Il Tirreno

Lucca

L’ALLUVIONE

Quaranta milioni per i primi interventi

Luca Tronchetti
Bertolaso in Provincia e una casa sott’acqua nell’Oltreserchio (Vip)
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Bertolaso in Provincia e una casa sott’acqua nell’Oltreserchio (Vip)

L'alluvione del Serchio potrebbe far scattare, dopo anni di rinvii, un programma capace di mettere in sicurezza l'intero territorio nazionale. Arriva inaspettato l'annuncio del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, durante l'incontro a palazzo Ducale con i vertici provinciali e i sindaci dei comuni che hanno patito danni per la tracimazione del fiume

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LUCCA. L'alluvione del Serchio potrebbe far scattare, dopo anni di rinvii, un programma capace di mettere in sicurezza l'intero territorio nazionale. Arriva inaspettato l'annuncio del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, durante l'incontro a palazzo Ducale con i vertici provinciali e i sindaci dei comuni che hanno patito danni per la tracimazione del fiume, per le frane e gli smottamenti. Un evento che ha creato il dissesto della viabilità con 350 abitazioni e una decina d'aziende allagate e 1500 persone messe in ginocchio dal disastro ambientale. La promessa di rivedere l'intero sistema idrogeologico del Paese segue la quantificazione dei danni in Lucchesia stilata dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli: 40 milioni soltanto per rimarginare le ferite. Cioè ripristinare gli argini e la rete idraulica, rimuovere le frane e sistemare la montagna. Il resto si vedrà al termine di una monitorizzazione capillare dell' area disastrata. I dati sono impressionanti al di là di quanto accaduto nell'Oltreserchio: 108 frane su strade comunali, 24 su quelle provinciali, 53 famiglie evacuate.

LE RASSICURAZIONI Bertolaso rassicura sindaci e amministratori.
«Lo Stato è con voi, non volterà le spalle» dice il sottosegretario con accanto il prefetto. Stando al numero uno del dipartimento di protezione civile subito dopo Capodanno il consiglio dei Ministri si riunirà per decretare lo stato di calamità naturale per le province di Lucca e Pisa valutando anche le situazioni di Massa, Pistoia e Prato. «Verrà definito - dice Bertolaso al plenium di consiglieri, assessori, sindaci e rappresentanti di enti pubblici - un piano d'intervento di ripristino dei danni dando la priorità ai molti comuni che hanno subito frane sulle vie provinciali e comunali e alle 13 frazioni montane ancora isolate».

PERICOLO IMMINENTE
Le due fratture dell'argine a Ponte S. Pietro - quella di 30 e quella di 70 metri - sono state sistemate a tempo di record: 48 ore, lavorando anche di notte con l'utilizzo di torri-faro.
«Ora dobbiamo lavorare sulla breccia del Serchio a Nodica. Ma ci preoccupa maggiormente la falla aperta all'argine del lago di Massaciuccoli che non può ricevere altre acqua. Il fiume è ancora in piena e se dovesse piovere ancora l'acqua potrebbe frantumare l'argine del lago ed esondare. Se tra giovedì e venerdì non metteremo in sicurezza, anche con l'aiuto dell'Esercito, l'area in questione ci saranno nuovi e maggiori problemi».

SOLDI STANZIATI
Sui soldi per tamponare l'emergenza Bertolaso parla chiaro: «Stanziare somme e trovare strutture idonee ad ospitare gli sfollati è compito degli enti. Questi interventi sono contingentabili e devono essere adottati nell'immediatezza dell'evento. In otto anni che guido la protezione civile non abbiamo sempre mantenuto gli impegni presi. I soldi, state tranquilli, arriveranno attraverso decreti e ordinanze che garantiranno i vostri interventi di oggi».
Denaro da recuperare attraverso i capitoli di bilancio o i fondi Fas (fondo per le aree sottoutilizzate).

COMMISSARIO AD HOC
Bertolaso preannuncia anche la nomina di un commissario ad hoc in Toscana in grado di coordinare e guidare le diverse attività legate alla sistemazione del territorio e all'indennizzo degli interventi e delle spese.

STOP ALLE POLEMICHE
Colpe, critiche e polemiche sulle presunte responsabilità per Bertolaso devono essere messe da parte. «Stop ai commenti e alle diatribe. C'è bisogno di rimboccarci le maniche tutti assieme per fare in modo che la gente rientri in fretta nelle case. Servono programmi congiunti. Regione, provincia, comuni, ministero dell'ambiente e protezione civile debbono elaborare assieme progetti seri e virtuosi per impedire il ripetersi di questi eventi». Disastri ormai ciclici: 1992, 1996, 2000 e 2008. Che necessitano interventi di sistema.

L'ELOGIO Il capo della protezione civile elogia l'impegno dei volontari e della popolazione. «Altrove ho visto gente che attende sulla soglia di casa l'arrivo dei soccorsi. Sorvolando la zona alluvionata invece ho notato l'impegno di tutti a rimuovere il fango: vigili del fuoco, volontari, forze dell'ordine, cittadini. La mobilitazione è stata collettiva e nel giorno di Natale nessuno si è fermato».

ARRIVEDERCI A BEFANA
Guido Bertolaso tornerà. L'ha promesso alle istituzioni e alla gente. Lo farà dopo l'Epifania per verificare quanto è stato fatto e quanto sarà ancora da fare.

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