Finanza
Nuove regole
Olio, nuove regoleper l'etichettatura:c'è il rischio multe
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Frangitura delle olive in un frantoioCambiano le regole sull'etichettatura dell'olio d'oliva e i produttori rischiano sanzioni. A lanciare l'allarme è Antonio Dati, direttore di Confagricoltura
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LUCCA. Cambiano le regole sull'etichettatura dell'olio d'oliva e i produttori rischiano sanzioni. A lanciare l'allarme è Antonio Dati, direttore di Confagricoltura. «È negativo - scrive Dati - che il provvedimento sia stato approvato dalla conferenza Stato-Regioni solo ora e che sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale a campagna olearia avanzata, con il rischio di generare una notevole confusione fra gli operatori esponendoli a erronei comportamenti e alle conseguenti sanzioni».
Errori (e quindi le sanzioni) involontari - insiste Dati - «niente hanno a che vedere con la qualità intrinseca del prodotto, con la reale tracciabilità dello stesso e con la effettiva tutela del consumatore finale. C'è solo da augurarsi che nel periodo transitorio prevalga il buon senso da parte degli organi preposti al controllo e che siano impartite agli stessi idonee indicazioni da parte del ministero».
Infatti - evidenzia Confagricoltura - è stato sbloccato giovedì il decreto sull'etichettatura di origine obbligatoria dell'olio di oliva a campagna olearia iniziata e non entrerà in vigore prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, i produttori devono «tenere a mente le novità sulla designazione obbligatoria dell'origine dell'olio, sull'iscrizione al Sian (Sistema informatico agricolo nazionale) delle imprese di condizionamento e sul sistema dei registri per consentire la verifica all' ICQ (Istituto Centrale per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi) della designazione dell'origine. Come spiega Confagricoltura «chi deciderà di condizionare e imbottigliare olio dopo l'entrata in vigore del decreto, non dovrà più richiedere il codice alfa numerico alla Provincia, ma inoltrare una comunicazione telematica al registro unico presso il Sian e riportare poi il codice attribuito su bottiglie e sugli imballaggi. Inoltre, per gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso o confezionato, purché ottenuto solo dalle olive provenienti da oliveti della propria azienda, molite nel proprio frantoio o di terzi, l'obbligo di tenuta di un registro per ogni stabilimento e deposito (in cui annotare produzioni, movimenti, lavorazioni dell'olio extra vergine e dell'olio vergine), si intende assolto dalle informazioni disponibili nel sistema informativo geografico Gis, nel Sian, nonché di quelle desumibili dalla relativa documentazione commerciale e amministrativa».
Infine, ricorda Confagricoltura, i controlli «saranno appannaggio di un registro telematico (anche questo nell'ambito del Sian) su cui annotare tutte le produzioni, lavorazioni e movimentazioni degli oli. La competenza a gestire la rete dei controlli sul territorio è dell'Icq. Nella fase iniziale si dovrà attribuire un codice unico a chi ne ha due e uno a chi non ne ha, per accedere al registro istituito in ambito Sian. Poi, ci sarà la verifica delle informazioni inviate al Sian: in caso di discordanza l'Icq deciderà se attivare i controlli incrociati per il tramite di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura)».
Errori (e quindi le sanzioni) involontari - insiste Dati - «niente hanno a che vedere con la qualità intrinseca del prodotto, con la reale tracciabilità dello stesso e con la effettiva tutela del consumatore finale. C'è solo da augurarsi che nel periodo transitorio prevalga il buon senso da parte degli organi preposti al controllo e che siano impartite agli stessi idonee indicazioni da parte del ministero».
Infatti - evidenzia Confagricoltura - è stato sbloccato giovedì il decreto sull'etichettatura di origine obbligatoria dell'olio di oliva a campagna olearia iniziata e non entrerà in vigore prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, i produttori devono «tenere a mente le novità sulla designazione obbligatoria dell'origine dell'olio, sull'iscrizione al Sian (Sistema informatico agricolo nazionale) delle imprese di condizionamento e sul sistema dei registri per consentire la verifica all' ICQ (Istituto Centrale per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi) della designazione dell'origine. Come spiega Confagricoltura «chi deciderà di condizionare e imbottigliare olio dopo l'entrata in vigore del decreto, non dovrà più richiedere il codice alfa numerico alla Provincia, ma inoltrare una comunicazione telematica al registro unico presso il Sian e riportare poi il codice attribuito su bottiglie e sugli imballaggi. Inoltre, per gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso o confezionato, purché ottenuto solo dalle olive provenienti da oliveti della propria azienda, molite nel proprio frantoio o di terzi, l'obbligo di tenuta di un registro per ogni stabilimento e deposito (in cui annotare produzioni, movimenti, lavorazioni dell'olio extra vergine e dell'olio vergine), si intende assolto dalle informazioni disponibili nel sistema informativo geografico Gis, nel Sian, nonché di quelle desumibili dalla relativa documentazione commerciale e amministrativa».
Infine, ricorda Confagricoltura, i controlli «saranno appannaggio di un registro telematico (anche questo nell'ambito del Sian) su cui annotare tutte le produzioni, lavorazioni e movimentazioni degli oli. La competenza a gestire la rete dei controlli sul territorio è dell'Icq. Nella fase iniziale si dovrà attribuire un codice unico a chi ne ha due e uno a chi non ne ha, per accedere al registro istituito in ambito Sian. Poi, ci sarà la verifica delle informazioni inviate al Sian: in caso di discordanza l'Icq deciderà se attivare i controlli incrociati per il tramite di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura)».
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