Finanza
CARCERE
«Sos cure per i detenuti»
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L’esterno del carcere San Giorgio di Lucca (foto d’archivio)Un sovraffollamento ormai cronico al carcere San Giorgio. E una situazione sanitaria preoccupante: 5 casi di Hiv/Aids, 29 tossicodipendenze, 46 malati di epatite. Sono queste le patologie più diffuse secondo il report clinico dell'Usl 2 analizzato dal grppo istituzionale carcere ed ufficio esecuzione penale esterna, coordinato dall'assessore provinciale alle politiche sociali Mario Regoli.
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LUCCA. Un sovraffollamento ormai cronico al carcere San Giorgio. E una situazione sanitaria preoccupante: 5 casi di Hiv/Aids, 29 tossicodipendenze, 46 malati di epatite. Sono queste le patologie più diffuse secondo il report clinico dell'Usl 2 analizzato dal grppo istituzionale carcere ed ufficio esecuzione penale esterna, coordinato dall'assessore provinciale alle politiche sociali Mario Regoli.
L'indagine, realizzata su una struttura carceraria con 168 detenuti su una capacità di accoglienza ottimale di 80 persone, fa emergere vari problemi: il gruppo istituzionale carcere chiede un forte intervento per potenziare il servizio sanitario al San Giorgio. Chiede l'aumento della copertura della presenza della guardia medica nelle ventiquattro ore e del servizio sociale, oltre a una serie di interventi per migliorare l'assistenza infermieristica e psicologica.
Le richieste, fanno sapere dalla Provincia, saranno rivolte alla Regione, competente in materia di sanità carceraria attraverso le aziende sanitarie, in forza di un decreto ministeriale che ha sancito il passaggio delle funzioni di assistenza sanitaria dal ministero della giustizia a quello della salute.
L'indagine compiuta dopo il sopralluogo fotografa anche la provenienza dei detenuti. Su 174 ospiti del San Giorgio, 65 sono italiani e 109 extracomunitari. Dei 65 italiani, 13 sono di Lucca e 18 di Viareggio; 34 arrivano da fuori provincia. Tra gli stranieri, 48 vengono dal Marocco, 10 dall'Albania, 18 dalla Tunisia, 14 dalla Romania, 6 dall'Algeria, 13 da altri paesi.
«Il sovraffollamento è ormai diffuso in tutte le carceri italiane - dichiara don Giuseppe Giordano, parroco di San Pietro a Vico e cappellano al San Giorgio -. È vero, le carceri sono piene, spesso di persone che vi sono detenute anche per lunghi periodi ma perché hanno compiuto piccoli reati, sempre gli stessi ma reiterati. Perché hanno compiuto piccoli furti, magari al supermercato per mangiare. Mi domando - continua il cappellano - perché il giudice non disponga più misure alternative invece della condanna da scontare in carcere».
L'indagine contiene anche un approfondimento sulla situazione sanitaria nel San Giorgio indica numerosi detenuti tossicodipendenti: a fronte di 29 casi accertati, 48 risultano quelli dichiarati. Piuttosto diffusi anche i disturbi all'apparato digerente (45), così come le epatiti, 36 i "B" e 10 "C". Gli alcoldipendenti accertati sono 4 a fronte di 20 dichiarati; 5 le patologie all'apparato cardiovascolare, 5 a quello respiratorio, 8 i casi di disturbi mentali e 3 di diabete. Quattro i detenuti affetti da ipertensione, 4 le patologie renali. Sono 5, inoltre, i casi di Hiv/Aids, 1 di sifilide, 6 le sofferenze osteoarticolari, 4 le patologie otoiatriche, 1 sordomutismo e 1 ipertiroidismo.
«Il passaggio di competenze di assistenza sanitaria nelle carceri alle Asl - dichiara l'assessore Regoli - è stato positivo. La Regione e l'Asl 2 hanno stanziato risorse consistenti, ma la situazione carceraria, delicata e difficile in tutta Italia soprattutto a causa del sovraffollamento, impone uno sforzo in più. Ci impegneremo per garantire livelli di cura e assistenza all'altezza per tutti i detenuti, anche fornendo apparecchiature e strumentazioni adeguate».
L'indagine, realizzata su una struttura carceraria con 168 detenuti su una capacità di accoglienza ottimale di 80 persone, fa emergere vari problemi: il gruppo istituzionale carcere chiede un forte intervento per potenziare il servizio sanitario al San Giorgio. Chiede l'aumento della copertura della presenza della guardia medica nelle ventiquattro ore e del servizio sociale, oltre a una serie di interventi per migliorare l'assistenza infermieristica e psicologica.
Le richieste, fanno sapere dalla Provincia, saranno rivolte alla Regione, competente in materia di sanità carceraria attraverso le aziende sanitarie, in forza di un decreto ministeriale che ha sancito il passaggio delle funzioni di assistenza sanitaria dal ministero della giustizia a quello della salute.
L'indagine compiuta dopo il sopralluogo fotografa anche la provenienza dei detenuti. Su 174 ospiti del San Giorgio, 65 sono italiani e 109 extracomunitari. Dei 65 italiani, 13 sono di Lucca e 18 di Viareggio; 34 arrivano da fuori provincia. Tra gli stranieri, 48 vengono dal Marocco, 10 dall'Albania, 18 dalla Tunisia, 14 dalla Romania, 6 dall'Algeria, 13 da altri paesi.
«Il sovraffollamento è ormai diffuso in tutte le carceri italiane - dichiara don Giuseppe Giordano, parroco di San Pietro a Vico e cappellano al San Giorgio -. È vero, le carceri sono piene, spesso di persone che vi sono detenute anche per lunghi periodi ma perché hanno compiuto piccoli reati, sempre gli stessi ma reiterati. Perché hanno compiuto piccoli furti, magari al supermercato per mangiare. Mi domando - continua il cappellano - perché il giudice non disponga più misure alternative invece della condanna da scontare in carcere».
L'indagine contiene anche un approfondimento sulla situazione sanitaria nel San Giorgio indica numerosi detenuti tossicodipendenti: a fronte di 29 casi accertati, 48 risultano quelli dichiarati. Piuttosto diffusi anche i disturbi all'apparato digerente (45), così come le epatiti, 36 i "B" e 10 "C". Gli alcoldipendenti accertati sono 4 a fronte di 20 dichiarati; 5 le patologie all'apparato cardiovascolare, 5 a quello respiratorio, 8 i casi di disturbi mentali e 3 di diabete. Quattro i detenuti affetti da ipertensione, 4 le patologie renali. Sono 5, inoltre, i casi di Hiv/Aids, 1 di sifilide, 6 le sofferenze osteoarticolari, 4 le patologie otoiatriche, 1 sordomutismo e 1 ipertiroidismo.
«Il passaggio di competenze di assistenza sanitaria nelle carceri alle Asl - dichiara l'assessore Regoli - è stato positivo. La Regione e l'Asl 2 hanno stanziato risorse consistenti, ma la situazione carceraria, delicata e difficile in tutta Italia soprattutto a causa del sovraffollamento, impone uno sforzo in più. Ci impegneremo per garantire livelli di cura e assistenza all'altezza per tutti i detenuti, anche fornendo apparecchiature e strumentazioni adeguate».
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