Il Tirreno

Lucca

TELEFONATE E LETTERE

Minacce di morte al sindaco

Duccio Casini
Giorgio Del Ghingaro è al secondo mandato da sindaco di Capannori
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Giorgio Del Ghingaro è al secondo mandato da sindaco di Capannori

Per mesi ha minacciato di morte il sindaco di Capannori. Telefonate e lettere minatorie. Finché Giorgio Del Ghingaro ha fatto denuncia: ora la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio della donna che aveva preso di mira il primo cittadino perché voleva l'assegnazione di una casa popolare alla quale secondo il Comune non ha diritto.

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LUCCA. Per mesi ha minacciato di morte il sindaco di Capannori. Telefonate e lettere minatorie. Finché Giorgio Del Ghingaro ha fatto denuncia: ora la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio della donna che aveva preso di mira il primo cittadino perché voleva l'assegnazione di una casa popolare alla quale secondo il Comune non ha diritto.

Il sostituto procuratore Capizzoto ha firmato l'atto inviato all'ufficio del giudice per le indagini preliminari e nel frattempo nei confronti della donna (che abita in una frazione capannorese ed è di mezza età) è stata presa una misura di sicurezza con il ricovero in una casa di cura a Sollicciano. Lo ha stabilito il gip Spada Ricci.

Allo stato attuale delle indagini, condotte dai carabinieri, la donna appare estranea all'attentato compiuto nel maggio scorso in piena campagna elettorale per le comunali, quando il comitato elettorale di Del Ghingaro in via Alfredo Pacini era stato dato alle fiamme. Una delle ipotesi era che avesse agito lei. Riprende perciò vigore la pista di un attentato di matrice politica. Tesi che l'entourage di Del Ghingaro aveva sempre ritenuto la più probabile. L'inchiesta dovrà fare chiarezza.

Le minacce di morte al sindaco erano iniziate alcuni mesi fa, dopo che la donna era stata sottoposta a un tso (trattamento sanitario obbligatorio) che per legge deve essere avallato dal primo cittadino. Il documento non era stato però firmato da Del Ghingaro, ma dal suo vice, Menesini. Fatto sta che da quel momento l'esponente del Pd, ora al secondo mandato in piazza Aldo Moro, era entrato nel mirino della sua persecutrice, che evidentemente lo riteneva la causa di tutti i suoi mali. Anzitutto per non averle dato un alloggio, del quale stando al Comune non ha però diritto.

Secondo la Procura, innumerevoli sono state le telefonate minatorie ricevute in Comune da Del Ghingaro. Che si è visto recapitare anche missive oltraggiose e piene di minacce. Un giorno, inoltre, una porta del municipio era stata tappezzata con le fotocopie del tso e con l'aggiunta di frasi del tipo "Te la farò pagare". A far traboccare il vaso erano state un paio di telefonate giunte a casa di una stretta parente del sindaco. Il quale, spazientito e anche spaventato, si era rivolto ai carabinieri. La donna era stata ben presto individuata: oltre che di minacce, è indagata per resistenza e oltraggio nei confronti dei carabinieri che erano stati aggrediti quando si erano presentati a casa sua per farla visitare da un medico del centro di igiene mentale.

Resta il mistero dell'attentato del 10 maggio scorso, quando le telecamere avevano ripreso una persona, non si sa se uomo o donna, che si avvicinava alla porta d'ingresso per poi fuggire quasi subito. A quel punto il fuoco aveva avvolto l'intera struttura, causando gravi danni e annerendo i muri esterni di un'agenzia d'assicurazioni, di una panetteria e di una gioielleria dotata di sistema di videosorveglianza. Erano le 3,30. Un mistero da risolvere.

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