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Lucca

Luminaria

Luci di Natale spente in piazza GrandeChiari ammonisce (e punisce) i negozi

Barbara Antoni
Marco Chiari
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Marco Chiari

Piazza Napoleone al buio. Non è un black-out causato da guasti tecnici, ma nasce da una precisa volontà del Comune: un gesto simbolico e forte, a maggior ragione in pieno shopping natalizio. Una denuncia, insomma, del negativo (a suo parere) operato dei commercianti «che non partecipano alla vita della città, né fanno niente per migliorarla»

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LUCCA. Piazza Napoleone al buio. Non è un black-out causato da guasti tecnici, ma nasce da una precisa volontà del Comune: un gesto simbolico e forte, a maggior ragione in pieno shopping natalizio. Una denuncia, insomma, del negativo (a suo parere) operato dei commercianti «che non partecipano alla vita della città, né fanno niente per migliorarla». Firmato assessore Marco Chiari.
Con l'avallo del sindaco Mauro Favilla.
Sì, da ieri pomeriggio - e chissà per quanto ancora - le luci di Natale si sono spente in piazza Grande, come la chiamano i lucchesi. Luci a led ammutolite: per montarle (e poi smontarle) in questa piazza e sulle quattro porte principali della città, il Comune ha speso 34mila euro.
Per Chiari, il mancato contributo dei commercianti all'illuminazione natalizia è stata «la goccia che ha fatto traboccare il vaso - dice senza mezzi termini -. I commercianti non contribuiscono, quando invece per la città ci vuole l'impegno di tutti. Loro si tirano indietro e invece il Comune fa tutto: manifestazioni, eventi come il settembre lucchese, Murabilia, i Comics: i commercianti sfruttano queste occasioni e basta. Nemmeno per l'inaugurazione del polo fieristico la scorsa settimana - continua Chiari - hanno dato in qualche modo la loro collaborazione».
E continua con affermazioni molto dure: «È il momento che qualcuno denunci apertamente il continuo disimpegno dei commercianti o di alcuni appartenenti alla categoria, che sembrano sempre pronti a chiedere ma mai disposti a dare o a proporre, come si è dimostrato in occasione della Santa Croce, quando l'amministrazione ha chiesto di abbassare le luci delle vetrine e intensificare i lumini, per rendere più suggestiva la processione». Non va giù a Chiari la «mancanza di proposte o impegni, ad esempio per restaurare una statua, per pulire un'immaginetta. Succede a Lucca mentre in tante città all'estero i commercianti sono sempre in prima linea».
Un ricatto? «No - risponde Chiari -, nessun ricatto. Spegnere piazza Napoleone ha il senso di evidenziare un problema. Sono molto cambiati i tempi da quando - aggiunge - a metà anni Novanta i commercianti fecero una serrata contro il Comune perché non faceva niente per loro. Oggi le posizioni sono ribaltate».
E non finisce qui. Chiari si scusa con i cittadini e i turisti per «l'oscuramento che li penalizza ingiustamente», ma conclude con un ulteriore monito: «Fin da subito - annuncia -, sarà valutata l'ipotesi di trasferire in altre zone del centro storico, dove sarà riscontrata una maggiore collaborazione degli operatori commerciali, la pista di pattinaggio sul ghiaccio e alcuni eventi che, durante l'anno si accentrano sulla piazza».

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