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Poste, a rischio altri servizi:vanno via 27 addetti

Barbara Antoni
Poste, a rischio altri servizi:vanno via 27 addetti

Rischia di peggiorare ulteriormente il servizio postale nel giro di poche settimane, e a risentirne in modo massiccio sarà ancora la distribuzione della corrispondenza. Nell'organico delle poste comunali infatti altri 27 posti rimarranno scoperti a partire dal primo gennaio 2010. E poi ci sono i problemi legati alla mancata assegnazione ad altrettanti portalettere di 15 delle 72 zone in cui è suddiviso il territorio comunale per il servizio di recapito posta

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LUCCA. Rischia di peggiorare ulteriormente il servizio postale nel giro di poche settimane, e a risentirne in modo massiccio sarà ancora la distribuzione della corrispondenza. Nell'organico delle poste comunali infatti altri 27 posti rimarranno scoperti a partire dal primo gennaio 2010. E poi ci sono i problemi legati alla mancata assegnazione ad altrettanti portalettere di 15 delle 72 zone in cui è suddiviso il territorio comunale per il servizio di recapito posta.
Questioni che i sindacati dei dipendenti postali affronteranno nell'incontro fissato per mercoledì prossimo a Livorno, dove si trova la sede della direzione Ram (Recapito area manager) di Poste competente per il territorio provinciale (dove Poste ha circa un migliaio di addetti).
«Non sappiamo se e come verranno rimpiazzati i 27 posti che rimarranno scoperti dal primo gennaio 2010. Temiamo proprio che non saranno sostituiti», dice preoccupato Marco Tortelli, segretario provinciale Cisl Poste. I 27 lavoratori in procinto di abbandonare il posto ricoprono ruoli vari - dall'impiegato al portalettere -; dipendenti che Poste ha contattato per offrire loro le condizioni di un'uscita incentivata.
«Poste sta chiamando a raffica tutti i dipendenti che possono rientrare nei termini di un esodo incentivato - dice Tortelli -. Già a giugno e a settembre di quest'anno sono uscite altre persone che però non sono state sostituite o solo per minima parte. Ci sono uffici già scoperti in Mediavalle e in Garfagnana: uffici con un solo impiegato e se questo se ne va chiudono».
I prossimi dipendenti che hanno scelto di andare in prepensionamento dal primo gennaio firmeranno l'uscita il 27 novembre (quindi fra pochi giorni); il documento sarà ratificato dalla direzione provinciale del lavoro e avrà efficacia da inizio anno.
Al faccia a faccia livornese, i sindacati porteranno anche il problema delle 15 zone senza portalettere fisso sul territorio comunale. «La regola - continua Tortelli - è che le zone vacanti vengano riassegnate dopo un massimo di tre mesi. A Lucca le 15 zone sono vacanti dal giugno 2008». Finora, le zone sono state assegnate a personale sempre diverso e non del posto: questa, sottolinea il sindacalista, può essere la ragione prevalente dei disservizi nel recapito di cui la gente si lamenta ogni giorno.
I sindacati chiederanno anche a Poste di rivedere gli orari di uscita dei portalettere dal centro di smistamento di San Filippo. «Bisogna trovare una organizzazione del lavoro tale che i postini possano uscire già alle 9,30 e non alle 10 la mattina per andare a distribuire la posta. Se hanno più tempo svolgono meglio il lavoro».
Si parlerà anche di sicurezza dei portalettere, legata in particolare ai loro spostamenti e ai mezzi della dotazione di Poste che utilizzano. «I motorini debbono essere più controllati - dice Tortelli -. Non si possono più accettare mezzi con specchietti rotti, con le ruote che hanno le gomme decentrate, o con i freni che non funzionano. Purtroppo anche fra i portalettere ci sono stati morti sul lavoro. Mancano pochi giorni al compimento di un anno dalla morte di una portalettere a Lucca - Marina Monachese - deceduta in un incidente mentre era in servizio. A settembre 2004 morì a Ponte a Moriano un altro postino, si chiamava Alessandro Fortini».

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