Il Tirreno

Lucca

DOPO ALLUVIONE

Vogliamo argini solidi e indennizzi

Nadia Davini
Un’assemblea del comitato e immagini dei danni causati dall’alluvione nei territori dell’Oltreserchio
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Un’assemblea del comitato e immagini dei danni causati dall’alluvione nei territori dell’Oltreserchio

Ora il dolore e la paura fanno un passo indietro e lasciano spazio alla rabbia. Tanta rabbia. Unita alla voglia di lottare, di trovare i responsabili e di ottenere tutti i rimborsi dovuti. La chiesa di Santa Maria a Colle è piena. Ancora una volta piena di cittadini, residenti a Santa Maria a Colle, Ponte San Pietro e San Macario in Piano, alluvionati, con le case finite sott'acqua

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LUCCA. Ora il dolore e la paura fanno un passo indietro e lasciano spazio alla rabbia. Tanta rabbia. Unita alla voglia di lottare, di trovare i responsabili e di ottenere tutti i rimborsi dovuti. La chiesa di Santa Maria a Colle è piena. Ancora una volta piena di cittadini, residenti a Santa Maria a Colle, Ponte San Pietro e San Macario in Piano, alluvionati, con le case finite sott'acqua.

Sono venuti in massa per partecipare alla prima riunione del Comitato alluvionati dell'Oltreserchio. Gli obiettivi sono chiari: pretendere la messa in sicurezza del territorio, ottenere i risarcimenti, individuare le responsabilità, facendo luce su quanto accaduto, e avere un sostegno economico per affrontare l'immediato, prima ancora di ottenere i rimborsi. Proprio per questo è nata una commissione speciale, formata da trenta persone, con lo scopo di monitorare i lavori e di seguire la questione del reperimento dei soldi e della prevenzione.
«La responsabilità è politica. Punto» dice un residente di Santa Maria a Colle. E su questo sono tutti d'accordo. «Il Comitato e la commissione dovranno monitorare costantemente il lavoro degli enti locali, denunciare le promesse non mantenute, vigilare che il territorio venga messo in sicurezza e premere per ottenere tutti i soldi che ci spettano». Per i risarcimenti la commissione si farà portavoce delle famiglie che hanno subito danni, nominando uno o più esperti in rappresentanza delle tre frazioni colpite. C'è tempo fino al 28 gennaio per ritirare i moduli per i rimborsi. Da domani sarà attivato un ufficio nella sede della circoscrizione 5, aperto dalle 9 alle 13, dove poter consegnare tutta la documentazione e chiedere consiglio ai geometri su come riempire i certificati.

Un ufficio dei servizi sociali, a Maggiano, resterà aperto per due settimane per ricevere le persone che si trovano in una difficile situazione economica o che hanno bisogno di aiuto per la pulizia delle fosse o per la rimozione dei fanghi da casa.
Non mancano le polemiche. «Sarebbe stato molto più corretto e più giusto nei confronti degli abitanti - dice un signore di Santa Maria a Colle -, se il Comune avesse messo a disposizione geometri che, casa per casa, fossero venuti a riempire i moduli per i rimborsi insieme ai cittadini. Così, invece, sarà un caos: chi conosce un ingegnere civile riempirà gli spazi alla perfezione. E chi lo farà autonomamente, senza avere tutte le conoscenze necessarie?». Nei racconti delle persone è continuo il ricordo di quanto avvenuto nella notte di Natale. Molti sottolineano come l'argine si sia rotto in una dirittura e non in una curva, in un punto cioè in cui la rottura è altamente improbabile, proprio perché l'erosione dell'acqua è minima. «C'era tutto il tempo per avvisare i cittadini di quello che sarebbe potuto succedere - dice Renza Borselli, di Ponte S. Pietro -. Ma nessuno l'ha fatto. Alle 23 a Ponte San Pietro l'acqua era già uscita. Ci hanno detto di stare tranquilli, che il livello del fiume si era abbassato. Ci siamo alzati la mattina con un metro di acqua in casa».

«A San Macario l'argine si è rotto alle 6,30 - racconta Sara Carmassi, studentessa dell'università di Pisa -. Alle 10,30 ci siamo trovati con un metro e mezzo d'acqua. Nessuno in quattro ore ha pensato di avvisare gli abitanti di San Macario».
Altri, soprattutto gli anziani, ricordano come parecchi anni fa l'argine e le golene, spazi pianeggianti compresi tra il letto del fiume e l'argine, che si allagano nei periodi di piena, venissero costantemente controllati e ripuliti. «Abbiamo tutto il diritto di non vivere sotto una cappa di paura».
Da questo diritto incontestabile i cittadini dell'Oltreserchio inizieranno la loro battaglia. Perseguendo tutte le vie possibili per ottenere giustizia.

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