Italia
Garzella: «Sempre stato contrarioa intitolare una via a Craxi»
Tirato in ballo dai consiglieri Lucchesi e Ramacciotti che sul caso della strada di San Concordio intitolata a Craxi lo accusavano di essere stato zitto a lungo e di essersi svegliato all’improvviso promuovendo una petizione, Matteo Garzella (Partito democratico) offre una ben diversa ricostruzione dei fatti
LUCCA. Tirato in ballo dai consiglieri Lucchesi e Ramacciotti che sul caso della strada di San Concordio intitolata a Craxi lo accusavano di essere stato zitto a lungo e di essersi svegliato all’improvviso promuovendo una petizione, Matteo Garzella (Partito democratico) offre una ben diversa ricostruzione dei fatti e afferma: «Io sono sempre stato contrario alla proposta del Comune e l’ho detto a chiaramente durante i lavori della commissione viaria». «Tanto per cominciare Lucchesi non ha titolo per giudicare il mio comportamento in quanto ha disertato in più di un’occasione i lavori della commissione viaria ed era assente quando il nome di Craxi è stato valutato - sostiene Garzella -.
Quanto a Ramacciotti mi sarei aspettato una maggiore onestà intellettuale da parte sua. Non può infatti essersi dimenticato della discussione che la candidatura di Craxi produsse e la mia palese opposizione ad avallare l’operazione. In commissione mi sono opposto, ma essendo in minoranza la mia posizione è stata sconfitta. Ho condiviso con gli altri membri della commissione il percorso per la scelta dei nominativi da attribuire alle nuove strade che ha portato, ci tengo a sottolinearlo, alla definizione di una buona rosa di nomi ed eventi storici da commemorare all’interno della quale, l’ho detto fermamente allora e lo ribadisco adesso, il nome di Craxi mi pare fuori luogo.
Strumentale è il fatto che l’amministrazione, per voce dei due della commissione, voglia proseguire questa polemica. Credo che la tempistica con la quale il comune abbia pubblicizzato l’intitolazione delle 60 strade comunali innescando una prevedibile polemica fosse finalizzata a distogliere l’opinione pubblica sui veri problemi della città al quale il Comune non riesce a dare risposte efficaci, primo su tutti la gestione del post alluvione. Non credo poi che le due persone che mi attaccano possano darmi lezioni politiche. In questi giorni sono stato contattato da numerosi cittadini che mi hanno manifestato la loro contrarietà sull’operazione ed essendo, in qualità di un consigliere comunale, uno “strumento” della gente che mi ha eletto, mi sono fatto loro portavoce promuovendo la petizione». Infine, Massimo Di Grazia ricorda la decisione dell’ex premier socialista di accogliere a Comiso gli “euromissili”. «La decisione dell’Italia fu per l’Unione Sovietica un colpo mortale. Tutto ciò è ormai storia e va ascritto a merito di Craxi, un merito che nemmeno una sentenza passata in giudicato gli può togliere».
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