Attenzione
Cassa di Risparmio
Crl, venerdì l'incontro sulla vendita
Ilaria Bonuccelli
L'incontro promosso dalla Provincia è fissato: il 4 dicembre alle 16,30 enti locali, Camera di Commercio e pochi altri eletti potranno discutere dell'argomento più delicato dell'anno: la vendita delle quote della Cassa di risparmio ancora in mano alla Fondazione Crl
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LUCCA. L'incontro promosso dalla Provincia è fissato: il 4 dicembre alle 16,30 enti locali, Camera di Commercio e pochi altri eletti potranno discutere dell'argomento più delicato dell'anno: la vendita delle quote della Cassa di risparmio ancora in mano alla Fondazione Crl.
Di sicuro alla riunione - voluta da Stefano Baccelli, presidente della Provincia per capire che cosa stia accadendo alle due più importanti istituzioni cittadine - parteciperanno il presidente della banca, Alberto Varetti, e il presidente e il vice della Fondazione Crl, Giovanni Cattani e Arturo Lattanzi. Ma è probabile che all'incontro venga chiamato anche il direttore della Fondazione, Pier Marco Agretti per spiegare da dove derivi l'accordo con Banco Popolare per la eventuale liquidazione delle quote ancora in mano all'ente lucchese.
Il problema, infatti, sta nel comprendere intanto se il valore delle quote di Crl in mano alla Fondazione corrisponda davvero ai 323 milioni valutati anni fa; poi c'è da capire quanto valga la partecipazione della Fondazione, non solo in termini economici, ma anche "politici" in senso ampio: è fondamentale capire se, davvero, la presenza della Fondazione nella Crl garantirà, attraverso il presidente e i 4 membri del consiglio di amministrazione, autonomia di scelte nell'erogazione di prestiti, mutui, soprattutto alle aziende del territorio. Di fatto, insomma, si dovrà misurare il valore della partecipazione nella banca in termini di sostegno all'economia e al tessuto sociale locale.
Tutto il ragionamento, però, deve partire dall'esame del Put, lo strumento finanziario (non rinnovabile alle attuali condizioni) che consente alla Fondazione di vendere la propria quota del 20,36% a un prezzo concordato. Per questo, Baccelli ha chiesto a Fondazione e Crl di partecipare alla riunione con la documentazione che consenta di capire pro e contro delle possibili scelte: mantenimento della partecipazione attuale, mantenimento di una partecipazione ridotta (con perdita del diritto a nominare presidente, 4 membri del cda e a promuovere l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Crl), vendita totale, con liquidazione in azioni del Credito Bergamasco, unica banca del gruppo quotata in borsa. Al riguardo verranno chieste spiegazioni anche su chi, in Fondazione, non si è accorto che le quote sarebbero state liquidate, alla scadenza del Put, in azioni invece che in contanti.
Argomenti di discussione, dunque, non ne mancheranno venerdì. Quando la Fondazione dovrà chiarire come mai si è messa a riflettere sul Put a poche settimane dalla scadenza, fissata il 15 gennaio. La questione, infatti, deve ancora essere discussa nell'assemblea dell'ente. E se Baccelli non avesse proposto la riunione fra istituzioni, probabilmente il confronto sarebbe rimasto chiuso fra le mura di San Micheletto.
Di sicuro alla riunione - voluta da Stefano Baccelli, presidente della Provincia per capire che cosa stia accadendo alle due più importanti istituzioni cittadine - parteciperanno il presidente della banca, Alberto Varetti, e il presidente e il vice della Fondazione Crl, Giovanni Cattani e Arturo Lattanzi. Ma è probabile che all'incontro venga chiamato anche il direttore della Fondazione, Pier Marco Agretti per spiegare da dove derivi l'accordo con Banco Popolare per la eventuale liquidazione delle quote ancora in mano all'ente lucchese.
Il problema, infatti, sta nel comprendere intanto se il valore delle quote di Crl in mano alla Fondazione corrisponda davvero ai 323 milioni valutati anni fa; poi c'è da capire quanto valga la partecipazione della Fondazione, non solo in termini economici, ma anche "politici" in senso ampio: è fondamentale capire se, davvero, la presenza della Fondazione nella Crl garantirà, attraverso il presidente e i 4 membri del consiglio di amministrazione, autonomia di scelte nell'erogazione di prestiti, mutui, soprattutto alle aziende del territorio. Di fatto, insomma, si dovrà misurare il valore della partecipazione nella banca in termini di sostegno all'economia e al tessuto sociale locale.
Tutto il ragionamento, però, deve partire dall'esame del Put, lo strumento finanziario (non rinnovabile alle attuali condizioni) che consente alla Fondazione di vendere la propria quota del 20,36% a un prezzo concordato. Per questo, Baccelli ha chiesto a Fondazione e Crl di partecipare alla riunione con la documentazione che consenta di capire pro e contro delle possibili scelte: mantenimento della partecipazione attuale, mantenimento di una partecipazione ridotta (con perdita del diritto a nominare presidente, 4 membri del cda e a promuovere l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Crl), vendita totale, con liquidazione in azioni del Credito Bergamasco, unica banca del gruppo quotata in borsa. Al riguardo verranno chieste spiegazioni anche su chi, in Fondazione, non si è accorto che le quote sarebbero state liquidate, alla scadenza del Put, in azioni invece che in contanti.
Argomenti di discussione, dunque, non ne mancheranno venerdì. Quando la Fondazione dovrà chiarire come mai si è messa a riflettere sul Put a poche settimane dalla scadenza, fissata il 15 gennaio. La questione, infatti, deve ancora essere discussa nell'assemblea dell'ente. E se Baccelli non avesse proposto la riunione fra istituzioni, probabilmente il confronto sarebbe rimasto chiuso fra le mura di San Micheletto.
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