La manifestazione
IL CASO
Le rompe il nasoper uno scherzo sull'autoscontro
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Un autoscontro al Luna Park in una foto di repertorioL'ha attesa all'uscita del Luna Park di via delle Tagliate e, nonostante fosse in compagnia di un'amica, l'ha afferrata per i capelli facendole chinare la testa sino all'altezza delle sue ginocchia. A quel punto, con un colpo secco, le ha fratturato il setto nasale continuando ad insultarla e a minacciarla di morte anche quando si allontanava
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LUCCA. L'ha attesa all'uscita del Luna Park di via delle Tagliate e, nonostante fosse in compagnia di un'amica, l'ha afferrata per i capelli facendole chinare la testa sino all'altezza delle sue ginocchia. A quel punto, con un colpo secco, le ha fratturato il setto nasale continuando ad insultarla e a minacciarla di morte anche quando si allontanava. Un atto di violenza inaudita che vede protagoniste due studentesse di sedici anni: un'albanese residente nella periferia cittadina e una lucchese che vive a Lammari. Una brutale aggressione scaturita per futili motivi: un pallone lanciato da una macchinina dell'autoscontro.
Sono le 21 del 27 settembre scorso e la studentessa della Piana, in compagnia di una coetanea, sale sulla macchinina sistemata ai lati della pista. Percorre alcuni giri e poi, improvvisamente, nell'abitacolo della macchinina arriva un pallone. Lei lo prende e lo lancia verso un altro piccolo bolide. Colpendo la ragazza albanese che si trova in compagnia di un fratello. Stizzita la sedicenne dell'Est invita la coetanea a regolare i conti all'uscita del Luna Park. Lei non capisce o non ci fa caso. E alle 21,30, assieme all'amica, s'incammina verso l'uscita. Ma nel piazzale incontra la ragazza albanese. È una furia. Urla, inveisce e l'afferra per i capelli costringendola a chinarsi. Alza il ginocchio e lo fa battere violentemente contro il suo naso procurandole un dolore lancinante. Mentre la coetanea si allontana in compagnia del fratello e di un'amico, la ragazzina di Lammari viene accompagnata al pronto soccorso. Dove i medici le riscontrano la frattura del setto nasale giudicata guaribile in venti giorni. La studentessa in lacrime si rivolge ai carabinieri di Lammari. Che, dopo aver effettuato gli accertamenti del caso, individuano e denunciano la studentessa albanese per lesioni, minacce e ingiurie. Nel frattempo però sono proseguite le minacce di morte e le intimidazioni nei confronti della denunciante da parte della studentessa albanese.
Sono le 21 del 27 settembre scorso e la studentessa della Piana, in compagnia di una coetanea, sale sulla macchinina sistemata ai lati della pista. Percorre alcuni giri e poi, improvvisamente, nell'abitacolo della macchinina arriva un pallone. Lei lo prende e lo lancia verso un altro piccolo bolide. Colpendo la ragazza albanese che si trova in compagnia di un fratello. Stizzita la sedicenne dell'Est invita la coetanea a regolare i conti all'uscita del Luna Park. Lei non capisce o non ci fa caso. E alle 21,30, assieme all'amica, s'incammina verso l'uscita. Ma nel piazzale incontra la ragazza albanese. È una furia. Urla, inveisce e l'afferra per i capelli costringendola a chinarsi. Alza il ginocchio e lo fa battere violentemente contro il suo naso procurandole un dolore lancinante. Mentre la coetanea si allontana in compagnia del fratello e di un'amico, la ragazzina di Lammari viene accompagnata al pronto soccorso. Dove i medici le riscontrano la frattura del setto nasale giudicata guaribile in venti giorni. La studentessa in lacrime si rivolge ai carabinieri di Lammari. Che, dopo aver effettuato gli accertamenti del caso, individuano e denunciano la studentessa albanese per lesioni, minacce e ingiurie. Nel frattempo però sono proseguite le minacce di morte e le intimidazioni nei confronti della denunciante da parte della studentessa albanese.
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