Sicurezza
LA MANIFESTAZIONE
A Porcari la disfida della zuppa
Nicola Nucci
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La disfida della zuppa nella recente tappa ai Diavoletti CamiglianoQuarta tappa della Disfida della Zuppa questa sera a Porcari nella sala ex Collegio Cavanis. L'occasione per degustare ottime zuppe preparate a regola d'arte, ognuna diversa, passando una piacevole serata in compagnia
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LUCCA. Quarta tappa della Disfida della Zuppa questa sera a Porcari nella sala ex Collegio Cavanis (prenotazioni marcash@alice.it, Luca 340 4168280). L'occasione per degustare ottime zuppe preparate a regola d'arte, ognuna diversa, passando una piacevole serata in compagnia.
La disfida, organizzata da Slow Food Compitese e Orti Lucchesi, sta riscuotendo un successo strepitoso. Oltre 200 persone nelle prime tre serate di Sant'Andrea di Compito, Aquilea e Camigliano. «Tutte le serate sono andate esaurite e ci sono già prenotazioni per la finale del 27 febbraio» dice il rappresentante della Slow Food, Marco Del Pistoia. Questo il menù della serata di Porcari: le zuppe dei concorrenti, stinco coi fagioli e grigliata mista, tra cui per i palati più esigenti il ciampuccio di maiale, contorni vari, frutta di stagione, cantucci e vin santo, torte di verdure, acqua, vino e caffé. I prossimi appuntamenti sono venerdì 5 a Lucca presso il ristorante "La Pecora Nera" (info: lapecoranera.i@libero.it) e sabato 6 a S. Maria del Giudice presso la sala parrocchiale (info: Pierpaolo Pignatti 0583 379285, parrocchia 0583379417). La partecipazione alla giuria popolare è aperta a tutti; il costo della cena è 20 euro (17 euro per soci Slow Food e a quanti si presenteranno con una copia de Il Tirreno del giorno della cena).
Elena Pardini, cuoca dell'agriturismo "Alle Camelie" a Pieve di Compito, è intanto la vincitrice della prima edizione della Disfida della Zuppa. «È da quando ho cominciato a lavorare nella cucina dell'agriturismo "Alle Camelie che cerco di far rivivere, conservare e promuovere le ricette della tradizione del mio paese, Pieve di Compito, prime fra queste la zuppa alla frantoiana. Mi sono accorta che non c'è più la voglia e il tempo di stare in cucina e la maggior parte delle ricette che quando ero piccola erano la normalità a tavola, oggi si stanno perdendo». Da qui con la Condotta Slow Food Compitese e Orti Lucchesi l'idea di una gara, la disfida della zuppa, che portasse l'attenzione su questo piatto che come nessuno rappresenta a mio parere il territorio dove sono cresciuta: le verdure, le erbe di campo, i fagioli, l'olio extravergine di oliva.
«Un'iniziativa che è partita senza pretese e che quest'anno ritrovo con piacere ben promossa e partecipata, non solo a livello di giuria popolare, ma anche per quanto riguarda gli sfidanti, questo vuol dire che la zuppa riscuote ancora molto successo - dice la cuoca -. Spero vivamente che questa gara possa far tornare la voglia ai "vecchi" di insegnare le ricette che fanno parte della nostra cultura e alle nuove generazioni di avvicinarsi a un tipo di cucina non solo buona ma sana che utilizza le risorse del territorio che ci sta intorno».
Un successo oltre le aspettative.
«Quando lo scorso anno ho deciso di partecipare, non avrei mai creduto di vincere, per me è stata una grande soddisfazione: la giuria popolare premiava non solo me come cuoca, ma anche le mie grandi maestre, la mia mamma e le mie nonne, che mi hanno tramandato e insegnato questo nobile piatto e la maggior parte del "patrimonio culinario" che mi porto dietro e che condivido con piacere con tutti quelli che si siedono alla mia tavola. Quando ho imparato a cucinare la zuppa non ho solo appreso una ricetta, ma un modo di comportarsi in cucina: come scegliere gli ingredienti migliori, riconoscere le erbe di campo che mi servivano, quali equilibri di sapore rispettare».
La disfida, organizzata da Slow Food Compitese e Orti Lucchesi, sta riscuotendo un successo strepitoso. Oltre 200 persone nelle prime tre serate di Sant'Andrea di Compito, Aquilea e Camigliano. «Tutte le serate sono andate esaurite e ci sono già prenotazioni per la finale del 27 febbraio» dice il rappresentante della Slow Food, Marco Del Pistoia. Questo il menù della serata di Porcari: le zuppe dei concorrenti, stinco coi fagioli e grigliata mista, tra cui per i palati più esigenti il ciampuccio di maiale, contorni vari, frutta di stagione, cantucci e vin santo, torte di verdure, acqua, vino e caffé. I prossimi appuntamenti sono venerdì 5 a Lucca presso il ristorante "La Pecora Nera" (info: lapecoranera.i@libero.it) e sabato 6 a S. Maria del Giudice presso la sala parrocchiale (info: Pierpaolo Pignatti 0583 379285, parrocchia 0583379417). La partecipazione alla giuria popolare è aperta a tutti; il costo della cena è 20 euro (17 euro per soci Slow Food e a quanti si presenteranno con una copia de Il Tirreno del giorno della cena).
Elena Pardini, cuoca dell'agriturismo "Alle Camelie" a Pieve di Compito, è intanto la vincitrice della prima edizione della Disfida della Zuppa. «È da quando ho cominciato a lavorare nella cucina dell'agriturismo "Alle Camelie che cerco di far rivivere, conservare e promuovere le ricette della tradizione del mio paese, Pieve di Compito, prime fra queste la zuppa alla frantoiana. Mi sono accorta che non c'è più la voglia e il tempo di stare in cucina e la maggior parte delle ricette che quando ero piccola erano la normalità a tavola, oggi si stanno perdendo». Da qui con la Condotta Slow Food Compitese e Orti Lucchesi l'idea di una gara, la disfida della zuppa, che portasse l'attenzione su questo piatto che come nessuno rappresenta a mio parere il territorio dove sono cresciuta: le verdure, le erbe di campo, i fagioli, l'olio extravergine di oliva.
«Un'iniziativa che è partita senza pretese e che quest'anno ritrovo con piacere ben promossa e partecipata, non solo a livello di giuria popolare, ma anche per quanto riguarda gli sfidanti, questo vuol dire che la zuppa riscuote ancora molto successo - dice la cuoca -. Spero vivamente che questa gara possa far tornare la voglia ai "vecchi" di insegnare le ricette che fanno parte della nostra cultura e alle nuove generazioni di avvicinarsi a un tipo di cucina non solo buona ma sana che utilizza le risorse del territorio che ci sta intorno».
Un successo oltre le aspettative.
«Quando lo scorso anno ho deciso di partecipare, non avrei mai creduto di vincere, per me è stata una grande soddisfazione: la giuria popolare premiava non solo me come cuoca, ma anche le mie grandi maestre, la mia mamma e le mie nonne, che mi hanno tramandato e insegnato questo nobile piatto e la maggior parte del "patrimonio culinario" che mi porto dietro e che condivido con piacere con tutti quelli che si siedono alla mia tavola. Quando ho imparato a cucinare la zuppa non ho solo appreso una ricetta, ma un modo di comportarsi in cucina: come scegliere gli ingredienti migliori, riconoscere le erbe di campo che mi servivano, quali equilibri di sapore rispettare».
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