Il Tirreno

Lucca

AMBIENTE

Un software per la gestione delle acque

Lodovico Poschi Meuron
La sigla della intesa
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La sigla della intesa

Un software che, incrociando i diversi parametri, sia in grado di prevedere i futuri scenari del terriorio della Piana minacciato dalle crepe nel terreno per i troppi emungimenti. L'inquietante fenomeno della subsidenza, che da anni genera allarme nella zona est della Piana di Lucca, si combatte anche in questo modo

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LUCCA. Grazie alla ricerca applicata all'informatica, e grazie soprattutto ad un sostanzioso contributo della regione Toscana (oltre 100 mila euro), l'azione di contrasto all'abbassamento del suolo fa un significativo salto di qualità dopo la firma del protocollo d'intesa fra provincia di Lucca e le Autorità di Bacino dei fiumi Serchio ed Arno che insistono praticamente in un territorio unico.

Grazie a questo accordo - firmato a palazzo Ducale dal presidente Baccelli, dal segretario generale dell'Autorità di Bacino del Serchio Raffaello Nardi e dalla dirigente del settore Governo del territorio e attuazione del bilancio idrico del fiume Arno Isabella Bonamini - d'ora in avanti si userà un "modello unico" per la gestione delle acque nella Piana.

I tre soggetti in campo si impegnano a condividere scelte e strumenti di intervento, con l'obiettivo di rendere più efficace e meno dispersiva la lotta alla subsidenza.

Da circa due anni l'amministrazione di palazzo Ducale ha intanto avviato un'azione di monitoraggio sia della falda sia dei consumi idrici delle grandi utenze.

Ma il protocollo appena firmato intende fare qualcosa di più.
Può ad esempio attivare una modellazione idrogeologica della Piana condivisa con le due Autorità di Bacino, strumento questo che dovrà essere recepito all'interno dei rispettivi piani di gestione.

Il progetto, che permetterà di valutare nel tempo gli impatti sulla risorsa e consentirà di programmare e valutare nel tempo anche anche gli effetti e le possibili azioni di contrasto, sarà elaborato in collaborazione con le Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

La firma del protocollo consentirà l'avvio di due convenzioni con gli istituti pisani per approfondire il quadro conoscitivo e arrivare all'elaborazione, entro la prossima estate, di un modello della falda idrica da associare ad un modello decisionale.

In buona sostanza un programma informatico per gestire al meglio la grande risorsa idrica di cui la Piana di Lucca è così ricca.

«Il modello unico idrogeologico di gestione della falda della Piana di Lucca - ha detto il presidente della provincia, Stefano Baccelli - sarà determinante per definire insieme a tutti i soggetti interessati del territorio, a cominciare dalle varie amministrazioni locali, le linee strategiche di sviluppo sostenibile.

«Un passo avanti sostanziale dopo l'avvio della fase di monitoraggio delle grandi utenze industriali, che ha portato all'installazione dei piezometri in telelettura e le cui misurazioni serviranno per tarare il modello in costruzione».

Il sistema di gestione della risorsa idrica è il primo in Italia.
Tra gli esempi più noti in ambito internazionale certamente quello relativo all'uso delle acque del fiume Giordano tra Giordania e Israele.

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