Il Tirreno

Lucca

Attenuazione maltempo

La piena passa senza danni

Marco Innocenti
Apprensione sulle sponde del Serchio a S. Maria a Colle e immagini della piena a Borgo a Mozzano e Ponte S. Pietro
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Apprensione sulle sponde del Serchio a S. Maria a Colle e immagini della piena a Borgo a Mozzano e Ponte S. Pietro

Tre ondate in 10 giorni, mentre negli 8 anni precedenti se ne era avuta una sola. Baccelli: «Il clima sta cambiando»

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LUCCA. Il deflusso reso possibile dall'attenuazione dell'ondata di maltempo nei giorni di martedì e mercoledì è stato fondamentale perchè il Serchio potesse assorbire la nuova piena prodotta dalle piogge incessanti ripartite giovedì pomeriggio e protrattesi fino a ieri sera.
La portata massima del fiume registrata dall'Autorità di Bacino ieri è stata di 410 metri cubi al secondo a Borgo a Mozzano, 420 a Lucca e 560 a Nodica. Il livello, pur crescendo, è rimasto dunque assai al di sotto dei limiti di guardia.
Grazie anche alle rassicurazioni della protezione civile, di cui parliamo sotto, la popolazione dell'Oltreserchio tira quindi un sospiro di sollievo e si augura che il miglioramento delle condizioni atmosferiche faccia cessare il pericolo anche in caso di nuove piogge.
Il sindaco, Mauro Favilla, mentiene comunque in vigore l'ordinanza che vieta ai residenti dell'Oltreserchio di stare nei piani bassi delle abitazioni.
«Il livello del fiume non desta più allarme - dice - ma al momento la precuazione rimane. L'ordinanza comunque riduce i disagi dei cittadini per i quali, in un primo tempo, era stato disposto lo sgombero».
Sull'apprensione e i rischi causati dalla rapida successione in cui si sono verificare le piene interviene anche il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, secondo il quale c'è ora da fare i conti con una metereologia in rapido cambiamento.
«Che il clima della Lucchesia stia attraversando una fase nuova - dice - sembra confermato dal confronto fra i dati relativi alla portata del Serchio nell'ultimo decennio. Dal 2000 al 2008 una sola volta il fiume ha registrato una piena poco superiore ai 450 metri cubi d'acqua al secondo. Dal dicembre 2008 al dicembre 2009, invece, si sono contate ben cinque piene, di cui tre negli ultimi dieci giorni: 1.200 metri cubi al secondo il 22, 1900 il 24 e circa 400 nelle ultime ore».
Dall'analisi dei dati per Baccelli - emerge un quadro insolito per i nostri territori: «Siamo interessati da un cambiamento climatico che dovremo comprendere. La nostra attenzione e il nostro impegno sul fronte della difesa del suolo non terminerà con la fine dell'emergenza. In questi giorni abbiamo monitorato il territorio, da valle a monte, 24 ore su 24. Inoltre, siamo intervenuti per ripristinare gli argini, soccorrere gli alluvionati, mettere in sicurezza le strade interrotte dalle frane e far tornare vivibili paesi rimasti isolati a causa del susseguirsi di calamità naturali. Continueremo a mantenere alta la guardia».
L'impegno maggiore, e permanente, sarà tuttavia quello che attende la Provincia passata l'emergenza. Il presidente ritiene infatti necessario «avviare un percorso strutturato di interventi per la messa in sicurezza delle aree più fragili».
Anche delle contestazioni degli alluvionati sul mancato allarme, Baccelli mira infine a codificare il «coordinamento fra istituzioni locali, protezione civile, volontari e cittadini che realizzato in questi giorni. Si è lavorato molto bene e ha dato frutti l'operazione integrata. Potrà quindi rappresentare la base da cui lanciare un progetto di sistemazione del territorio di più ampia portata nei prossimi mesi. Abbiamo strumenti e capacità per intervenire con sistematicità e efficacia sul territorio. Ci attendiamo che lo Stato e la Regione ci mettano in grado di farlo con adeguate risorse economiche».

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