Finanza
PAURA
Rapinato in casa di notte
Luca Tronchetti /
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A sinistra la porta d’ingresso forzata e sotto il cilindretto della serratura scardinato Al centro Giuseppe Lombardi«I soldi dove l'hai i soldi?» urla un malvivente puntandogli alla gola un grosso coltello. Una frase che fa pensare che ad agire sia una persona di zona. È l'una e trenta. Giuseppe Lombardi, 89 anni, bidello in pensione, dorme nella sua camera da letto al primo piano della villetta in via della Pieve a Pieve Santo Stefano. Una zona dove vivono molte famiglie agiate e diversi vip. Lui, che tira avanti con una modesta pensione, si sveglia all'improvviso sentendo due colpi forti provenire dal piano terra
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LUCCA. «I soldi dove l'hai i soldi?» urla un malvivente puntandogli alla gola un grosso coltello. Una frase che fa pensare che ad agire sia una persona di zona. È l'una e trenta. Giuseppe Lombardi, 89 anni, bidello in pensione, dorme nella sua camera da letto al primo piano della villetta in via della Pieve a Pieve Santo Stefano. Una zona dove vivono molte famiglie agiate e diversi vip. Lui, che tira avanti con una modesta pensione, si sveglia all'improvviso sentendo due colpi forti provenire dal piano terra. Vede accendersi la luce di camera e si trova faccia a faccia con un giovane - carnagione chiara, capelli corti scuri, alto 1,75 - che sotto la minaccia del coltellaccio lo costringe a mettersi a sedere sul letto. Accanto al malvivente altri due complici: uno travisato con un passamontagne e una torcia in mano che illumina il volto terrorizzato del pensionato e l'altro, più alto, che rovista nei cassetti e setaccia le stanze attigue alla camera. La rapina dura diversi minuti che all'anziano sembrano un'eternità. Alla fine i tre banditi fuggono con 1500 euro e un orologio. E l'ex bidello può dare l'allarme telefonando alla cinquantacinquenne badante di origine cambogiane che da una decina d'anni è alle sue dipendenze e che poi provvede ad avvertire la polizia.
SANGUE FREDDO «Non ho mosso un muscolo quando ho visto il coltello che il giovane mi puntava alla gola» racconta Giuseppe Lombardi - sciarpa rossa e basco in testa, sorretto dal bastone - dopo aver trascorso due ore abbondanti (dalle 11 alle 13) in questura per raccontare agli inquirenti della squadra mobile lo svolgersi degli avvenimenti della nottata. Quella mancata reazione potrebbe avergli salvato la vita. «Non so dire se a bloccarmi è stato il terribile spavento o la consapevolezza che alla mia età qualsiasi cosa ti accada non ha poi una così grande importanza. - prosegue il bidello in pensione - Quando mi sono seduto sul letto quel giovane ha iniziato a chiedermi con insistenza i soldi. Lì per lì nel dormiveglia gli ho risposto di non averli, ma alle sue insistenti minacce con il coltello che premeva all'altezza della gola gli ho detto che il denaro era dentro il comò». Millecinquecento euro. Soldi che servivano per pagare la badante.
RICHIESTA DI ARMI Il malvivente dalla carnagione chiara fa una richiesta insolita: vuole delle armi: «Voleva sapere se in casa avevo fucili o pistole. - prosegue il pensionato - E con insistenza chiedeva "Ce l'hai il fucile, ce l'hai la rivoltella". Io ho negato anche perchè non ho mai posseduto armi. Proprio in quel frangente mi ha riferito che era rumeno, aveva bisogno di soldi per mangiare ed era senza lavoro perchè lo avevano licenziato dalle poste».
STANZE A SOQQUADRO Mentre il bandito a volto scoperto tiene a bada il pensionato minacciandolo con il coltellaccio, l'altro che tiene in mano una torcia apre il comodino e prende il denaro per poi salire su una sedia e controllare se ci sono soldi, gioielli e monili antichi nascosti sopra all'armadio della camera. Il terzo invece rovista nelle altre due stanze al primo piano della villetta accanto a quella del pensionato. «L'ho visto appena. - dice Lombardi - Andava su e giù per le stanze alla ricerca di un'inesistente cassaforte. Mi sembrava più alto e robusto degli altri malviventi. Ha messo tutto a soqquadro svuotando cassapanche, cassetti e comodini. Ma non c'era nient'altro da rubare oltre al vecchio orologio che hanno preso in camera».
L'ALLARME DEI CANI Due bastardini - uno bianco e uno nero - sono i primi ad accorgersi della presenza dei banditi. I malviventi aprono il cancello che delimita la villetta dalla strada a 100 metri dal ristorante «Il Lombardo». Poi girano la maniglia della persiana, che non viene mai chiusa a chiave, e giunti davanti alla porta in legno tirano fuori un piede di porco forzando la serratura con due colpi secchi. In quei due minuti i cagnolini, che dormono in una resede in giardino, iniziano ad abbaiare agli sconosciuti e svegliano il pensionato. «In quell'istante ho guardato l'ora. - racconta Giuseppe Lombardi - Era l'una e mezzo. Ma proprio in quel momento i cagnolini hanno smesso di abbaiare e io, pensando che fosse caduto un mobile a piano terra, ho spento la luce e ho cercato di riaddormentarmi». Come spiega il marito della nipote del pensionato, Giuseppe Buda, i due bastardini una volta che qualcuno entra dentro la casa smettono di abbaiare.
LA SORELLA DIMENTICATA Nella grande casa con Giuseppe Lombardi al piano terra abita la sorella Palmira, 95 anni, inferma e costretta su una sedia a rotelle. «Ero preoccupato per lei, ma fortunatamente non si è accorta di nulla. I banditi sono subito saliti al primo piano».
SANGUE FREDDO «Non ho mosso un muscolo quando ho visto il coltello che il giovane mi puntava alla gola» racconta Giuseppe Lombardi - sciarpa rossa e basco in testa, sorretto dal bastone - dopo aver trascorso due ore abbondanti (dalle 11 alle 13) in questura per raccontare agli inquirenti della squadra mobile lo svolgersi degli avvenimenti della nottata. Quella mancata reazione potrebbe avergli salvato la vita. «Non so dire se a bloccarmi è stato il terribile spavento o la consapevolezza che alla mia età qualsiasi cosa ti accada non ha poi una così grande importanza. - prosegue il bidello in pensione - Quando mi sono seduto sul letto quel giovane ha iniziato a chiedermi con insistenza i soldi. Lì per lì nel dormiveglia gli ho risposto di non averli, ma alle sue insistenti minacce con il coltello che premeva all'altezza della gola gli ho detto che il denaro era dentro il comò». Millecinquecento euro. Soldi che servivano per pagare la badante.
RICHIESTA DI ARMI Il malvivente dalla carnagione chiara fa una richiesta insolita: vuole delle armi: «Voleva sapere se in casa avevo fucili o pistole. - prosegue il pensionato - E con insistenza chiedeva "Ce l'hai il fucile, ce l'hai la rivoltella". Io ho negato anche perchè non ho mai posseduto armi. Proprio in quel frangente mi ha riferito che era rumeno, aveva bisogno di soldi per mangiare ed era senza lavoro perchè lo avevano licenziato dalle poste».
STANZE A SOQQUADRO Mentre il bandito a volto scoperto tiene a bada il pensionato minacciandolo con il coltellaccio, l'altro che tiene in mano una torcia apre il comodino e prende il denaro per poi salire su una sedia e controllare se ci sono soldi, gioielli e monili antichi nascosti sopra all'armadio della camera. Il terzo invece rovista nelle altre due stanze al primo piano della villetta accanto a quella del pensionato. «L'ho visto appena. - dice Lombardi - Andava su e giù per le stanze alla ricerca di un'inesistente cassaforte. Mi sembrava più alto e robusto degli altri malviventi. Ha messo tutto a soqquadro svuotando cassapanche, cassetti e comodini. Ma non c'era nient'altro da rubare oltre al vecchio orologio che hanno preso in camera».
L'ALLARME DEI CANI Due bastardini - uno bianco e uno nero - sono i primi ad accorgersi della presenza dei banditi. I malviventi aprono il cancello che delimita la villetta dalla strada a 100 metri dal ristorante «Il Lombardo». Poi girano la maniglia della persiana, che non viene mai chiusa a chiave, e giunti davanti alla porta in legno tirano fuori un piede di porco forzando la serratura con due colpi secchi. In quei due minuti i cagnolini, che dormono in una resede in giardino, iniziano ad abbaiare agli sconosciuti e svegliano il pensionato. «In quell'istante ho guardato l'ora. - racconta Giuseppe Lombardi - Era l'una e mezzo. Ma proprio in quel momento i cagnolini hanno smesso di abbaiare e io, pensando che fosse caduto un mobile a piano terra, ho spento la luce e ho cercato di riaddormentarmi». Come spiega il marito della nipote del pensionato, Giuseppe Buda, i due bastardini una volta che qualcuno entra dentro la casa smettono di abbaiare.
LA SORELLA DIMENTICATA Nella grande casa con Giuseppe Lombardi al piano terra abita la sorella Palmira, 95 anni, inferma e costretta su una sedia a rotelle. «Ero preoccupato per lei, ma fortunatamente non si è accorta di nulla. I banditi sono subito saliti al primo piano».
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