Trasporti
Finanza
Scoperti giochi pericolosi
Anche tre negozi di cartoleria e giocattoli della Lucchesia e due della Versilia sono finiti nel mirino della Finanza nell'operazione Stars che ha portato alla scoperta di 2 magazzini di import-export, un laboratorio e 8 negozi al dettaglio dediti alla produzione e alla commercializzazione di materiale contraffatto e privo dei requisiti di sicurezza
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LUCCA. Anche tre negozi di cartoleria e giocattoli della Lucchesia e due della Versilia sono finiti nel mirino della Finanza nell'operazione Stars che ha portato alla scoperta di 2 magazzini di import-export, un laboratorio e 8 negozi al dettaglio dediti alla produzione e alla commercializzazione di materiale contraffatto e privo dei requisiti di sicurezza.
Nel mirino importatori cinesi che hanno invaso il mercato dei regali di Natale con giocattoli pericolosi. Sprovvisti del marchio della Comunità Europea, realizzati con materiali tossici e in grado di monopolizzare l'attenzione della clientela per il loro bassisimo costo in un momento di forte crisi economica.
L'INDAGINE È partita dalla Compagnia di Viareggio attraverso il controllo di due negozi - uno a Camaiore, l'altro a Pietrasanta, entrambi acquirenti dei prodotti illegali - e di lì a poco il sequestro di un capannone a Sesto Fiorentino con all'interno cinquemila pezzi. Palloni, bambole, pupazzi, macchinine, ma anche una serie impressionante di penne, pennarelli, astucci, cartelle, zaini e articoli destinati ai bambini dai 3 ai 6 anni.
Dal blitz i finanzieri hanno acquisito un'ampia documentazione che li ha portati ad inviduare un altro magazzino illegale a Osmannoro e oltre 400 negozi, compresi i due della Versilia, che avevano ricevuto quella merce - importata dalla Cina e priva dei requisiti di sicurezza necessari - per poi rivenderla al dettaglio.
NEGOZI LUCCHESI Una piccola parte dei giocattoli «made in China», arrivati illecitamente nel nostro Paese, sono finiti sui banchi di tre commercianti lucchesi. Tutti denunciati dalla Guardia di Finanza.
Si tratta della titolare di una cartolibreria del centro storico, di un negoziante di giocattoli-articoli per la casa e cartoleria del Capannorese e di un dettagliante del settore libri e giocattoli della zona di Ponte a Moriano. Nei loro confronti è scattato il sequestro relativamente ai quei pezzi acquistati dall'importatore cinese. Al di là della denuncia penale non è prevista nei confronti dei dettaglianti la chiusura a tempo determinato dell'attività.
IL BILANCIO Tra i magazzini di Sesto e Osmannoro e gli altri sequestri di merce illegale - borse, scarpe, giacconi e abbigliamento vario - ammontano a un milione e 250mila gli articoli contraffatti sequestrati di cui oltre il 75% per violazione delle norme di sicurezza. Complessivamente nel settore della lotta alla contraffazione e alla tutela del made in Italy sono stati eseguiti 69 interventi che hanno portato al sequestro di oltre un milione e 300mila prodotti falsificati o insicuri e 34 soggetti denunciati.
L.T.
Nel mirino importatori cinesi che hanno invaso il mercato dei regali di Natale con giocattoli pericolosi. Sprovvisti del marchio della Comunità Europea, realizzati con materiali tossici e in grado di monopolizzare l'attenzione della clientela per il loro bassisimo costo in un momento di forte crisi economica.
L'INDAGINE È partita dalla Compagnia di Viareggio attraverso il controllo di due negozi - uno a Camaiore, l'altro a Pietrasanta, entrambi acquirenti dei prodotti illegali - e di lì a poco il sequestro di un capannone a Sesto Fiorentino con all'interno cinquemila pezzi. Palloni, bambole, pupazzi, macchinine, ma anche una serie impressionante di penne, pennarelli, astucci, cartelle, zaini e articoli destinati ai bambini dai 3 ai 6 anni.
Dal blitz i finanzieri hanno acquisito un'ampia documentazione che li ha portati ad inviduare un altro magazzino illegale a Osmannoro e oltre 400 negozi, compresi i due della Versilia, che avevano ricevuto quella merce - importata dalla Cina e priva dei requisiti di sicurezza necessari - per poi rivenderla al dettaglio.
NEGOZI LUCCHESI Una piccola parte dei giocattoli «made in China», arrivati illecitamente nel nostro Paese, sono finiti sui banchi di tre commercianti lucchesi. Tutti denunciati dalla Guardia di Finanza.
Si tratta della titolare di una cartolibreria del centro storico, di un negoziante di giocattoli-articoli per la casa e cartoleria del Capannorese e di un dettagliante del settore libri e giocattoli della zona di Ponte a Moriano. Nei loro confronti è scattato il sequestro relativamente ai quei pezzi acquistati dall'importatore cinese. Al di là della denuncia penale non è prevista nei confronti dei dettaglianti la chiusura a tempo determinato dell'attività.
IL BILANCIO Tra i magazzini di Sesto e Osmannoro e gli altri sequestri di merce illegale - borse, scarpe, giacconi e abbigliamento vario - ammontano a un milione e 250mila gli articoli contraffatti sequestrati di cui oltre il 75% per violazione delle norme di sicurezza. Complessivamente nel settore della lotta alla contraffazione e alla tutela del made in Italy sono stati eseguiti 69 interventi che hanno portato al sequestro di oltre un milione e 300mila prodotti falsificati o insicuri e 34 soggetti denunciati.
L.T.
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