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Fattoria del Buonamico ai Fontana

Ilaria Bonuccelli
Fattoria del Buonamico ai Fontana

In Toscana, i vini della Tenuta del Buonamico si trovano perfino all'Enoteca italiana di Siena. In Versilia, nei ristoranti inseriti nelle agende dei vip, da Lorenzo a Forte dei Marmi all'enoteca Marcucci a Pietrasanta. Ma anche l'olio, ora, è Dop Lucca, denominazione di origine protetta. Forse perché a produrlo, sono uomini di mestiere

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LUCCA. In Toscana, i vini della Tenuta del Buonamico si trovano perfino all'Enoteca italiana di Siena. In Versilia, nei ristoranti inseriti nelle agende dei vip, da Lorenzo a Forte dei Marmi all'enoteca Marcucci a Pietrasanta. Ma anche l'olio, ora, è Dop Lucca, denominazione di origine protetta. Forse perché a produrlo, sono uomini di mestiere: Dino Fontana, uno dei fratelli della dinastia dell'olio, uscito dalla Salov e il figlio Eugenio.

Da quando, oltre un anno fa, i Fontana hanno acquistato da Aldo Grassi ed Egiziano Maestrelli (gli ex vertici della Lucchese calcio) la fattoria, una delle più famose di Montecarlo, la produzione sta cambiando. E migliorando. Intanto, già nell'estate del 2009 sono stati impiantati vitigni nuovi su cinque ettari e l'obiettivo aziendale è di proseguire la sostituzione delle viti vecchie fino al 2011.

Contemporaneamente, sul fronte olio, la produzione non è più solo per consumo personale, com'era stata con la passata gestione: non a caso, i Fontana hanno già piantato 100 nuovi olivi e intendono proseguire su questa strada, sfruttando (a livello di produzione) l'esperienza di famiglia che dura, ormai, da almeno tre generazioni. Certo per i prossimi 3-4 anni, queste piante nuove non garantiranno una produzione rilevante dal punto di vista quantitativo, ma già oggi, comunque, la tenuta produce circa 2 quintali d'olio dop, messo sul mercato con circa un migliaio di bottiglie da 0,25 litri.

Il business principale, comunque, resta quello del vino, con due catene di produzione: una più importante, con etichette come "Fortino" e "Cercatoia" oltre al Montecarlo rosso e una per vini da tavola, distribuita anche attraverso i supermercati. Al momento è in corso un accordo con la Conad per la vendita del vino da tavola, la seconda linea, con l'etichetta "Borghetto£, ma trattative diverse sarebbero già state avviate anche con altre catene. Soprattutto in vista di potenziare la produzione. Al momento, infatti, i 22-24 ettari della tenuta rendono circa 1.100 quintali l'anno di vino, fra bianco e rosso, per un totale di circa 150mila bottiglie, anche se nel giro di qualche anno l'obiettivo è di arrivare a produrre almeno 2000 quintali, per arrivare a mettere sul mercato circa 300mila bottiglie. Il traguardo potrebbe essere raggiunto soprattutto se gli imprenditori arriveranno - come annunciano sul sito internet della tenuta - ad avere viti su circa 30 ettari.

La quantità, però, non è l'unico obiettivo della fattoria del Buonamico, come assicurano dalla tenuta. Infatti, i Fontana padre e figlio, insieme al responsabile della fattoria, Paolo Lapini, vogliono puntare anche sul miglioramento della produzione. Ecco perché hanno iniziato la sostituzione delle vecchie viti, hanno aggiunto alla produzione un vermentino in purezza (3500 bottiglie esaurite in fretta nel 2009), hanno completamente modificato la produzione del rosèe (che l'anno scorso ha riscosso un buon successo sul mercato), hanno piantato anche circa 2mila viti di Buonamico, da utilizzare, nel giro di 3-4 anni, per il rosato. Inoltre puntano su vitigni come vionier e trebbiano. Nel frattempo i Fontana proseguono la produzione di Montecarlo rosso doc, di Cercatoia (San Giovese, cabernet, merlot e 10% di Syrah), di Fortino, un altro rosso importante realizzato con le più vecchie viti di Syrah presenti in Italia dal 1964: si tratta di un vitigno proveniente dalla zona del Rodano, in Francia. Inoltre, va a gonfie vele anche la produzione di Montecarlo bianco. Proprio con questo vino di recente - il Montecarlo bianco doc - e con il rosato Igt (indicazione geografica tipica) Igt Toscana 2008 la fattoria del Buonamico ha vinto il primo premio a una prestigiosa competizione in Gran Bretagna. Destinata a diventare uno dei nuovi mercati dell'azienda: non ha caso, fra gli inglesi i Fontana hanno già organizzato degustazioni dei propri prodotti. Comunque, anche senza mercato anglosassone, i vini dei Fontana hanno già un proprio mercato all'estero: fra i clienti del Buonamico, infatti, figurano danesi, polacchi e anche alcuni neo-zelandesi. Ma non è escluso che l'azienda possa anche spingersi verso gli Stati Uniti che da sempre mostrano grande attenzione ai vini (e anche agli oli) di produzione italiana.

L'espansione, dunque, è nei piani dei Fontana che al momento contano su un'azienda che impegna, in modo costante, una decina di persone, compresi 4 operai, due ragionieri e un guardiano della tenuta.

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