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Truffa con le auto,rubano l'identitàa tre pensionati

Francesca Gori
Truffa con le auto,rubano l'identitàa tre pensionati

I residenti in Lucchesia risultavano proprietari di 585 macchine. Le indagini partite da Roma

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LUCCA. In tre avevano quasi 600 auto intestate. Per la precisione, per 585 macchine risultavano tre soli proprietari: 2 pensionati di Altopascio e uno di Lucca. Sulle carte di auto usate da truffatori, emigranti clandestini, pregiudicati, figurano le loro generalità. Forse perché prestanome o forse - è questa l'ipotesi più recente - perché vittime di un furto di identità.

Si spinge fino in Lucchesia l'inchiesta sulla maxitruffa delle auto fantasma condotta dalla polizia municipale di Roma sulla quale è stata aperta anche un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Fra gli oltre 800 prestanome veri o presunti, risulta un uomo, che abita in città, intestatario di 149 auto; nell'inchiesta, poi, figurano anche altri due pensionati, che invece vivono ad Altopascio, di auto intestate ne hanno rispettivamente 147 e 289. A questi si aggiungono altri tre pensionati o nullatenenti che vivono in Versilia. In totale i 6 residenti in Lucchesia sarebbero proprietari di 1.015 auto. La polizia municipale di Roma è arrivata a questi nomi grazie all'incrocio dei dati raccolti su alcuni incidenti stradali che avevano attirato l'attenzione degli agenti. Dati che confermavano un sospetto: troppe volte le auto coinvolte negli scontri, risultavano essere intestate alle stesse persone. Come, appunto, quelle residenti in Lucchesia grazie ai cui dati hanno potuto mettersi al volante migranti, clandestini, non patentati: in sostanza persone senza i requisiti per guidare.

L'IDENTIKIT  I vigili urbani di Roma hanno dovuto lavorare a lungo per risalire ai prestanome, che spesso sembrano essere totalmente estranei, e che sarebbero finiti in questo raggiro proprio perché qualcuno ha rubato loro l'identità come si potrebbe dedurre da una centrale di falsificazione documenti scoperta a Roma nell'ambito di questa inchiesta. Non a caso tra i prestanome sono state trovate anche alcune persone decedute. Tutti gli indagati di questa maxitruffa sono italiani, molti sono pensionati o comunque nullatenenti, quasi tutti irreperibili nelle residenze dichiarate. Gli agenti della municipale, che hanno inviato alla procura il risultato della loro indagine sono risaliti ai prestanome attraverso i rilievi di tanti incidenti avvenuti nella Capitale. Incidenti nei quali spesso, le auto che li avevano provocati, si erano dati alla fuga subito dopo. Pirati della strada, insomma, anche se le auto coinvolte si erano procurate solo qualche piccolo danno. Il motivo è semplice: i tagliandi delle assicurazioni esposti sul loro cruscotto sono risultati falsi e i bolli mai pagati.

LA TRUFFA Il sistema ha permesso di mettere in evidenza un meccanismo collaudato. Chi tra i prestanome era consapevole di esserlo, riscuoteva tra 150 e 200 euro al mese per "l'affitto" dell'auto, o della propria identità. L'inchiesta capitolina ha dimostrato che il sistema era tutto basato su passaggi di proprietà e fornitura di certificati falsi. Fasulli non solo i tagliandi dell'assicurazione e i bolli auto ma anche i permessi di soggiorno per i clandestini.

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