Il Tirreno

Lucca

I racconti delle protagoniste

Bidelle da 500 euro al mese

Barbara Antoni
Due collaboratrici scolastiche mentre sono al lavoro (foto di archivio)
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Due collaboratrici scolastiche mentre sono al lavoro (foto di archivio)

Trentasette anni, un diploma di assistente di comunità infantile, sposata con due figlie. Emma (solo il nome è di fantasia) dal '99 lavora, per conto di una cooperativa, come bidella nelle scuole del primo circolo. Trentasei ore settimanali pagate 6 euro poco più al lordo delle imposte. Che corrisponde a lavorare sei ore al giorno per sei giorni settimanali

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LUCCA. Trentasette anni, un diploma di assistente di comunità infantile, sposata con due figlie. Emma (solo il nome è di fantasia) dal '99 lavora, per conto di una cooperativa, come bidella nelle scuole del primo circolo. Trentasei ore settimanali pagate 6 euro poco più al lordo delle imposte. Che corrisponde a lavorare sei ore al giorno per sei giorni settimanali per uno stipendio di nemmeno novecento euro al mese. Una vita già difficile che da gennaio 2010 lo diventa ancora di più: perché il ministero della pubblica istruzione il 22 dicembre scorso ha stabilito che il servizio di sorveglianza e pulizie nelle scuole, appaltato a cooperative esterne, dal 7 gennaio doveva essere tagliato del 25%.

Per i dipendenti delle cooperative - quasi esclusivamente donne, con un passato di lavori socialmente utili, di licenziamenti e di disoccupazione, perlopiù ultraquarantenni e quindi poco appetibili sul mercato del lavoro - le 36 ore settimanali si sono trasformate drasticamente in 27. Ne risentono i bilanci familiari delle lavoratrici ma anche i bambini delle scuole, le insegnanti e il livello dell'attività didattica e di pulizia dei plessi scolastici.

Emma è una fortunata perché ancora il primo circolo non ha applicato il taglio. Ma potrebbe essere solo questione di tempo. In altri - come il secondo, quarto, quinto, sesto - la riduzione delle ore è già avvenuta.

Come testimonia Carmela Vitale, che lavora al quarto (e svolge attività sindacale come Rsu della Filcams Cgil): «Da noi, già due anni fa con il cambio di appalto le ore settimanali erano state ridotte da 36 a 30. Meno il 25%, ora sono 22 poco più: io lavoro tre ore e alcuni minuti per sei giorni la settimana. È una tragedia: il lavoro non è diminuito, i bambini nelle scuole vanno seguiti e i tagli al nostro servizio finisce che ricadono su di loro. È una tragedia anche per le nostre famiglie, i soldi sono sempre meno. Chiediamo che le 30 o 36 ore siano mantenute almeno fino a giugno 2010, quando scadrà l'appalto in corso. E che gli enti locali, soprattutto la Regione, integrino i soldi per gli appalti che il ministero ha tagliato».

E così Gina Cozzolino (anche lei Rsu Filcams), che lavora al sesto circolo: «Dopo i tagli, io faccio 22 ore e mezzo settimanali, ripartite in tre giorni e mezzo. Fino a due settimane fa avevamo un lavoro, ora siamo diventate solo dei part-time. Ci sono alcune colleghe per le quali questo lavoro è l'unica fonte di sostentamento, e sono sole e magari con un figlio. Sono molto preoccupata per questa situazione: la gente davvero non ce la fa più ad arrivare in fondo al mese».

Ventidue ore settimanali, quindi 88 al mese: lo stipendio già magro di dicembre, alla fine di gennaio non supererà i 500 euro per le bidelle delle scuole lucchesi.

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