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Misericordia, alle elezioniarrivano i carabinieri

Domenico Tani /
Misericordia, alle elezioniarrivano i carabinieri

Fortuna ha voluto che la Confraternita della Misericordia sia posta sotto il Divino Patrocinio del SS. Crocifisso (come recita l'articolo 2 dello statuto) e che il suo scopo sia la carità. Ma ieri in occasione delle votazioni per l'elezione del nuovo Magistrato, di animi caritatevoli se ne sono visti ben pochi. In barba alla carità che dovrebbe essere alla base della Confraternita sono dovuti intervenire i carabinieri e alcune pattuglie della polizia municipale

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ALTOPASCIO. Fortuna ha voluto che la Confraternita della Misericordia sia posta sotto il Divino Patrocinio del SS. Crocifisso (come recita l'articolo 2 dello statuto) e che il suo scopo è la carità. Ma ieri in occasione delle votazioni per l'elezione del nuovo Magistrato, di animi caritatevoli se ne sono visti ben pochi.
In barba alla carità che dovrebbe essere alla base della Confraternita sono dovuti intervenire i carabinieri e alcune pattuglie della polizia municipale per monitorare da vicino quello che stava accadendo.

Fortunatamente tutto è filato liscio salvo qualche battibecco tra le due fazioni che si fronteggiano per eleggere il successore dell'avvocato Giuseppe Frediani. Le urne si sono aperte con due ore di ritardo a causa di un cavillo procedurale, contribuendo ad aumentare la tensione con scambi di accuse reciproche.
«È la prima volta dal 1873, anno di fondazione della confraternita - dice il presidente dei probiviri Luciano Ortu -, che per una elezione del nuovo Governatore si sono visti arrivare i carabinieri e la polizia municipale.

Non si capisce esattamente cosa stia succedendo. Per le altre votazioni - continua Ortu - eravamo costretti ad andare di casa in casa a sollecitare i confratelli a venire alle urne. Questa volta è avvenuto l'esatto contrario e si sono viste tante persone, molte delle quali non hanno potuto neppure votare perché non in regola con lo statuto nonostante avessero pagato la quota di iscrizione.
Il regolamento parla chiaro e dice che l'ammissione dei soci è fatta dal consiglio di amministrazione a seguito di domanda scritta o verbale. Se la domanda viene accolta successivamente si paga la quota. Questo avviene per impedire che alla Confraternita possano aderire persone che non ne hanno i requisiti».
Infatti l'articolo 5 dice che possono aderire alla Confraternita tutti quelli che godono dei diritti civili, appartengono alla religione cattolica e sono incensurati.
Di diverso avviso Marco Politano che si lamenta del fatto che numerosi confratelli, pur avendo pagato la loro quota associativa, sono stati estromessi dal diritto di voto: «È un fatto molto grave».

«Sono alcuni decenni che faccio volontariato nella misericordia - dice un signore attempato - e non è mai accaduto un fatto del genere. Mi viene da pensare che tutte quelle persone che vogliono entrare per forza nella Confraternita, o non sanno a cosa vanno incontro oppure hanno altri interessi. Chi viene sa che deve rimboccarsi le maniche e muoversi sulle ambulanze per andare a portare assistenza alle persone che soffrono. Forse non tutti lo sanno».
Spiegano le volontarie Antonella e Patrizia: «Siamo venute a votare perché crediamo in questa istituzione».

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