Sicurezza
Lucca
Soldi spariti, coppia nega tutto
Pietro Barghigiani
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La sede di Acques SpaL'avvocato Guido De Maio, del Foro di Napoli, è il legale che assiste Emanuele Enrico Busetta, 46 anni, residente a Monsummano e Laura De Liso, 42 anni, di Santa Margherita (Lucca), la coppia accusata dalla Procura della Repubblica di Pisa di peculato per aver fatto sparire 1,8 milioni di euro
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LUCCA. «Solo dalla consultazione degli atti in mio possesso è emersa l'esistenza di un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Pisa l'11 novembre 2008 nei confronti dei miei clienti: nessuno li ha mai cercati, né loro ne hanno avuto conoscenza attraverso altri canali».
L'avvocato Guido De Maio, del Foro di Napoli, è il legale che assiste Emanuele Enrico Busetta, 46 anni, residente a Monsummano e Laura De Liso, 42 anni, di Santa Margherita (Lucca), la coppia accusata dalla Procura della Repubblica di Pisa di peculato per aver fatto sparire 1,8 milioni di euro (di cui circa 480mila recuperati, ndr) dalle casse di Acque Spa, il gestore idrico dove la donna fino all'agosto 2007 lavorava come impiegata.
«Nessuno vuol fuggire». A sostegno della sua tesi il legale ricorda un episodio: «Addirittura il primo maggio scorso il Busetta è stato fermato dalla polizia stradale di Novara che gli ha ritirato la patente di guida e, cosa ancora più incredibile, dopo un mese è andato anche a riprendersela senza problemi alla questura di Pistoia, città nei pressi della quale vive da tempo con la signora De Liso. Non c'è pericolo di fuga perché dal novembre 2008 risiedono tranquillamente in Italia senza nascondersi».
L'avvocato sostiene tre punti alternativi alle risultanze investigative fin qui svolte: è tutto da dimostrare che i soldi li abbiano presi loro; non sono fuggiti all'estero; sono in Italia e non intendono scappare.
Estero e passaporti. Che i due abbiano finora girato liberamente in Italia e oltre confine viene ribadito dall'avvocato non solo con la storia della patente ritirata dalla polizia stradale piemontese.
«Dal novembre 2008 sono rientrati in Italia dopo un breve viaggio e ad ogni passaggio di frontiera hanno esibito i passaporti senza che mai venisse loro mosso alcun rilievo» sottolinea il legale.
Bonifici in Svizzera. Mancato arresto a parte, la vicenda della coppia in fuga e poi rientrata in Italia andrà decifrata meglio approfondendo quello che accadde negli uffici amministrativi di Acque Spa in quei giorni dell'agosto 2007. Dai computer della società partirono diversi bonifici destinati a due conti correnti aperti a Montecatini, filiale di Banca Intesa, e Larciano, agenzia della Cassa di Risparmio di Lucca, nella disponibilità di Busetta.
Dalla Valdinievole i soldi passarono il confine per finire in una banca di Lugano di cui l'uomo era cliente con un suo personale deposito di risparmi. Per l'accusa a fare i bonifici fu Laura De Liso che nei giorni seguenti presentò poi la lettera di dimissioni e sparì dalla circolazione dopo aver venduto la sua casa a Santa Margherita. L'avvocato, senza entrare nello specifico, nega la responsabilità dell'ex impiegata di Acque Spa e alla domanda se, stando agli investigatori, dall'agosto 2007 al novembre 2008 la coppia abbia soggiornato a Santo Domingo, preferisce non rispondere. «Mi riservo di esporre davanti al giudice la nostra completa versione dei fatti» spiega.
L'ipotesi di presentarsi alle forze dell'ordine viene scartata dal legale: «Lascio sempre ai miei assistiti la libertà di costituirsi o meno quando pende nei loro confronti un'ordinanza di custodia in carcere. Certo è che qui non scappa nessuno. Se li vogliono sanno dove trovarli».
L'avvocato Guido De Maio, del Foro di Napoli, è il legale che assiste Emanuele Enrico Busetta, 46 anni, residente a Monsummano e Laura De Liso, 42 anni, di Santa Margherita (Lucca), la coppia accusata dalla Procura della Repubblica di Pisa di peculato per aver fatto sparire 1,8 milioni di euro (di cui circa 480mila recuperati, ndr) dalle casse di Acque Spa, il gestore idrico dove la donna fino all'agosto 2007 lavorava come impiegata.
«Nessuno vuol fuggire». A sostegno della sua tesi il legale ricorda un episodio: «Addirittura il primo maggio scorso il Busetta è stato fermato dalla polizia stradale di Novara che gli ha ritirato la patente di guida e, cosa ancora più incredibile, dopo un mese è andato anche a riprendersela senza problemi alla questura di Pistoia, città nei pressi della quale vive da tempo con la signora De Liso. Non c'è pericolo di fuga perché dal novembre 2008 risiedono tranquillamente in Italia senza nascondersi».
L'avvocato sostiene tre punti alternativi alle risultanze investigative fin qui svolte: è tutto da dimostrare che i soldi li abbiano presi loro; non sono fuggiti all'estero; sono in Italia e non intendono scappare.
Estero e passaporti. Che i due abbiano finora girato liberamente in Italia e oltre confine viene ribadito dall'avvocato non solo con la storia della patente ritirata dalla polizia stradale piemontese.
«Dal novembre 2008 sono rientrati in Italia dopo un breve viaggio e ad ogni passaggio di frontiera hanno esibito i passaporti senza che mai venisse loro mosso alcun rilievo» sottolinea il legale.
Bonifici in Svizzera. Mancato arresto a parte, la vicenda della coppia in fuga e poi rientrata in Italia andrà decifrata meglio approfondendo quello che accadde negli uffici amministrativi di Acque Spa in quei giorni dell'agosto 2007. Dai computer della società partirono diversi bonifici destinati a due conti correnti aperti a Montecatini, filiale di Banca Intesa, e Larciano, agenzia della Cassa di Risparmio di Lucca, nella disponibilità di Busetta.
Dalla Valdinievole i soldi passarono il confine per finire in una banca di Lugano di cui l'uomo era cliente con un suo personale deposito di risparmi. Per l'accusa a fare i bonifici fu Laura De Liso che nei giorni seguenti presentò poi la lettera di dimissioni e sparì dalla circolazione dopo aver venduto la sua casa a Santa Margherita. L'avvocato, senza entrare nello specifico, nega la responsabilità dell'ex impiegata di Acque Spa e alla domanda se, stando agli investigatori, dall'agosto 2007 al novembre 2008 la coppia abbia soggiornato a Santo Domingo, preferisce non rispondere. «Mi riservo di esporre davanti al giudice la nostra completa versione dei fatti» spiega.
L'ipotesi di presentarsi alle forze dell'ordine viene scartata dal legale: «Lascio sempre ai miei assistiti la libertà di costituirsi o meno quando pende nei loro confronti un'ordinanza di custodia in carcere. Certo è che qui non scappa nessuno. Se li vogliono sanno dove trovarli».
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