Il Tirreno

Lucca

LA LOTTA AL CRIMINE

Preso il rapinatore che usa il tirapugniper colpire le vittime

Luca Tronchetti
Preso il rapinatore che usa il tirapugniper colpire le vittime

Per la polizia il giallo è risolto. E uno degli aggressori delle Mura, quello ritenuto più pericoloso, si trova rinchiuso nel carcere di San Giorgio con l'accusa di rapina aggravata, lesioni gravissime e detenzione illegale di armi. Si tratta di Bogdan Liviu Pricop, 24 anni, rumeno, residente in Garfagnana e domiciliato a Segromigno in Piano

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LUCCA. Per la polizia il giallo è risolto. E uno degli aggressori delle Mura, quello ritenuto più pericoloso, si trova rinchiuso nel carcere di San Giorgio con l'accusa di rapina aggravata, lesioni gravissime e detenzione illegale di armi. Si tratta di Bogdan Liviu Pricop, 24 anni, rumeno, residente in Garfagnana e domiciliato a Segromigno in Piano, sino a un mese fa dipendente di un'azienda a Marlia. Un appassionato di body building e arti marziali. Un fan di Bruce Lee visto che nella sua abitazione gli agenti della mobile, diretti dal dottor Virgilio Russo, hanno rinvenuto riprese di karate e judo e locandine di famosi film di kung fu. Oltre a sequestrare una pistola giocattolo con caricatore e una serie di armi bianche: dalla katana, alla mazza da baseball a una frusta tipo nunchaku. Ma del tirapugni utilizzato per devastare il volto dei due aggrediti nessuna traccia. Come dell'altra persona, quasi sicuramente un connazionale, che era assieme a lui durante i tentativi di rapina.

FERMO DI PG
Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria nella serata del 29 dicembre dopo una perquisizione domiciliare il rumeno finisce dietro le sbarre in seguito alla convalida avvenuta davanti al gip Giuseppe Pezzuti. Difeso dall'avvocato Andrea Da Prato si avvale della facoltà di non rispondere e per il momento l'indagato rimane in carcere.

DOPPIA AGGRESSIONE
Sarebbero state due le aggressioni nei confronti di altrettante persone avvenute nel giro di 48 ore l'una dall'altra. Quella del 9 dicembre alle 21.40 all'altezza della Casa del Boia sulle Mura e quella - di cui la polizia non aveva mai fornito notizie - della sera dell'11 dicembre in via Matteo Trenta all'Arancio. In entrambi casi due persone, giovani, aitanti e pronte a menar le mani pur di ottenere soldi e oggetti di valore, avevano approfittato dell'oscurità per aggredire il malcapitato di turno. E in entrambi i casi la vittima era stata centrata in pieno volto da un giovane biondo e muscoloso che aveva usato un tirapugni. Con conseguenze devastanti che avevano dato luogo a interventi chirurgici di ricostruzione maxillo facciale.

INDIZI CONVERGENTI
All'inizio gli inquirenti pensano di trovarsi di fronte a un'aggressione a sfondo omosessuale. Come quella avvenuta agli inizi del 2009 nella zona del baluardo San Colombano. Ma dopo aver sentito la vittima della prima rapina devono fare marcia indietro. Perchè il primo aggredito è un uomo di 50 anni residente a Massarosa che si trova a passare dalle Mura diretto al penitenziario di San Giorgio dove sarebbe dovuto rientrare alle 22 perchè detenuto in regime di semilibertà.
Agli investigatori racconta di essere stato bloccato da due giovani. «Dammi i soldi» gli ordina uno dei due che sembra essere il capo. Al suo diniego l'uomo viene centrato al volto dalla mano del rapinatore che calza il tirapugni. Crolla a terra e da quella posizione viene preso a calci in faccia e resta tramortito sul selciato. Buon per lui che qualche istante dopo passa un testimone e i banditi fuggono. «Pensavo che qualcuno stesse giocando a pallone, soltanto quando ho visto nel buio una sagoma rialzarsi a fatica ho realizzato che stavano pestando un uomo» è il racconta che fornisce il passante che lancia l'sos ai soccorritori. L'aggredito viene caricato su un'ambulanza e portato in ospedale. La prognosi è di un mese. Ma occorrono due interventi chirurgico e altri 65 giorni per ricostruirgli il volto tumefatto e devastato dai calci. Quarantotto ore dopo è la volta di un rumeno di 28 anni, muratore. Sempre di sera, sempre in una zona buia stavolta vicina al centro. Anche lui viene colpito con il tirapugni in pieno volto e subisce fratture facciali guaribili in un mese. Ma fornisce anche un piccolo identikit di uno dei due aggressori: quello che lo massacra di botte. E dalla sua testimonianza le indagini arrivano a una svolta.

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