Il Tirreno

Lucca

Lucca

«Ho sparato 4 colpi»

La scientifica mentre effettua i rilievi
◗
La scientifica mentre effettua i rilievi

Mezz'ora per spiegare l'intervento in Corte Martinelli. Dal primo sos ricevuto dalla centrale operativa tramite 118 all'arrivo sul luogo della mattanza, dallo sparo proveniente dalla finestra al primo piano dell'edificio al conflitto a fuoco con Andrea Azzarri sino al ritrovamento del cadavere

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Mezz'ora per spiegare l'intervento in Corte Martinelli. Dal primo sos ricevuto dalla centrale operativa tramite 118 all'arrivo sul luogo della mattanza, dallo sparo proveniente dalla finestra al primo piano dell'edificio al conflitto a fuoco con Andrea Azzarri sino al ritrovamento del cadavere. Poco prima di mezzogiorno il brigadiere di 39 anni in servizio alla stazione di Capannori si è presentato nell'ufficio del sostituto procuratore Enrico Corucci per essere ascoltato alla presenza del suo legale Pier Paolo Santini. Dichiarazioni spontanee per contestualizzare l'accaduto e per chiarire qualsiasi dubbio sul suo operato e su quello dei carabinieri intervenuti a Pieve S. Paolo. Due i punti salienti emersi: uno legato a una seconda chiamata della pattuglia da parte della centrale operativa, l'altro inerente all'uso della pistola d'ordinanza calibro 9. Stando al brigadiere infatti appena lui e il suo collega appuntato giunsero in via della Repubblica attraverso la radio ricevettero una seconda chiamata dalla centrale operativa. Che li informava che la situazione all'interno della casa era degenerata e li esortava ad intervenire con tempismo perchè nell'abitazione c'erano dei feriti gravi e forse anche qualcosa di peggio. Il militare, nel colloquio con il magistrato, ha spiegato di aver sparato quattro colpi di pistola dal basso verso l'altro all'indirizzo della finestra al primo piano dove si trovava l'elettricista armato di revolver sprovvisto di tappo rosso. È molto probabile che dalla sua pistola non sia partito il colpo che ha ucciso Azzarri. Il proiettile si è conficcato nella narice destra per fuoriuscire dalla scatola cranica. Tra l'altro il bossolo in questione non è ancora stato individuato. Nella stanza sono stati recuperati alcuni bossoli, ma servirà un particolare tipo di accertamento per indicare con certezza il proiettile che ha ucciso l'elettricista di Pieve S. Paolo e la pistola calibro 9 parabellum dove è fuoriuscito. Non è stato invece ancora sentito l'altro carabiniere - l'appuntato di 37 in servizio a Capannori - che avrebbe sparato 13 colpi nel cortile della casa colonica in via della Repubblica e che ad oggi è difeso dall'avvocato Ernesto Rinaldi.
Ieri mattina anche l'avvocato Paolo Mei, legale nominato dai fratelli Gianfranco e Antonella Azzarri, ha avuto un colloquio con il magistrato per ottenere il nullaosta per la sepoltura della vittima. Nelle prossime ore dovrebbe esserci l'okay per la celebrazione dei funerali nella chiesa parrocchiale di Pieve S. Paolo. L'avvocato Mei ha avuto anche un colloquio telefonico con il medico legale Luciana Sonnellini di Firenze per avere maggiori ragguagli sull'autopsia eseguita per conto delle procura dell'anatomopatologo Marco Di Paolo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web