Il Tirreno

Lucca

PEDOFILIA

Condannato per molestie su una bambina

Il palazzo di Giustizia (foto d’archivio)
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Il palazzo di Giustizia (foto d’archivio)

Mentre in spiaggia le faceva un tatuaggio sul braccio all'improvviso l'avrebbe palpata mettendole le mani sotto il costume e provocando la sua immediata reazione e quella dei genitori che erano seduti sotto un ombrellone a pochi metri di distanza. R.E., 35 anni, originario del Pakistan, arrestato dai carabinieri è stato condannato dai giudici del tribunale a 3 anni e 3 mesi per molestie sessuali

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LUCCA. Mentre in spiaggia le faceva un tatuaggio sul braccio all'improvviso l'avrebbe palpata mettendole le mani sotto il costume e provocando la sua immediata reazione e quella dei genitori che erano seduti sotto un ombrellone a pochi metri di distanza. R.E., 35 anni, originario del Pakistan, arrestato dai carabinieri è stato condannato dai giudici del tribunale a 3 anni e 3 mesi per molestie sessuali.

Una condanna che per adesso non sconterà visto che al momento è uccel di bosco. Due settimane dopo l'arresto infatti il gip gli aveva concesso i domiciliari a casa di un parente. Da lì si è dileguato facendo perdere le sue tracce. Il pachistano, difeso dall'avvocato Stefano Gambini, è stato condannato a 2 anni e mezzo per violenza sessuale e a 9 mesi per evasione.
Tutto era cominciato con la scusa di un semplice tatuaggio. Era il 27 agosto 2008. Lui, un trentenne pachistano, si era infatti offerto di tatuarle sul braccio sinistro un disegno in cambio di pochi spiccioli. Lei, una bimba di dieci anni originaria della Lucchesia e residente nella provincia di Firenze, era in vacanza con i genitori di Torre del Lago, aveva accettato. Il tutto era accaduto in uno stabilimento balneare.

Il tatuaggio - uno di quelli facilmente rimovibili - per l'accusa si è presto dimostrato una scusa. Approfittando di un attimo di distrazione dei genitori - evidentemente convinti che il giovane asiatico non avesse secondi fini - le mani si spostarono dal braccio ad altre parti del corpo della bimba. Trasformandosi in veri e propri palpeggiamenti. La ragazzina, capendo che la situazione stava degenerando, cominciò ad urlare e piangere.

Richiamando così l'attenzione dei genitori. Che con il cellulare segnalarono al 112 quanto stava accadendo. I carabinieri nel giro di pochi istanti raggiunsero il bagno dove il pachistano stava molestando la bimba. Lo bloccarono e lo portarono in caserma. Nei confronti del pachistano - munito di regolare passaporto - scattò l'arresto con l'accusa di violenza sessuale ed atti di libidine nei confronti di un minore. Due settimane di carcere e il 12 settembre 2008 finì ai domiciliari. Da dove è scappato.

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