Il Tirreno

Lucca

LE STRADE DEL COMMERCIO

Via Buia, il fascino di affitti low

Barbara Antoni
Uno scorcio di via Buia
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Uno scorcio di via Buia

Gli affitti costano quasi la metà che in Fillungo, e comunque rimane a tutti gli effetti una via di passaggio, secondaria ma inserita nel quadrilatero d'oro del commercio cittadino. Sono le caratteristiche che fanno la fortuna di via Buia, dove negli ultimi mesi molti nuovi negozi hanno aperto i battenti

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LUCCA. Gli affitti costano quasi la metà che in Fillungo, e comunque rimane a tutti gli effetti una via di passaggio, secondaria ma inserita nel quadrilatero d'oro del commercio cittadino. Sono le caratteristiche che fanno la fortuna di via Buia, dove negli ultimi mesi molti nuovi negozi hanno aperto i battenti.

«Per un fondo in Fillungo mi avevano chiesto da 6mila a 6.500 euro di affitto al mese - dice Antonella Tomei del negozio di abbigliamento per giovani Matricola, che ha aperto un anno e mezzo fa e ha un gemello a Viareggio -. Qui in via Buia gli affitti sono più accessibili. Da quando siamo qui, di gente ne gira in questa strada. Non abbiamo una clientela esclusivamente lucchese, una buona parte viene anche dalla zona di Pisa, di Altopascio».

«Sarebbe interessante valorizzare anche altre strade oltre il quadrilatero, quelle dove si trovavano le botteghe artigiane». Antonella Martini è la titolare della pizzicheria Manon, aperta da gennaio 2009. Martini è alla seconda esperienza nel commercio; in passato, quando il turismo era assai limitato, aveva un negozio in piazza Anfiteatro. «Oggi - dice - ho riprovato pensando a cosa so fare meglio, e cioè le cose semplici. Nella mia bottega ci sono solo cose lucchesi, mangiare e bere della Garfagnana; lo spirito è fermarsi per un boccone e un bicchiere di vino. Ho studiato quello che volevo fare. In via Pelleria, via San Francesco, via Fillungo prima ogni fondo era una piccola attività, oggi invece in Fillungo specialmente sono tutti negozi in franchising. Ci sono anche fondi vuoti da mesi perché gli affitti sono troppo alti. I proprietari preferiscono tenerli vuoti piuttosto che abbassare i prezzi. Se i soldi non girano è perché non si fanno girare. Bisognerebbe essere più onesti e lavorare tutti».

Sta da dieci a dodici ore in negozio tutti i giorni Martini, «ma è dura - sottolinea -. Ancora non posso dire di guadagnare. Posso permettermi di andare avanti perché sono da sola, non lo farei se avessi un dipendente».

Pochi metri più avanti in direzione di piazza San Salvatore, Stefano Ravasio, bergamasco trapiantato a Lucca, mette a posto le merci nella sua "Officina dei sapori" nuova di zecca. «Ho aperto venti giorni fa in via Buia perché negozi come il mio hanno bisogno di un passaggio giornaliero che garantisca una quantità di fatturato - dice Ravasio -. Credo che via Buia sia più commerciale e via Fillungo più di passaggio. Se avessi potuto scegliere, avrei preferito via San Paolino, dove il commercio sta crescendo bene, e logisticamente è il principale accesso per i turisti. Credo che per incentivare il commercio si dovrebbero agevolare le aziende nei prestiti per l'avvio di attività. Io ho chiesto a vari enti, ma alla fine sono partito con i miei mezzi perché avrei dovuto aspettare troppo a lungo».

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