Il Tirreno

Lucca

L’EMERGENZA

Scuole, ultimatum al Comune

Nadia Davini
Scuole, ultimatum al Comune

È crisi all'interno delle scuole lucchesi. Materne, elementari e medie. Le scuole sotto la diretta competenza del Comune, per intenderci. A far presente la difficile situazione che si è creata è il Coordinamento permanente istituzioni scolastiche del comune di Lucca, nato due anni fa per rilanciare, lavorando insieme alle istituzioni, la scuola lucchese

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LUCCA. Proprio nel 2007, infatti, il rapporto sulla qualità delle scuole italiane collocava Lucca agli ultimi posti tra le province del nostro paese, confermando in questo modo quanto genitori, insegnanti e alunni percepiscono ogni giorno frequentando un sistema fortemente compromesso, a livello di carenze strutturali e organizzative, frutto di decenni di incuria e di scarso interesse. Edifici obsoleti e insicuri, male attrezzati, spesso privi delle necessarie strutture di servizio, gestiti da istituzioni formalmente autonome, ma spesso concretamente sprovviste delle risorse minime per operare (mancano i soldi per la carta igienica, per le fotocopie, per il toner, per i gessi). Addirittura la scuola media Leonardo Da Vinci a San Concordio da settimane denuncia il rischio di rottura (da un momento all'altro) dell'impianto di riscaldamento, ma l'amministrazione comunale non ha i fondi per ripararlo. O comunque non ha intenzione di effettuare un intervento radicale, definitivo, fino alla fine dell'anno scolastico.

«Di episodio in episodio, di segnalazione in segnalazione - spiega il coordinamento, - da più di due anni, e precisamente dall'ottobre 2007, i dieci presidenti dei consigli di istituto, rappresentanti dei genitori, e i dieci dirigenti delle scuole dell'obbligo di Lucca hanno costituito una rete di coordinamento, elaborando un patto per la scuola lucchese». E cioè un accordo da condividere con il Comune, allargandolo poi agli altri enti interessati (Regione, fondazioni bancarie, Asl, associazioni culturali), per realizzare gli interventi utili per risolvere almeno una parte dei problemi presenti: dall'edilizia scolastica alle manutenzioni ordinarie e straordinarie, passando per le forniture di attrezzature e arredi, per il sostegno ai piani dell'offerta formativa, per risorse per il diritto allo studio. Il patto, però, nel concreto, è stato disatteso, proprio dall'amministrazione comunale, almeno stando a quanto denuncia il coordinamento per la scuola.

«Dopo un consiglio comunale straordinario sul settore - continua il coordinamento, - tenutosi il 13 maggio 2008, nel quale l'amministrazione si era impegnata ad aprire un immediato dialogo costruttivo sulle questioni sollevate, sono seguiti diversi incontri che non hanno prodotto alcun risultato concreto». Visto, soprattutto, che dalla scorsa primavera il Comune ha, di fatto, interrotto, senza alcuna spiegazione, il confronto. «Il silenzio del sindaco Mauro Favilla - concludono i membri del coordinamento - poco rispettoso per le migliaia di genitori che rappresentiamo oltre che per tutti gli operatori coinvolti, ci preoccupa profondamente: la continua riduzione delle risorse destinate alle scuole sta creando una situazione drammatica, dove non è neppure più garantita la sicurezza degli alunni».

Delle risposte, a questo punto, sono quindi d'obbligo. Certo è che la rete di coordinamento non ha intenzione di tirarsi indietro: «Se l'amministrazione comunale non assumerà un atteggiamento costruttivo - assicurano - e possibilmente in tempi ragionevoli promuoveremo le opportune iniziative per difendere il diritto ad un'istruzione adeguata».

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