Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE

Usura, due persone nei guai

Luca Tronchetti
Usura, due persone nei guai

Spinta da gravi difficoltà economiche si è rivolta a un conoscente chiedendogli di aiutarla a vendere l'appartamento. Lui l'ha messa in contatto con un facoltoso pensionato che ha acquistato l'abitazione pagando la metà del reato prezzo di mercato. Così compratore e intermediario sono finiti nei guai per usura e intermediazione usuraria

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LUCCA. Spinta da gravi difficoltà economiche si è rivolta a un conoscente chiedendogli di aiutarla a vendere l'appartamento. Lui l'ha messa in contatto con un facoltoso pensionato che ha acquistato l'abitazione pagando la metà del reato prezzo di mercato. Così compratore e intermediario sono finiti nei guai per usura e intermediazione usuraria.

La donna - 40 anni, nata a Lucca e residente a S. Giuliano Terme - probabilmente non si sarebbe rivolta alla procura della Repubblica se l'acquirente non le avesse chiesto altro denaro, alcune migliaia di euro, come corrispettivo di versare per rinnovare il contratto d'affitto grazie al quale, nel frattempo, continuava a vivere all'interno dell'appartamento venduto al pensionato.

I FATTI
Siamo alla fine del 2007. La donna, proprietaria di un appartamento a S. Giuliano Terme, è in difficoltà economiche. Il suo lavoro non le consente di pagare dei vecchi debiti. Non può ricorrere alle vie ordinarie dei prestiti perchè le banche non le fanno più credito. A quel punto matura la decisione, dolorosissima, di vendere la casa. All'inizio non sa a chi rivolgersi. Poi gli viene in mente un amico che abita nella periferia di Lucca. Un quarantenne che da anni lavora nel ramo delle compravendite immobiliari. Lo contatta, si confida, spiega la situazione. Lui finge di prendere a cuore il suo caso e qualche giorno dopo la conduce da un facoltoso pensionato - G.G., 68 anni, lucchese - interessato all'affare. Assieme visitano l'appartamento, precedentemente stimato a prezzo di mercato per un valore di oltre 200mila euro, e l'anziano offre alla donna poco più di 100mila euro. Prendere o lasciare. Approfittando in quel modo del suo stato di necessità e di bisogno. Lei a malincuore è costretta ad accettare.

L'ACCORDO
Al momento di stipulare il contratto di vendita la donna si accorda sulla parola con il compratore per restare all'interno dell'appartamento pagando un canone d'affitto di alcune centinaia di euro. Alla fine del 2008 però la situazione precipita. Perchè il pensionato pretende dall'ex proprietaria dell'appartamento diverse migliaia di euro. Vuole i soldi subito, altrimenti le sbatte fuori di casa. Stando alla denuncia vuol entrare subito in possesso dell'immobile acquistato a prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato. Lei tutto quel denaro non lo possiede. E comunque non riesce ad averlo in tempi rapidi. È disperata, non sa più cosa fare. E allora decide di rivolgersi in procura.

L'INDAGINE
Il caso finisce sul tavolo del sostituto procuratore Piero Capizzoto. Che affida l'indagine alla squadra di pg della finanza in servizio in procura. Emerge subito l'illecità della compravendita. Perchè il prezzo pagato è manifestatamente inferiore a quello di mercato e in base al nuova normativa sull'usura basta quello per configurare un'ipotesi di reato. La procura chiede al gip il rinvio a giudizio nei confronti del pensionato e dell'intermediario. Nel frattempo ottiene dal giudice Giuseppe Pezzuti il sequestro preventivo dell'appartamento consentendo alla vecchia proprietaria di poterci abitare ancora. Un sequestro necessario affinchè l'acquirente non possa usufruire ulteriormente dell'immobile vendendolo o affittandolo.

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