Gioco
nuova ordinanza di custodia
Torna in carcere dopo un minuto
La libertà di Ndricim Zira, 29 anni e mezzo, albanese, residente a San Giovanni Valdarno (Arezzo), è durata pochi secondi. Non ha fatto in tempo ad uscire dall'aula che il magistrato l'ha richiamato mostrandogli una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per un'altra inchiesta legata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
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LUCCA. Il giudice aveva appena pronunciato la sentenza che gli consentiva di tornare in libertà revocando la misura degli arresti domiciliari dopo essere finito in carcere l'estate scorsa per un giro di droga. Ma non ha fatto in tempo ad uscire dall'aula che il magistrato l'ha richiamato mostrandogli una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per un'altra inchiesta legata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
La libertà di Ndricim Zira, 29 anni e mezzo, albanese, residente a San Giovanni Valdarno (Arezzo), è durata pochi secondi. Il tempo di prendere visione dell'ordinanza emessa dal gip che ha portato in carcere otto persone - sette extracomunitari e un italiano - nell'ambito dell'inchiesta denominata Condor e delegata dal sostituto procuratore Enrico Corucci ai militari del reparto investigativo dei carabinieri.
I FATTI CONTESTATI Zira era stato appena condannato dal gup Marcella Spada Ricci a due anni, quattro mesi e 10mila euro di multa riguardo alle sue responsabilità su un traffico di cocaina ed eroina nell'indagine della squadra mobile denominata «Alba Boys». In sostanza si trattava di albanesi componenti di squadra amatoriale di calcetto che, oltre a lavorare come operai e muratori, smerciavano cocaina in Lucchesia.
Assieme a Zira il giudice aveva condannato Zabit Xeka e Flamur Qoshi, entrambi albanesi di 28 anni, abitante in via del Brennero, a 5 anni di reclusione e 30mila euro di multa oltre all'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e Jahia Kazaki, 31 anni, residente a Carraia e Alexander Motatu, 26 anni, operaio rumeno abitante a Marlia a un anno e otto mesi e 6mila euro di multa, entrambi con pena sospesa. Per Ndricim Zira il giudice aveva revocato gli arresti domiciliari riconoscendo un suo ruolo marginale nella vicenda e ritenendo quindi che la sua posizione fosse attenuata. Soddisfatto dalla sentenza l'albanese era uscito dalla stanza del giudice convinto di poter tornare a libero.
LA SORPRESA Non sapeva invece che ad attenderlo c'erano i carabinieri.
Ha chiesto spiegazioni, ma ha ricevuto dal magistrato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere sempre per reati legati ad un traffico di droga con partite ingente di cocaina ed eroina che dal Nord Italia arrivavano in Toscana e in particolare nelle province di Lucca, Pisa, Livorno e Arezzo. Per l'accusa lui era uno dei corrieri utilizzati per trasportare lo stupefacente. È così Zira dai domiciliari e passato al carcere.
La libertà di Ndricim Zira, 29 anni e mezzo, albanese, residente a San Giovanni Valdarno (Arezzo), è durata pochi secondi. Il tempo di prendere visione dell'ordinanza emessa dal gip che ha portato in carcere otto persone - sette extracomunitari e un italiano - nell'ambito dell'inchiesta denominata Condor e delegata dal sostituto procuratore Enrico Corucci ai militari del reparto investigativo dei carabinieri.
I FATTI CONTESTATI Zira era stato appena condannato dal gup Marcella Spada Ricci a due anni, quattro mesi e 10mila euro di multa riguardo alle sue responsabilità su un traffico di cocaina ed eroina nell'indagine della squadra mobile denominata «Alba Boys». In sostanza si trattava di albanesi componenti di squadra amatoriale di calcetto che, oltre a lavorare come operai e muratori, smerciavano cocaina in Lucchesia.
Assieme a Zira il giudice aveva condannato Zabit Xeka e Flamur Qoshi, entrambi albanesi di 28 anni, abitante in via del Brennero, a 5 anni di reclusione e 30mila euro di multa oltre all'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e Jahia Kazaki, 31 anni, residente a Carraia e Alexander Motatu, 26 anni, operaio rumeno abitante a Marlia a un anno e otto mesi e 6mila euro di multa, entrambi con pena sospesa. Per Ndricim Zira il giudice aveva revocato gli arresti domiciliari riconoscendo un suo ruolo marginale nella vicenda e ritenendo quindi che la sua posizione fosse attenuata. Soddisfatto dalla sentenza l'albanese era uscito dalla stanza del giudice convinto di poter tornare a libero.
LA SORPRESA Non sapeva invece che ad attenderlo c'erano i carabinieri.
Ha chiesto spiegazioni, ma ha ricevuto dal magistrato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere sempre per reati legati ad un traffico di droga con partite ingente di cocaina ed eroina che dal Nord Italia arrivavano in Toscana e in particolare nelle province di Lucca, Pisa, Livorno e Arezzo. Per l'accusa lui era uno dei corrieri utilizzati per trasportare lo stupefacente. È così Zira dai domiciliari e passato al carcere.
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