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La mostra c'èma la promozione ancora non si vede

La mostra c'èma la promozione ancora non si vede

La mostra "Mito e Bellezza" c'è, ma si vede poco in giro. La Fondazione Crl, il principale sponsor, riduce - dimezza, in sostanza - il contributo promesso oltre un anno fa, al momento dell'avvio del progetto che coinvolge Napoleone e la Maison Hermès e così anche il budget della promozione viene quasi azzerato

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LUCCA. Con meno di 400mila euro viene allestita un'esposizione di appeal internazionale, tanto che dopo Lucca andrà a Roma e Parigi, ma per lanciare l'evento ci sono appena 20mila euro (di cui 10mila stanziati in corsa dalla Fondazione Banca del Monte), contro i circa 400mila previsti l'anno scorso per la mostra su Pompeo Batoni (costata fra 1,5 e 2 milioni).

Il percorso di questa esposizione, dunque, è stato a ostacoli, nonostante l'originalità del progetto che sarà ospitato a palazzo Ducale: raccontare l'era napoleonica (dalle battaglie alle conquiste geografie) attraverso i foulard, i mobili, le suppellettili originali della Maison Hermès. Che ha fornito i propri capolavori per l'allestimento della mostra. E ha fatto anche di più: l'ha promossa nelle centinaia di migliaia di copie della propria rivista destinata a tutto il mondo e tradotta in una ventina di lingue straniere. Solo che per questione di tempi, Lucca non viene citata in questa rivista a differenza della tappa romana e parigina della mostra.

In qualche modo, ora, la cabina di regina fra enti locali, cerca di rimediare alla comunicazione fiacca puntando su due fattori: la capacità (indiscussa) di attrazione del marchio Hermès e la promozione regionale, attraverso quotidiani e televisioni. Insomma, più che promuovere la città - perché ormai non c'è tempo, visto che il vernissage sabato - si dovrà promuovere l'evento. Con la speranza che richiami turisti almeno dalla Toscana, dai luoghi più vicini, visto che sull'estero non c'è stato modo (e forse neppure le risorse) per lanciarla.

Fin qui la strategia, studiata all'ultimo momento. La pratica, però, è un'altra cosa. In città non c'è neppure una locandina né tanto meno un manifesto per la promozione di quella che si proponeva come la mostra dell'anno. Un po' quello che avrebbe dovuto essere l'anno scorso la mostra di Pompeo Batoni. Non a caso, il periodo scelto per l'evento - da dicembre a marzo - è più o meno lo stesso. C'è, quindi, da chiedersi come mai a pochi giorni dall'inaugurazione di questa mostra non si veda nulla in giro, mentre per quella dello scorso anno, c'erano stendardi e promozione ovunque.

Al momento, la vera promozione è affidata a Internet: sul web vari siti hanno ripreso la conferenza stampa organizzata, in fretta e furia (dopo varie sollecitazioni) venerdì, visto che dell'evento neppure si parlava. Perché? Perché perdere l'occasione di lanciare un evento di richiamo per turisti anche stranieri (Francia in primis) grazie alla presenza degli oggetti di Hermès? Non c'è risposta, malgrado la mostra sia aperta proprio nei mesi di bassa stagione per il turismo, gennaio, febbraio e marzo. E qualcuno pensa anche a un tentativo (un po' banale, per la verità) di boicottare l'evento. In modo che i 40mila visitatori della mostra di Batoni restino un record imbattuto.
i.b.

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