La manifestazione
Lucca
Salvo il gruppo Kartogroup
Luca Tronchetti
◗
Un operaio al lavoro in una cartiera del gruppoLa proposta di fidejussione con la quale Wepa Gruppe s'impegna a comprare prima dell'emanazione del decreto d'omologa del concordato preventivo è arrivata ieri sul tavolo del giudice delegato ai fallimenti Giulio Giuntoli
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LUCCA. La proposta di fidejussione con la quale Wepa Gruppe s'impegna a comprare prima dell'emanazione del decreto d'omologa del concordato preventivo - vale a dire l'accettazione da parte dell'assemblea dei creditori del salvataggio della multinazionale cartaria - è arrivata ieri sul tavolo del giudice delegato ai fallimenti Giulio Giuntoli. Centonovantasei milioni per salvare il gruppo cartario Kartogroup, 7 aziende con oltre 1000 dipendenti di cui 480 nei tre stabilimenti in Lucchesia e 155 nell'azienda di Cassino.
Il gruppo era stato ammesso dai giudici del tribunale al concordato preventivo con un debito complessivo che si avvicina ai 500 milioni.
La proposta d'acquisto della Wepa Gruppe dei fratelli tedeschi Krengen è suffragata dalle garanzie rilasciate da tre istituti di credito: la Hbv (l'Unicredit tedesca), la Kommers Bank e la Westfalen Bank che hanno sostanzialmente autorizzato il colosso teutonico del settore cartario a fare l'istanza d'acquisto delle sette aziende Kartogroup prima dell'omologazione definitiva del concordato preventivo.
Tradotto: c'è la copertura bancaria per portare in porto l'operazione.
Un risultato di fondamentale importanza sia dal punto di vista economico che occupazionale, con oltre mille posti di lavoro in salvo.
L'operazione, a questo punto in dirittura d'arrivo, già prima di Natale - a meno di clamorose sorprese legate alle clausole contenute nelle fidejussioni - porterà alla vendita delle quattro aziende italiane, delle due francesi e della ditta tedesca alla Wepa Gruppe che, da oltre un anno, attraverso l'affittanza della Wepa Lucca (società creata ad hoc per far ripartire l'attività industriale) gestisce le aziende dell'ex multinazionale cartaria mantenendo la produzione, l'occupazione e i rapporti con i fornitori.
E riuscendo a far fronte con grande impegno alle difficoltà quotidiane.
Un successo se si considera che - un anno dopo le procedure concorsuali - nessun creditore estero ha fatto istanza di fallimento nel proprio paese d'origine aprendo così un nuovo fronte e riducendo al lumicino le speranze di salvare la multinazionale.
Ci sono le garanzie per versare i 96 milioni per l'acquisto delle lucchesi Kartogroup (365 dipendenti, azienda capogruppo con sede in via Salanetti a Capannori), Kartocell (63 dipendenti, azienda cartaria con sede a Capannori), Linpaper (52 dipendenti, azienda cartaria con sede a Pian della Rocca) e della Sud Europe Tissue con sede a Cassino (155 dipendenti) e delle francesi Dalle Hygiene e Dalle Hygiene Production e 56 milioni per la tedesca Kartogruoup Deutschland Gmbh.
E ci sono pure 22 milioni per i pagamenti dei leasing, 10 per accollarsi il Tfr per i dipendenti e altri dodici per due anni d'affittanza.
A cui vanno aggiunti i 40 milioni che la Wepa Gruppe ha impiegato per far ripartire l'attività produttiva che non ha mai cessato un giorno.
A questo punto l'elemento fondante del parere favorevole dell'assemblea dei creditori diventa quasi una formalità.
Anche perchè sono aumentate le percentuali per i creditori chirografari - fornitori, lavoratori autonomi esterni, banche sulle quali non gravano mutui o ipoteche - tutte o quasi superiori alla cifra dell'8 per cento dei debiti indicati nel deposito degli atti in cancelleria.
E perchè il 90% dei chirografari hanno avuto le garanzie necessarie per proseguire il loro rapporti commerciali futuri con la Wepa Gruppe.
Il gruppo era stato ammesso dai giudici del tribunale al concordato preventivo con un debito complessivo che si avvicina ai 500 milioni.
La proposta d'acquisto della Wepa Gruppe dei fratelli tedeschi Krengen è suffragata dalle garanzie rilasciate da tre istituti di credito: la Hbv (l'Unicredit tedesca), la Kommers Bank e la Westfalen Bank che hanno sostanzialmente autorizzato il colosso teutonico del settore cartario a fare l'istanza d'acquisto delle sette aziende Kartogroup prima dell'omologazione definitiva del concordato preventivo.
Tradotto: c'è la copertura bancaria per portare in porto l'operazione.
Un risultato di fondamentale importanza sia dal punto di vista economico che occupazionale, con oltre mille posti di lavoro in salvo.
L'operazione, a questo punto in dirittura d'arrivo, già prima di Natale - a meno di clamorose sorprese legate alle clausole contenute nelle fidejussioni - porterà alla vendita delle quattro aziende italiane, delle due francesi e della ditta tedesca alla Wepa Gruppe che, da oltre un anno, attraverso l'affittanza della Wepa Lucca (società creata ad hoc per far ripartire l'attività industriale) gestisce le aziende dell'ex multinazionale cartaria mantenendo la produzione, l'occupazione e i rapporti con i fornitori.
E riuscendo a far fronte con grande impegno alle difficoltà quotidiane.
Un successo se si considera che - un anno dopo le procedure concorsuali - nessun creditore estero ha fatto istanza di fallimento nel proprio paese d'origine aprendo così un nuovo fronte e riducendo al lumicino le speranze di salvare la multinazionale.
Ci sono le garanzie per versare i 96 milioni per l'acquisto delle lucchesi Kartogroup (365 dipendenti, azienda capogruppo con sede in via Salanetti a Capannori), Kartocell (63 dipendenti, azienda cartaria con sede a Capannori), Linpaper (52 dipendenti, azienda cartaria con sede a Pian della Rocca) e della Sud Europe Tissue con sede a Cassino (155 dipendenti) e delle francesi Dalle Hygiene e Dalle Hygiene Production e 56 milioni per la tedesca Kartogruoup Deutschland Gmbh.
E ci sono pure 22 milioni per i pagamenti dei leasing, 10 per accollarsi il Tfr per i dipendenti e altri dodici per due anni d'affittanza.
A cui vanno aggiunti i 40 milioni che la Wepa Gruppe ha impiegato per far ripartire l'attività produttiva che non ha mai cessato un giorno.
A questo punto l'elemento fondante del parere favorevole dell'assemblea dei creditori diventa quasi una formalità.
Anche perchè sono aumentate le percentuali per i creditori chirografari - fornitori, lavoratori autonomi esterni, banche sulle quali non gravano mutui o ipoteche - tutte o quasi superiori alla cifra dell'8 per cento dei debiti indicati nel deposito degli atti in cancelleria.
E perchè il 90% dei chirografari hanno avuto le garanzie necessarie per proseguire il loro rapporti commerciali futuri con la Wepa Gruppe.
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