Proteste
DOPO ALLUVIONE
Parte l'inchiesta sulle cause
Luca Tronchetti
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Il sostituto procuratore Antonio MariottiQualcosa si muove nell'inchiesta sull'alluvione di Natale. Da ieri il fascicolo aperto dalla procura - con all'interno i ritagli dei quotidiani e l'informativa di una forza di polizia - è sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Mariotti
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LUCCA. Qualcosa si muove nell'inchiesta sull'alluvione di Natale. Da ieri il fascicolo aperto dalla procura - con all'interno i ritagli dei quotidiani e l'informativa di una forza di polizia - è sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Mariotti. A lui il procuratore Aldo Cicala ha affidato l'indagine per capire se e chi avrebbe compiuto, errori nel disastro dell'Oltreserchio.
Errori che per imperizia, negligenza e imprudenza, non avrebbero impedito la rottura dell'argine del Serchio che ha allagando la zona di Ponte S. Pietro e Santa Maria a Colle.
PRIMI ACCERTAMENTI Ad oggi si tratta di un'iscrizione «a modello 45». Vale a dire nel registro degli atti non costituenti notizia di reato. Un registro autonomo e non assimilabile con il registro generale dove sono riportati nomi, date, luoghi e ipotesi di reato. Tuttavia il magistrato nei prossimi giorni disporrà vari accertamenti tecnici per capire le cause verosimili dell'allagamento. Non sembra convincere gli inquirenti l'ipotesi che i buchi nell'argine di nutrie e talpe siano sufficienti a creare le due falle in un tratto rettilineo del corso d'acqua.
CONSIGLIO BURRASCOSO Non è passata inosservata ai magistrati l'ultima seduta del consiglio comunale straordinario sull'alluvione. La cui registrazione, probabilmente, verrà acquisita dalla procura. Alcune frasi di consiglieri comunali e di persone che hanno avuto danni ingenti potrebbero interessare e non poco l'autorità giudiziaria. «Fossimo stati avvisati l'acqua non ci sarebbe arrivata fino al collo» ha detto un uomo che poi con la moglie ha lasciato l'aula del consiglio comunale. Era infuriato mentre il responsabile della protezione civile comunale assicurava che alle 3,20 del 25 dicembre - due ore e mezzo prima della rottura dell'argine del Serchio - era stata data disposizione di avvertire la popolazione per il rischio di tracimazione della Contesora. E proprio sui ritardi nel dare l'allarme potrebbero sorgere le prime contestazioni mosse dall'autorità giudiziaria a chi doveva salvaguardare l'incolumità pubblica. Contestazioni sono in arrivo anche sulla messa in sicurezza dell'Oltreserchio e sul sistema idraulico e persino fognario che non ha funzionato.
INDAGINE LUNGA L'impressione è che occorrerà molto tempo per eseguire le indagini tecniche necessarie per stabilire (se ci sono) precise responsabilità penali sulla rottura degli argini e la tracimazione del fiume. Quando il magistrato avrà dati più approfonditi sulla situazione nominerà dei consulenti per ricostruire meglio la vicenda.
Errori che per imperizia, negligenza e imprudenza, non avrebbero impedito la rottura dell'argine del Serchio che ha allagando la zona di Ponte S. Pietro e Santa Maria a Colle.
PRIMI ACCERTAMENTI Ad oggi si tratta di un'iscrizione «a modello 45». Vale a dire nel registro degli atti non costituenti notizia di reato. Un registro autonomo e non assimilabile con il registro generale dove sono riportati nomi, date, luoghi e ipotesi di reato. Tuttavia il magistrato nei prossimi giorni disporrà vari accertamenti tecnici per capire le cause verosimili dell'allagamento. Non sembra convincere gli inquirenti l'ipotesi che i buchi nell'argine di nutrie e talpe siano sufficienti a creare le due falle in un tratto rettilineo del corso d'acqua.
CONSIGLIO BURRASCOSO Non è passata inosservata ai magistrati l'ultima seduta del consiglio comunale straordinario sull'alluvione. La cui registrazione, probabilmente, verrà acquisita dalla procura. Alcune frasi di consiglieri comunali e di persone che hanno avuto danni ingenti potrebbero interessare e non poco l'autorità giudiziaria. «Fossimo stati avvisati l'acqua non ci sarebbe arrivata fino al collo» ha detto un uomo che poi con la moglie ha lasciato l'aula del consiglio comunale. Era infuriato mentre il responsabile della protezione civile comunale assicurava che alle 3,20 del 25 dicembre - due ore e mezzo prima della rottura dell'argine del Serchio - era stata data disposizione di avvertire la popolazione per il rischio di tracimazione della Contesora. E proprio sui ritardi nel dare l'allarme potrebbero sorgere le prime contestazioni mosse dall'autorità giudiziaria a chi doveva salvaguardare l'incolumità pubblica. Contestazioni sono in arrivo anche sulla messa in sicurezza dell'Oltreserchio e sul sistema idraulico e persino fognario che non ha funzionato.
INDAGINE LUNGA L'impressione è che occorrerà molto tempo per eseguire le indagini tecniche necessarie per stabilire (se ci sono) precise responsabilità penali sulla rottura degli argini e la tracimazione del fiume. Quando il magistrato avrà dati più approfonditi sulla situazione nominerà dei consulenti per ricostruire meglio la vicenda.
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