATTI Con la titolare del locale, Laura Procissi, 50 anni, ci sono tre clienti della zona intenti ad acquistare salumi, pane, paste e altri prodotti. Improvvisamente nel negozio fa irruzione un individuo con in testa un casco integrale e una calzamaglia che gli copre il volto. È armato di pistola e con accento meridionale intima alla donna di consegnare l'incasso della giornata. «Dammi tutti i soldi» l'imperativo categorico del bandito. La proprietaria del negozio senza batter ciglio afferra le banconote - alcune centinaia di euro - e le porge al malvivente. «Sono pochi, voglio tutto» grida il rapinatore costringendo la titolare della bottega di generi alimentari a prendere la parte inferiore del registratore di cassa, dove vengono sistemate banconote e monete, metterla sul bancone di vendita per consentire al malfattore di constatare che dentro ci sono soltanto gli spiccioli.
TERRORE TRA I CLIENTI I soldi sono pochi e al bandito dall'accento del Sud non bastano. Così si rivolge ai tre clienti altopascesi. «Tirate fuori il denaro che avete in tasca». Uno dei tre prova a reagire. A inventare una scusa. «Non ho il portafogli» dice. Una provocazione per il bandito che si avvicina e gli piazza la pistola alla tempia destra. Il modo più semplice per convincerlo a tirar fuori dalla tasca il portafogli e consegnare il contenuto: poco più di 100 euro. Un altro cliente d'istinto si avvicina al bandito per dimostrare che lui nei pantaloni non tiene il portamonete. Ma il criminale non esita a sferrargli un calcio che lo colpisce vicino ai genitali. «Quel farabutto ha agito con una violenza inaudita. - dicono nel negozio di generi alimentari - Se non avessimo fatto ciò che voleva non avrebbe esitato a sparare».
IL COMPLICE Ripulita la cassa e i clienti - poco meno di 800 euro il bottino - il bandito fugge via. Fuori, ad attenderlo, c'è un complice. È a bordo di uno scooter. Ma fuori è buio. Lui, probabilmente porta il casco, ma comunque nessuno lo nota. Si sente soltanto il rumore della moto che si allontana veloce da Ponte ai Pini. I quattro dentro al negozio sono sotto shock. Si riprendono e avvertono i carabinieri della stazione di Altopascio. Il bandito con il casco e il passamontagne non ha usato i guanti in lattice, ma non ha toccato nulla che possa fornire le impronte digitali necessarie per arrivare a lui nel caso in cui si tratti di un pregiudicato. L'impressione è che ad agire siano stati malviventi decisi e pronti a tutto. Forse in cerca di soldi per una dose.
IL PRECEDENTE Sempre nel comune di Altopascio un mese fa - erano le 19,15 del 14 gennaio - tre banditi con il volto coperto attesero all'uscita dal negozio di fiori una commerciante per sottrarle la borsa con l'incasso della giornata. Cinzia Falchi, 47 anni, proprietaria del garden in località Tavolaia di Marginone sulla via Mammianese cercò di opporsi, ma venne scaraventata a terra e picchiata con inaudita violenza tanto da dover mollare la borsetta con i poco più di mille euro e i documenti.
I FATTI Con la titolare del locale, Laura Procissi, 50 anni, ci sono tre clienti della zona intenti ad acquistare salumi, pane, paste e altri prodotti. Improvvisamente nel negozio fa irruzione un individuo con in testa un casco integrale e una calzamaglia che gli copre il volto. È armato di pistola e con accento meridionale intima alla donna di consegnare l'incasso della giornata. «Dammi tutti i soldi» l'imperativo categorico del bandito. La proprietaria del negozio senza batter ciglio afferra le banconote - alcune centinaia di euro - e le porge al malvivente. «Sono pochi, voglio tutto» grida il rapinatore costringendo la titolare della bottega di generi alimentari a prendere la parte inferiore del registratore di cassa, dove vengono sistemate banconote e monete, metterla sul bancone di vendita per consentire al malfattore di constatare che dentro ci sono soltanto gli spiccioli.
TERRORE TRA I CLIENTI I soldi sono pochi e al bandito dall'accento del Sud non bastano. Così si rivolge ai tre clienti altopascesi. «Tirate fuori il denaro che avete in tasca». Uno dei tre prova a reagire. A inventare una scusa. «Non ho il portafogli» dice. Una provocazione per il bandito che si avvicina e gli piazza la pistola alla tempia destra. Il modo più semplice per convincerlo a tirar fuori dalla tasca il portafogli e consegnare il contenuto: poco più di 100 euro. Un altro cliente d'istinto si avvicina al bandito per dimostrare che lui nei pantaloni non tiene il portamonete. Ma il criminale non esita a sferrargli un calcio che lo colpisce vicino ai genitali. «Quel farabutto ha agito con una violenza inaudita. - dicono nel negozio di generi alimentari - Se non avessimo fatto ciò che voleva non avrebbe esitato a sparare».
IL COMPLICE Ripulita la cassa e i clienti - poco meno di 800 euro il bottino - il bandito fugge via. Fuori, ad attenderlo, c'è un complice. È a bordo di uno scooter. Ma fuori è buio. Lui, probabilmente porta il casco, ma comunque nessuno lo nota. Si sente soltanto il rumore della moto che si allontana veloce da Ponte ai Pini. I quattro dentro al negozio sono sotto shock. Si riprendono e avvertono i carabinieri della stazione di Altopascio. Il bandito con il casco e il passamontagne non ha usato i guanti in lattice, ma non ha toccato nulla che possa fornire le impronte digitali necessarie per arrivare a lui nel caso in cui si tratti di un pregiudicato. L'impressione è che ad agire siano stati malviventi decisi e pronti a tutto. Forse in cerca di soldi per una dose.
IL PRECEDENTE Sempre nel comune di Altopascio un mese fa - erano le 19,15 del 14 gennaio - tre banditi con il volto coperto attesero all'uscita dal negozio di fiori una commerciante per sottrarle la borsa con l'incasso della giornata. Cinzia Falchi, 47 anni, proprietaria del garden in località Tavolaia di Marginone sulla via Mammianese cercò di opporsi, ma venne scaraventata a terra e picchiata con inaudita violenza tanto da dover mollare la borsetta con i poco più di mille euro e i documenti.
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