Attenzione
Diminuiscono i musicisti del Giglio
Cacciati i 45 musicisti del Giglio
Barbara Antoni
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Un concerto del Teatro del GiglioDai teatri di Lucca, Pisa e Livorno scompare l'orchestra ex Città Lirica, con 45 musicisti da 25 a 40 anni. Dopodomani a Firenze sarà sancito il subentro dell'Ort (Orchestra Regionale della Toscana) nei tre teatri di tradizione
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LUCCA. Dai teatri di Lucca, Pisa e Livorno scompare l'orchestra ex Città Lirica, con 45 musicisti da 25 a 40 anni. Dopodomani a Firenze sarà sancito il subentro dell'Ort (Orchestra Regionale della Toscana) nei tre teatri di tradizione. Lucca è la città che per prima, spiega l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, artefice del subentro dell'Ort, voleva sostituire «l'ex Città Lirica con una orchestra di maggiore qualità».
Dopodomani intanto i "licenziati" manifesteranno, inscenando, dalle 10,30, un corteo di protesta sotto la sede della Regione in piazza Cavour e anche in piazza Duomo a Firenze.
Racconta Stella Sorgente, Rsu Fistel Cisl (sindacato che assiste i lavoratori in questa vertenza contro la Regione) e musicista dell'ex Città Lirica, che «la nostra orchestra lavora da dodici anni nel campo lirico. Abbiamo una convenzione che scade a maggio 2010 per 52 giornate lavorative in ognuno dei tre teatri sulla costa. Una giornata di lavoro per le prove, vale a dire cinque ore con una pausa di un'ora, ci comporta un'entrata sui 47 euro. Da alcuni mesi a questa parte guadagnamo zero dato che - aggiunge - questi tre teatri nell'ultimo anno, quando già era nell'aria il subentro dell'Ort, non ci hanno fatto più lavorare o ci hanno fatto lavorare assai poco. In pratica ci hanno già licenziati».
Anche il calo delle produzioni ha contribuito a peggiorare la situazione. «Per questa stagione - dice Sorgente - il teatro del Giglio di Lucca era capofila. Doveva produrre il Candid di Bernstein ma poi niente è ancora partito». Walter Fattore, segretario provinciale Fistel, afferma che «la soluzione della Regione penalizza lavoratori di questo territorio. Lanciamo un appello ai sindaci di Lucca, Pisa e Livorno a non firmare l'accordo lunedì».
Ma l'assessore Cocchi rilancia che «lunedì firmeremo un protocollo che riorganizza la programmazione e la produzione lirica dei teatri sulla costa. Dagli stessi teatri, e da quello di Lucca per primo, da due anni a questa parte ricevevamo segnalazioni che occorreva riorganizzare il progetto per migliorare la qualità delle produzioni e per creare sinergie fra più realtà culturali toscane. Il progetto è stato discusso, affinato e siamo arrivati all'accordo che l'Ort sarà d'ora in poi l'orchestra di riferimento per i tre teatri sulla costa. Gli organici dell'ex Città Lirica non hanno caratteristiche di orchestra».
Unico "vantaggio" riconosciuto all'orchestra cacciata sarà, anticipa Cocchi, una «audizione dell'Ort riservata ai componenti di Città Lirica. L'Ort dovrà presto coprire una quota di musicisti stabili e reintegrare le proprie liste di chiamata. Abbiamo stabilito che per questo vengano sentiti i musicisti di Città Lirica in modo da recuperarne l'esperienza». Cocchi è consapevole che la sua decisione «delude le aspettative di alcuni musicisti, ma faceva acqua il rapporto fra Città Lirica e i tre teatri».
Dopodomani intanto i "licenziati" manifesteranno, inscenando, dalle 10,30, un corteo di protesta sotto la sede della Regione in piazza Cavour e anche in piazza Duomo a Firenze.
Racconta Stella Sorgente, Rsu Fistel Cisl (sindacato che assiste i lavoratori in questa vertenza contro la Regione) e musicista dell'ex Città Lirica, che «la nostra orchestra lavora da dodici anni nel campo lirico. Abbiamo una convenzione che scade a maggio 2010 per 52 giornate lavorative in ognuno dei tre teatri sulla costa. Una giornata di lavoro per le prove, vale a dire cinque ore con una pausa di un'ora, ci comporta un'entrata sui 47 euro. Da alcuni mesi a questa parte guadagnamo zero dato che - aggiunge - questi tre teatri nell'ultimo anno, quando già era nell'aria il subentro dell'Ort, non ci hanno fatto più lavorare o ci hanno fatto lavorare assai poco. In pratica ci hanno già licenziati».
Anche il calo delle produzioni ha contribuito a peggiorare la situazione. «Per questa stagione - dice Sorgente - il teatro del Giglio di Lucca era capofila. Doveva produrre il Candid di Bernstein ma poi niente è ancora partito». Walter Fattore, segretario provinciale Fistel, afferma che «la soluzione della Regione penalizza lavoratori di questo territorio. Lanciamo un appello ai sindaci di Lucca, Pisa e Livorno a non firmare l'accordo lunedì».
Ma l'assessore Cocchi rilancia che «lunedì firmeremo un protocollo che riorganizza la programmazione e la produzione lirica dei teatri sulla costa. Dagli stessi teatri, e da quello di Lucca per primo, da due anni a questa parte ricevevamo segnalazioni che occorreva riorganizzare il progetto per migliorare la qualità delle produzioni e per creare sinergie fra più realtà culturali toscane. Il progetto è stato discusso, affinato e siamo arrivati all'accordo che l'Ort sarà d'ora in poi l'orchestra di riferimento per i tre teatri sulla costa. Gli organici dell'ex Città Lirica non hanno caratteristiche di orchestra».
Unico "vantaggio" riconosciuto all'orchestra cacciata sarà, anticipa Cocchi, una «audizione dell'Ort riservata ai componenti di Città Lirica. L'Ort dovrà presto coprire una quota di musicisti stabili e reintegrare le proprie liste di chiamata. Abbiamo stabilito che per questo vengano sentiti i musicisti di Città Lirica in modo da recuperarne l'esperienza». Cocchi è consapevole che la sua decisione «delude le aspettative di alcuni musicisti, ma faceva acqua il rapporto fra Città Lirica e i tre teatri».
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