Il dolore
LUCCA
A Maggiano una stazione per l'energia
Barbara Antoni
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Uno dei tralicci costruiti a MutiglianoPer ora ci sono un'ipotesi progettuale e la stesura in corso di un protocollo, fra Terna spa e l'amministrazione comunale. A breve ci sarà anche l progetto: e così partirà l'iter per realizzare in zona Maggiano una stazione di trasformazione dell'energia elettrica.
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LUCCA. Per ora ci sono un'ipotesi progettuale e la stesura in corso di un protocollo, fra Terna spa e l'amministrazione comunale. A breve ci sarà anche l progetto: e così partirà l'iter per realizzare in zona Maggiano una stazione di trasformazione dell'energia elettrica.
Il progetto rientra in un piano di sviluppo della rete. Sarà costruita una stazione in cui l'energia elettrica a 380 chilovolt di potenza (il voltaggio massimo, per consumi industriali) in arrivo da La Spezia (dall linea La Spezia-Acciaiolo, appunto) sarà trasformata (in questo caso ridotta, a 130 Kv (voltaggio che può essere usato per consumi domestici).
L'ipotesi, nata da Terna spa (società partecipata di Enel) ha avuto il benestare del Comune. A breve, come confermano sia la società che il vicesindaco Giovanni Pierami, le due parti si incontreranno per verificare i particolari dell'ipotesi e per arrivare, forse anche velocemente, alla firma del protocollo. Poi partirà la progettazione.
La stazione di trasformazione permetterà al territorio locale - compresa la città di Lucca, a rischio blackout perché servita da un unico elettrodotto - di usufruire anche dell'elettrodotto che passa sopra le case di Maggiano: finora solo corrente destinata alle aree industriali collegate ad Acciaiolo (Livorno) ha attraversato quei cavi e quei tralicci.
«L'elettrodotto La Spezia-Acciaiolo - dice Pierami - non viene ora utilizzato da noi, mentre se nascerà la stazione di trasformazione servirà anche alla città. Ora più che mai Lucca rischia il blackout: con l'interramento di alcune parti di linea, eventuali guasti saranno anche più difficili da riparare».
La costruzione della stazione potrà comportare, secondo Terna, il trasferimento di alcuni tralicci che passano da Maggiano: sempre fra le ipotesi al vaglio della società c'è infatti di approntare una variante al percorso dell'elettrodotto, in modo da allacciarsi più direttamente alla nuova stazione.
La variante potrebbe spostare l'elettrodotto sulle montagne versiliesi: Terna non lo smentisce, ma considera questa per ora solo un'ipotesi. Perché ogni decisione Terna giura di volerla prendere con tutta la collaborazione del "territorio", ovvero le istituzioni ma anche i cittadini.
La nascita della stazione di trasformazione non avrà nessuna ricaduta sostanziale sulla costruzione del tratto di elettrodotto Diecimo-Ronco-Lucca che passa dalle colline di Mutigliano, Sant'Alessio e Cappella.
Terna afferma risoluta che il progetto di quell'elettrodotto non si tocca: rimane così com'è perché, anzi, è stato progettato nel massimo rispetto dei limiti imposti ai campi elettromagnetici. La speranza degli abitanti di quella zona (che hanno costituito di recente un comitato) di vedersi restituito il loro paesaggio può in pratica sfumare, stando alla posizione della società: l'unico intervento di miglioramento che Terna potrà impegnarsi a realizzare - e solo se andrà in porto il progetto della stazione - consisterà in opere di forestazione, disboscamento o ripiantumazione di particolari specie arboree.
Il progetto rientra in un piano di sviluppo della rete. Sarà costruita una stazione in cui l'energia elettrica a 380 chilovolt di potenza (il voltaggio massimo, per consumi industriali) in arrivo da La Spezia (dall linea La Spezia-Acciaiolo, appunto) sarà trasformata (in questo caso ridotta, a 130 Kv (voltaggio che può essere usato per consumi domestici).
L'ipotesi, nata da Terna spa (società partecipata di Enel) ha avuto il benestare del Comune. A breve, come confermano sia la società che il vicesindaco Giovanni Pierami, le due parti si incontreranno per verificare i particolari dell'ipotesi e per arrivare, forse anche velocemente, alla firma del protocollo. Poi partirà la progettazione.
La stazione di trasformazione permetterà al territorio locale - compresa la città di Lucca, a rischio blackout perché servita da un unico elettrodotto - di usufruire anche dell'elettrodotto che passa sopra le case di Maggiano: finora solo corrente destinata alle aree industriali collegate ad Acciaiolo (Livorno) ha attraversato quei cavi e quei tralicci.
«L'elettrodotto La Spezia-Acciaiolo - dice Pierami - non viene ora utilizzato da noi, mentre se nascerà la stazione di trasformazione servirà anche alla città. Ora più che mai Lucca rischia il blackout: con l'interramento di alcune parti di linea, eventuali guasti saranno anche più difficili da riparare».
La costruzione della stazione potrà comportare, secondo Terna, il trasferimento di alcuni tralicci che passano da Maggiano: sempre fra le ipotesi al vaglio della società c'è infatti di approntare una variante al percorso dell'elettrodotto, in modo da allacciarsi più direttamente alla nuova stazione.
La variante potrebbe spostare l'elettrodotto sulle montagne versiliesi: Terna non lo smentisce, ma considera questa per ora solo un'ipotesi. Perché ogni decisione Terna giura di volerla prendere con tutta la collaborazione del "territorio", ovvero le istituzioni ma anche i cittadini.
La nascita della stazione di trasformazione non avrà nessuna ricaduta sostanziale sulla costruzione del tratto di elettrodotto Diecimo-Ronco-Lucca che passa dalle colline di Mutigliano, Sant'Alessio e Cappella.
Terna afferma risoluta che il progetto di quell'elettrodotto non si tocca: rimane così com'è perché, anzi, è stato progettato nel massimo rispetto dei limiti imposti ai campi elettromagnetici. La speranza degli abitanti di quella zona (che hanno costituito di recente un comitato) di vedersi restituito il loro paesaggio può in pratica sfumare, stando alla posizione della società: l'unico intervento di miglioramento che Terna potrà impegnarsi a realizzare - e solo se andrà in porto il progetto della stazione - consisterà in opere di forestazione, disboscamento o ripiantumazione di particolari specie arboree.
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